Decorazioni con smalto, "enamel dial"? Cerchiamo chi le fa in Italia…
contaminuti | 08 mag, 2009 | Commenti 0
Siamo arrivati al meritato Venerdì. Per celebrare questo giorno che per tanti è il più desiderato… Pubblico un piacevole testo/storia di Riccardo ZANNETTI orologiaio che realizza pezzi-gioielli fatti a mano nella città meno Svizzera del mondo: Roma!
Egli ci spiega una particolare lavorazione con smalto del quadrante: champlevé.
Lo smalto per metalli, l’origine del quale è antichissima in quanto risalente agli antichi Egizi, circa 2800 anni a.C., marcia di pari passo con la storia del vetro del quale è parente assai prossimo essendo costituito da sostanze relativamente abbondanti in natura e di larga diffusione. E’ noto, tuttavia, che gli Egizi conoscevano solo la tecnica del vetro colorato , quella del cosiddetto millefiori e quella delle paste vitree che adoperavano per
decorare i gioielli, facendo però aderire i materiali al metallo mediante mastici particolari; saranno i Romani ad introdurre la lavorazione a caldo, che arriverà per molti versi immutata fino ai giorni nostri. ZANNETTI, da decenni, utilizza per i suoi quadranti diverse tecniche di smaltatura. “Nei nuovi Regent – dice Riccardo Zannetti – ad esempio, per il quadrante abbiamo scelto lo champlevé”. Merita di essere ricordato che la produzione di suppellettili ornati di smalto champlevé conobbe la sua epoca nel XII secolo. In tutta Europa nel periodo tra il 1150 ed il 1250 i laboratori degli smaltatori produssero una considerevole quantità di oggetti liturgici realizzati seguendo questa complessa tecnica. Per realizzare un quadrante champlevé per prima cosa si riporta sulla lastra di metallo di almeno due
millimetri di spessore, con una puntasecca o una matita dura, il disegno voluto. Con un bulino si toglie il metallo (infatti champlevé letteralmente significa campo-levato), laddove deve andare lo smalto, fino alla profondità di circa un millimetro. I bordi di questo alveolo dovranno essere ben rifiniti per ottenere un effetto finale di pulizia e precisione. Negli alveoli cosi ottenuti viene inserito lo smalto umidificato, mediante una spatola. Si procede quindi ad una prima cottura, seguita da altre fino ad aver raggiunto l’effetto desiderato.
Ecco orologio e caratteristiche del Regent Regatta di ZANNETTI esempio di lavorazione champlevé
- Collezione Regent champlevé limited edition
- Cassa Acciaio divisa in tre parti (Ø 42 mm, sp. 10 mm)
- Impermeabilità 5 atmosfere Corona Chiusa a pressione personalizzata a mano
- Vetro Zaffiro con trattamento antiriflesso e firma segreta
- Fondello In acciaio, chiuso per mezzo di 5 viti in acciaio, con oblò decentrato in vetro zaffiro
- Cinturino In pelle di Alligatore Louisiana, cucito a mano
- Chiusura Di tipo deployante in acciaio, personalizzata
- Quadrante In smalto champlevé policromo realizzato a mano
- Lancette Lancette di tipo alpha dorate
- Movimento A carica automatica, Swiss Made, elaborato per Zannetti. Platina rodiata e rifinita a perlage, rotore a Côte de Géneve.
Questa invece è tutta mia e già scritta nel blog una volta: “Prima di partire per la Svizzera… (e fatelo…) facciamo due passi a casa nostra!”
Buon weekend
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese - da sempre affascinato dagli orologi da polso meccanici e complicati. Dal 2002 al 2005 ho importato e distribuito alcuni modelli di nicchia, poi la passione per scrivere e blog-orologi.com Adesso mi occupo a tempo pieno di orologidiclasse.com Il mio motto è: "DON'T do the right thing, DO the things right".













