MONACO V4: Il primo orologio con "trasmisione a cinghia"
contaminuti | 11 dic, 2009 | Commenti 0
Se pensiamo ad un qualsiasi orologio, fin da quando ne abbiamo visto per la prima volta nella nostra vita uno, la sua “immagine” era saldamente legata a ruote ed ingranaggi che, collegate insieme in un modo per la maggior parte di noi misterioso, ci restituiva la lettura del tempo.
Di questa certezza l’orologeria meccanica dei nostri giorni ha deciso di farne a meno con il TAG Heuer MONACO V4. E’ un orologio uscito da qualche mese, ma questa recensione tecnica vuole mettere a fuoco le soluzioni tecniche innovative adottate.
Con il V4 gli orologiai che l’hanno progettato e costruito hanno solcato una nuova strada che ha portato 2 brevetti internazionali e la nascita di una generazione totalmente nuova di movimenti meccanici. TAG Heuer ha sostituito i pignoni e le ruote del tradizionale movimento meccanico con una trasmissione comandata da cinque cinghie la cui tensione è controllata da due tensori.
Le cinghie di trasmissione hanno una sezione di 0.07 mm, pressoché la stessa di un capello umano, e sono dieci volte più piccole di qualsiasi cinghia mai fabbricata prima. Diversamente da un calibro tradizionale, questo sistema sincrono di cinghie non richiede nessun altro meccanismo per trasmettere il movimento da una parte all’altra. Più efficiente – meno vibrazioni, ottimizzazione del movimento – e molto più facile nella manutenzione: consente di trasmettere energia dove ce n’è bisogno, per far fronte a complicazioni senza limiti.
Anche la massa oscillante o rotore è rivoluzionaria in questo particolare segnatempo: Monaco V4 è il primo orologio al mondo con massa oscillante lineare, montata sui cuscinetti a sfera più piccoli del mondo (2.2 per 4 mm di diametro, spessore di 0.5 per 1 mm). Il lingotto di tungsteno di 12g non si muove avanti e indietro, ma sale e scende lungo un binario situato tra le due paia di bariletti posizionati a V, organizzati in parallelo ed inclinati a +/- 13°. Ciascuna coppia di bariletti produce una forza di 450 grammi, per un totale di 900 grammi. Un ingranaggio situato sulla lunghezza della massa ingrana una ruota dentata e converte il movimento lineare in movimento rotatorio.
Il nome V4 deriva dai quattro bariletti del movimento, montati su una platina a V, orientata a 13 gradi, come i cilindri di un motore da corsa di alto livello.
La cassa è in platino 950, così come il retro a vista diviso in tre sezioni. Non esiste un vero e proprio quadrante, gli indici lucidi sono fissati direttamente al “telaio” con la lancetta dei secondi decisamente fuori centro ad ore 4. Il sistema di cuscinetti a sfera è visibile da entrambe le parti, mentre il movimento delle tre cinghie di trasmissione può essere visto sul fronte e le due serie di bariletti dal retro. Il sofisticato cinturino è in coccodrillo centrato, cucito a mano con un inserto in titanio. Edizione limitata a 150 esemplari.
Sembrano ritornati i tempi in cui fu presentato uno degli orologi più di successo per Heuer: il Monaco del 1969, modello che tutti conosciamo per essere stato spesso indossato da Steve McQueen, ma che in realtà è tecnicamente famoso – tra gli esperti – per essere stato il primo cronografo al mondo automatico dotato di micro-rotore, prodigio uscito dalle mani di Jack Heuer che oggi ricopre la carica di Presidente Onorario.
Date anche un occhio al video di TAG-Heuer
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese - da sempre affascinato dagli orologi da polso meccanici e complicati. Nel passato ho importato e distribuito alcuni modelli di nicchia, poi la passione per scrivere e blog-orologi.com Adesso mi occupo del portale Orologi di Classe. Il mio motto è: "DON'T do the right thing, DO the things right".













