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Ma come è possibile? Il mio orologio si è fermato…

contaminuti | 26 gen, 2009 | Commenti 2

Oggi ho pensato di provare a spiegare con parole veramente semplici, io che non sono un orologiaio, come la parola MANUTENZIONE debba esistere anche per un orologio da polso meccanico. E’ vero che oggi i movimenti meccanici sono dopo centinaia di anni, robusti e a prova degli urti più estremi, ma il lavoro di un mondo che pulsa al polso è incessante e… nulla è eterno. Così, dopo essermi documentato, finalmente ecco un’ articolo che da tanto volevo pubblicare! Mi scuso ancora, prima di iniziare, per il taglio tecnico veramente elementare nei confronti di eventuali esperti che leggeranno queste righe…

part watch Ma come è possibile? Il mio orologio si è fermato...

L’orologio meccanico è costituito da circa 200 parti tra ruote, ponti, viti, leve, etc. che funzionano 24 ore su 24. Molti di questi componenti, oltre a funzionare ininterrottamente, lavorano per così dire “sotto sforzo”, cioè in attrito tra loro. A tale scopo, per favorire il buon funzionamento di queste parti, si usa un olio specifico che oltre a lubrificarle ne riduce anche l’usura perchè diminuisce l’attrito.

Purtroppo col passare degli anni, si verificano due inconvenienti: da un lato l’olio si asciuga e dall’altro “invecchia”, cosicchè risulta inefficace in quanto viene ad assumere delle caratteristiche fisico-chimiche diverse che lo rendono “pastoso”, ostacolando così il movimento della molla.

Il risultato: l’orologio si ferma!

“Ma come… ha sempre funzionato benissimo!” Ecco la frase più comune che si sente spesso ripetere un orologiaio dai suoi clienti, infatti questi ultimi sembrano ignorare un’ovvietà, e cioè che tutto ciò che è meccanica ha bisogno di manutenzione.

Un po’ come quando si porta la propria automobile a fare il “tagliando” dopo un certo numero di km, anche col proprio orologio si dovrebbe fare la stessa cosa: per essere più precisi l’intervallo di tempo tra una revisione e l’atra dovrebbe essere di 3-5 anni; in questo caso si parla di manutenzione “ordinaria”.

Se si lascia trascorrere un lasso di tempo superiore ai 5-10 anni, quando l’ orologiaio di fiducia aprirà il nostro segnatempo, si troverà di fronte al cosiddetto “grippaggio” cioè cuscinetti, perni e boccole opachi, spaiati e seghettati!
In questo caso si parla di riparazione “straordinaria” perchè spesso è veramente un’ardua impresa “rianimare” il povero orologio… oltre che costosa, ovviamente!!

Parlando di ordinaria manutenzione, sono diversi gli step che un orologiaio deve compiere una volta smontato l’orologio:

1. revisione di ogni singolo pezzo (ponti, corone)
2. lavaggio chimico delle parti
3. riassemblaggio (meccanismo, quadrante, lancette, vetro, corona)
4. lubrificazione delle parti soggette ad attrito
5. controllo delle guarnizioni e dell’impermeabilità
6. taratura del meccanismo al secondo (tramite macchinari elettronici)

Un’ultima occhiata il nostro orologiaio la dà al cinturino: se in pelle, andrebbe sostituito una volta l’anno mentre se in metallo lo si pulisce mediante getto di vapore o ultrasuoni.

Gli orologi automatici sono inoltre, più soggetti alle “infiltrazioni”: polvere, umidità che si uniscono all’usura del lubrificante e bloccano il movimento.

Ecco perchè è altresì importante controllare l’integrità del vetro o di una corona…

Infine essenziale è la tenuta della cassa cioè una volta chiusa, questa deve essere il più possibile resistente agli insulti provenienti dall’ambiente esterno: a tale proposito i “giapponesi” sono molto validi.

Per finire: ho spezzato una lancia a favore di un lavoro che solo un orologiaio può eseguire, dall’altra parte spero che questi santoni degli orologi, non ci facciano un conto troppo salato! icon sad Ma come è possibile? Il mio orologio si è fermato...

contaminuti

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Tags: tecnica

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  1. FABRIZIO scrive:
    8 giugno 2010 alle 18:20

    Ciao sono FABRIZIO ,ti faccio i complimenti come in maniera semplice e molto chiara hai spiegato il concetto OROLOGIO .Spesso gli orologiai, non molti ,inseguono il piacere personale di vedere funzionare un oggetto nato con tantissimi sforzi ed impegni,e che e li ,inanimato non contando le ore che perdono magari dedicandosi ad altre cose piu lucrose.SALUTI FABRIZIO .

  2. contaminuti scrive:
    8 giugno 2010 alle 18:29

    Grazie Fabrizio :-) Beh, io non sono un orologiaio (e si vede). Ho cercato in questo post di dare qualche consiglio perchè si valuti l’importanza della manutenzione.

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