Christophe Claret DualTow (in profondità)
contaminuti | 05 ott, 2010 | Commenti 0
Nel post precedente ho affrontato i fattori emotivi per cui il DualTow è la traduzione in una sola parola della cultura orologiera di Christophe Claret. In questo – grazie alla dettagliata documentazione fornitami – svelerò i suoi meccanismi accompagnati da una sconcertante e misteriosa complessità, tanto per capire – o almeno provarci – chi è Claret.
CRONOGRAFO MONOPULSANTE PLANETARIO A SUONERIA
La maggiore innovazione offerta dal DualTow riguarda una funzione di cronografo monopulsante che funziona grazie a tre planetari, ciascuno dei quali presenta la stessa struttura.
Direttamente collegato al movimento, l’ingranaggio d’ingresso dei planetari (1) è azionato in continuo. Collegato a questo, un porta-satellite (2) ruota sull’asse dell’ingranaggio d’ingresso sul quale si muovono a loro volta due satelliti (3). Posizionati su un asse parallelo, questi ultimi ingranano con l’ingranaggio di uscita (4) situato nella parte superiore del porta-satellite. In cima, una camma (5) sormontata da una lancetta (6) è fissata sullo stesso asse dell’ingranaggio di entrata, solidale all’ingranaggio di uscita, e permette la rimessa a zero del cronografo.
L’ingranaggio di ingresso trasmette il suo movimento in due modi. Quando la rotazione della lancetta è bloccata, questa aziona il porta-saltellite che gira così a vuoto. Questo funzionamento corrisponde alle funzioni stop e reset del cronografo. Quando invece il cronografo è in posizione start, il porta-satellite è bloccato e il movimento di rotazione dell’ingranaggio di ingresso è trasmesso alla lancetta.

Chiristophe Claret DualTow - Tavola 1
Quando scatta il cronografo, l’ingranaggio a colonne (7) avanza di un passo e solleva i martelletti per la rimessa a zero (8). Poi, i freni dello start (9) scendono e bloccano i tre porta-satelliti (2). A questo punto le lancette (6) iniziano immediatamente a girare perché l’energia viene ritrasmessa dagli ingranaggi di ingresso (1) agli ingranaggi di uscita (4). La seconda pressione arresta la marcia del meccanismo. L’ingranaggio a colonna avanza di un altro passo e solleva i freni dello start liberando i porta-satelliti. Poi, i freni dello stop (10) scendono e bloccano un disco solidale alle lancette. Alla terza pressione, l’ingranaggio a colonne avanza di un altro passo. I freni dello stop si sollevano e liberano l’ingranaggio di uscita. Quindi i martelletti ricadono sulle camme (5) e le fanno girare fino a riportare a zero le lancette. Il ciclo del cronografo è così concluso e il sistema è pronto per una nuova misurazione.
Questa interpretazione del cronografo, totalmente inedita e protetta da un brevetto esclusivo che protegge le qualità tecniche senza pari del sistema
Christophe Claret ha scelto di raffinare ulteriormente il calibro mediante l’aggiunta di un meccanismo di suoneria che segna lo scatto, l’arresto e la rimessa zero del cronografo. A testimonianza del savoir-faire della manifattura in termini di suonerie e movimenti musicali, risuona in modo eccezionale. Con la sua forma a chiocciola, il meccanismo appartiene infatti alla famiglia di timbri più riuscita, e più delicata da mettere a punto.
Curando ogni minimo dettaglio, l’orologiaio e la sua équipe hanno completato il meccanismo dotandolo di un indicatore della funzione di cronografo che permette all’utilizzatore di seguire ad ogni istante il suo stato di funzionamento.
Giocando su un perfetto effetto di simmetria, il meccanismo presenta i contatori delle ore e dei minuti su un ponte che svolge anche funzione di quadrante in zaffiro. Posizionati rispettivamente a ore 11.00 e a ore 1.00, completano la lancetta dei secondi, la quale occupa il centro dell’orologio. Tecnica e potente, questa architettura libera abbastanza spazio a ore 12.00 per svelare nella sua interezza il sistema di messa in funzione composto di un ingranaggio a colonne circondato dalle leve e dai martelletti necessari all’animazione del cronografo. Non passa inosservato il fatto che il movimento di tutte le bascule del cronografo ricorda lo sbocciare di un fiore. In un ulteriore tocco di raffinatezza, questi elementi sono fissati su un pezzo solidale alla cartella, appositamente sviluppato e battezzato “barillot” per la sua forma, simile al tamburo di un revolver (in francese ‘barillet’ designa anche la boccola di un orologio, da qui il gioco di parole).
TOURBILLON
Nella storia della manifattura di Christophe Claret, il tourbillon è la seconda importante complicazione a essere stata sviluppata e integrata a calibri estremamente complessi. Per mettere in risalto questa padronanza tecnica che è una delle più spettacolari raffinatezze della tradizione orologiera, è posizionato in modo totalmente visibile a ore 6.00. Effettuando una rotazione completa in 60 secondi, ospita la gabbia emblematica della Maison. Il ponte superiore presenta infatti due “C” posizionate schiena contro schiena, ovvero le iniziali di Christophe Claret divenute nel corso del tempo una vera e propria griffe riconoscibile a colpo d’occhio.
INDICAZIONE SU CINGHIE CON SISTEMA DI RICARICA INTEGRATO
Posizionate sui due lati dell’orologio, due cinghie dentate in caucciù, sviluppate appositamente per la manifattura, sono movimentate con l’aiuto di cilindri situati alle estremità. Per intensificare l’impressione di movimento, i lati presentano un design direttamente ispirato ai cerchioni delle vetture da corsa. All’interno, un tirante a vite consente una regolazione finissima che garantisce una trasmissione ottimale. Oltre a questo meccanismo, la cinghia di destra cela il sistema totalmente integrato di ricarica di regolazione dell’ora.
La cinghia di sinistra presenta le ore in modo digitale; quella di destra, i minuti. Al di sopra, una forcella di colore fissata sul ponte del tourbillon e dotata di una micropunta crea un quadrante simbolico che consente di leggere l’ora.
Sul NightEagle, questo sistema inedito è arricchito da una nuova serie di caratteri, più dinamica, a immagine di uno strumento di bordo. Un ponte in zaffiro, con sganciamento da entrambi i lati, apre una finestra sulle cinghie e le loro indicazioni.
ENERGIA
Calibro meccanico a ricarica manuale, il CC20A vanta una riserva di marcia di circa 60 ore assicurata da due boccole. Allineati al centro del movimento, i denti delle boccole ricordano anch’essi i cerchioni della Bugatti T35 con i loro emblematici otto raggi a bastoncino. Un indicatore visibile anche sul retro segnala l’energia ancora disponibile.
Ci sarebbe da fare un terzo post solo sul design e le finiture, ma ho preferito concentrarmi sulla tecnica, per chi non è un orologiaio di professione non certo facile da comprendere. Chi lo comprerà avrà la fortuna apprendendo le sue peculiarità – “credo un po’ alla volta” – di possedere un dispositivo meccanico forse più complicato dell’aereo che immagino dalla Svizzera lo riporterà a casa con il suo esemplare unico DualTow ben legato al polso.
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.Rimani in contatto con me via Google+










