Audemars Piguet Royal Oak Automatique Squelette
contaminuti | 07 dic, 2010 | Commenti 2
Scheletrare un orologio è una delle più veritiere dichiarazioni di artigianalità: non solo è un opera interamente eseguita a mano con l’aiuto di pochi utensili, ma è anche un esercizio di precisione e di cura estrema: i componenti devono essere coreograficamente alleggeriti, ma preservati nella funzionalità e nella precisione di marcia. Dal pieno s’incomincia ad asportare, poi a smussare e lucidare: non c’è spazio per l’errore. Chi si compra un orologio scheletrato dovrebbe obbligatoriamente possedere un monocolo da orologiaio anche se difficilmente – senza una guida - riuscirà a cogliere ogni piccola sfumatura di questo paziente mestiere che una manifattura che si rispetti deve saper esercitare su pochi esemplari ma di tutte le sue collezioni.

Audemars Piguet Royal Oak Automatique Squelette 15305ST.OO.1220ST.01
Audemars Piguet la propone sul Royal Oak Squelette Automatic che vedremo al SIHH 2011 un po’ per perpetuare il suo messaggio di savoir-faire, un po’ per raggiungere nuovi clienti cui piaceva la parte classica dell’iconico Royal Oak, ma che desideravano trasportare gli anni ’70 delle sue linee semplici ed eleganti ancora più indietro nel tempo con un orologio che esprimesse vero lusso.
Il nuovo Calibro 3129 è stato sottoposto a un opera di fine “chirurgia plastica”: la platina alleggerita mostra scolpita tutte le innumerevoli nervature evidenziate dal trattamento galvanico color antracite. Il contrasto è sempre tono su tono: particolari come viti di assemblaggio e lancette luminescenti sono in oro bianco 18 k per la versione in acciaio. Guardandolo frontalmente – il quadrante non esiste – si notano le ruote in ottone dorato. Dal fondello spicca la caratteristica massa oscillante con logo AP in oro massiccio 22 carati scheletrata. Chiuso da entrambi i lati da due cristalli in zaffiro permette un impermeabilità fino a 5 ATM – 50 metri.

Audemars Piguet Royal Oak Automatique Squelette 15305OR.O0.D088CR.01
Il Calibro 3.129 deriva dal movimento base 3.120 interamente progettato e realizzato dalla manifattura Audemars Piguet. Nella sua versione non scheletrita è utilizzato sia dai modelli classici Jules Audemars che dai Royal Oak sportivi. Studiato per essere particolarmente resistente agli urti il Calibro 3129 automatico è composto da 353 elementi; la sua riserva di carica è di 60 ore. Tecnicamente monta un bilanciere a inerzia variabile dotato di otto regolazioni. Una pratica funzione di arresto dei secondi facilita la regolazione dell’ora.
E’ disponibile in due versioni: oro rosa 18 carati con cinturino alligatore e chiusura deployante in oro, acciaio con bracciale in acciaio.
Referenze
15305OR.OO.D088CR.01 oro rosa18 carati
15305ST.OO.1220ST.01 acciaio Prezzo 39.650 Eur
DATI TECNICI
15305ST.OO.1220ST.01
Cassa: in acciaio, Ø 39 mm con viti di assemblaggio in oro bianco 18 carati, vetro zaffiro e fondello in vetro zaffiro trasparente antiriflesso; impermeabile fino a 50m
Quadrante: antracite, indicatori delle ore applicati in oro luminescenti, lancette in oro luminescenti
Movimento: automatico; massa oscillante decorata in oro 22 carati; ponti e platina decorati a mano, angoli lucidi
Calibro: 3129
Bracciale: in acciaio inossidabile con chiusura AP deployante
Funzioni: ore, minuti, secondi centrali
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.Rimani in contatto con me via Google+
Commenti (2)
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Torniamo ancora indietro. il Colosseo sta li da sempre e ce lo ammirano nel mondo.Perche’cambiare l’iconico AudemarsPiquet?-Ciao!
Sono assolutamente d’accordo con te Roberto: gli orologi iconici non si toccano.. E in realtà anche Audemars Piguet con il Royal Oak si è attenuta a questa regola non scritta, infatti questo Automatique Squelette misura 39 mm come il primo Jumbo del 1972.
La tua osservazione però mi ha incuriosito, quindi mi sono messo subito alla ricerca di altre informazioni e ne è emerso che già dall’anno 2000 veniva commercializzato un Royal Oak Squelette con calendario perpetuo tempestato di diamanti.
Tornandio a questo Royal Oak – come scritto nell’articolo – le differenze sono nel nuovo Calibro 3120 rispetto ai precedenti 2121/2120 e rispetto ai precedenti scheletrati nel come la si è eseguita (trattamento galvanico etc.). Non posso mettere la mano sul fuoco (vedi Rolex con i nuovi Submariner 2008/2010), ma penso che al di là di soddisfare qualche cliente desideroso di un Royal Oak particolare, penso proprio che ci sarà sempre un Royal Oak Jumbo quasi identico al primo disegnato da Gerald Genta.
Grazie per il tuo commento: mi ha permesso di conoscere qualcosa in più su questo indimenticabile orologio…