Modding, ne vale la pena farlo ad un orologio?
contaminuti | 07 gen, 2009 | Commenti 2
Come un revisore dei conti, guardo ogni tanto in profondità i refferer (le pagine da cui provengono gli accessi) di Google a questo blog.
E’ da un po’ che qualche ricerca include le chiavi: “Rolex PVD”, “Rolex PECVD”.
Cercando sulla rete, e come forse già noto a molti di voi, tutto incomincia poco più di un anno fa quando la casa d’aste Antiquorum, durante “Important Collectors Watches, Pocket Watches & Clocks” tenutasi il 16 Ottobre 2008 a New York, batte e aggiudica al lotto 296 un Rolex Daytona 116520 per la somma di 48.000 USD che corrispondono circa a 36.000 Euro! Si tratta di un comune Daytona seriale F del 2004 a cui, dopo essere stato smontato in ogni suo singolo pezzo, è stato applicato un trattamento PVD dalla ditta Bamford & Sons

L’acronimo PVD corrisponde a Physical Vapor Depositation e consiste, come intuibile, all’ applicazione di un film (pellicola, strato), ottenuto facendo sublimare un solido o evaporare un liquido, ad un metallo solido.
PECVD invece sta per Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition e anche in questo caso viene depositata sull’ oggetto una pellicola usando questa volta puro gas metano. Una delle differenze con il PVD è che il trattamento viene definito tecnicamente “reversibile”.
Tralascio i dettagli tecnici del come e del dove queste lavorazioni vengono eseguite. Basti sapere però, senza ironia, che sono in parole povere gli stessi procedimenti fatti a rubinetti, passamanerie etc. etc. e perchè no, anche se di solito in colore nero, ad alcuni varianti di modelli standard dalle stesse case orologiere. Ecco un Panerai PAM 004 PVD originalissimo.
Quello che ha fatto scalpore è stato primo che prezzo un orologio modificato abbia raggiunto in un asta che dal nome doveva trattare solo importanti oggetti da collezione, secondo che guarda caso l’orologio in questione era un Rolex…
Cerco di essere obiettivo: l’idea è fantastica perchè commercialmente parlando ha fatto schizzare alla follia il prezzo del più ambito al mondo tra gli orologi da polso, facendo guadagnare molti soldini a chi l’ha avuta, emuli compresi. Ma tutto questo fa bene alla Rolex o facciamo finta di niente un’ altra volta? A Ginevra, nascosti da un NO-COMMENT, CEO e compagni saranno riusciti a far quadrare i conti delle vendite dei modelli “assolutamente originali”?
Non si potrebbe aprire in chiaro, e non per soli sceicchi, un reparto della stessa casa in grado di personalizzare fino ad un certo livello i propri orologi con pezzi originali? Per citare solo un esempio del mondo automobilistico, Mercedes lo fa già da anni con AMG.
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese - da sempre affascinato dagli orologi da polso meccanici e complicati. Nel passato ho importato e distribuito alcuni modelli di nicchia, poi la passione per scrivere e blog-orologi.com Adesso mi occupo del portale Orologi di Classe. Il mio motto è: "DON'T do the right thing, DO the things right".











