Giuliano Mazzuoli e le lancette di casa nostra!
contaminuti | 08 nov, 2010 | Commenti 0
“Guardi Scalese, sono felice di rispondere alle sue domande, ma sono in partenza per Lisbona dove mi aspetta un evento per il lancio del nuovo Contagiri: appena ritorno sarà la prima cosa che farò e con immenso piacere…”
Sono al telefono le parole telegrafiche e cortesi di Giuliano Mazzuoli, penna fantasiosa guidata dalla passione per le auto sportive (Alfa Romeo) e gli orologi.
A Tavernelle Val di Pesa in provincia di Firenze negli anni ’70 subentra all’attività del padre Angelo nella gestione dell’azienda familiare che produceva blocchi e rubriche per i pellettieri fiorentini.
Giuliano Mazzuoli inizia a scrivere la sua storia di designer con le grandi agende dalla copertina rigida (le ‘Stifflexible’). Il successo bussa subito alla sua porta: tra i suoi clienti prestigiosi c’è anche il Museum of Modern Art di New York (MoMA). Dal 2000 incomincia a produrre penne per scrivere, non semplici penne: sono ispirate agli utensili da bicicletta, ma scrivono. Poi le penne-caffettiera vicine al design Bialetti degli anni ’30. Nel 2004 apre il suo capitolo orologi da polso con il Manometro.
Ecco Giuliano Mazzuoli di ritorno, rispondere alle mie domande
contaminuti: Quando un oggetto riesce a esprimere una passione?
Giuliano Mazzuoli: Parlando di passione mi viene da pensare a sostantivi non appropriati, ma se penso a: vivo desiderio, esaltazione o addirittura fanatismo, sono d’accordo.
Per quanto riguarda me, tutto incomincia dall’ispirazione che via via ti porta all’esaltazione.
Mentre dai clienti la vedi prima dal vivo desiderio, poi dalla Loro voglia di comunicarmi direttamente le proprie sensazioni certe volte fanatiche.
cm: Perché gli italiani sono IL design nel mondo, ma non per gli orologi?
GM: Non so se qualcuno dei grandi del design italiano abbia fatto un orologio da polso e se lo ha fatto non è nel genere sul quale ci siamo fatti conoscere nel mondo.
Credo che in passato gli Svizzeri abbiano lavorato sui “marchingegni” più incredibili per le funzioni del segnatempo, per poi racchiuderlo con quasi una qualsiasi forma di cassa.
Noi che non abbiamo una cultura dei meccanismi, dovremmo procedere al contrario: disegnare tutto quello che potrebbe raffigurare un orologio e poi mandarlo la e dire: fatelo funzionare.
E’ stato quello che è accaduto a me, all’inizio con Manometro il quale richiedeva semplicemente un normalissimo ma affidabile movimento, poi con Contagiri che in questo caso necessitava di una specifica complicazione per eliminare la corona di ricarica e rimessa dell’ora.
Ora ho un progetto sempre relativo a Manometro che Loro (gli svizzeri n.d.a.) mi hanno detto: “Possiamo provarci”; e se dicono così è sicuramente fattibile, ma devono dirlo Loro.
cm: Quali sono secondo lei gli ingredienti da dosare nel design di un orologio?
GM: La tecnologia di oggi ti costringe a conoscere di continuo quale minuto e quale ora della giornata stai vivendo, l’orologio è sempre più un accessorio da indossare e sempre meno il vero e proprio segnatempo , capire quali sono gli ingredienti giusti non è facile.
Una cosa è certa ed importante il “primo impatto” del cliente, cioè il design.
Io lavoro nel mondo delle lancette soltanto da 6 anni, non mi ritengo un inventore di orologi, tanto meno non ho una cultura orologiera , trasgredisco le regole non per cercare attenzione ma per mio puro piacere visivo, fino ad oggi mi sono ispirato a qualcosa già esistente e cerco di mantenere più possibile l’essenziale.
cm: Chi sono i clienti degli orologi Giuliano Mazzuoli?
GM: Chi compra i miei orologi lo fa non per essere riconosciuto, ma per il proprio piacere e cerca le mie stesse emozioni attraverso il prodotto, condividendo con me i valori della semplicità, originalità e italianità.
cm: Dal Manometro al Contagiri. Chi sarà il prossimo?
GM: Sarà una grande e inedita sorpresa su Manometro, quel progetto sul quale gli svizzeri mi hanno detto: “Possiamo provarci”
cm: Alfa Romeo è nel Contagiri. Dove potrebbe finire un’altra rossa, ma a due ruote?
GM: Tutti i miei prodotti sia in edizione limitata o non, che portano il numero 46, sono giacenti in cassaforte, io sono nato nel 1946.
Credo per iniziare a pensare su questo dovrò privarmi di un orologio che porti questo numero.
Questa non posso tenermela: Mai dire mai! Un 46 così su una due ruote rossa si vede solo una volta nella vita… o nella storia, ma questo – da grande appassionato di motori – lo sa anche Mazzuoli.
Grazie per la sua disponibilità. Non vediamo l’ora di vedere quale sarà “quella novità”! (speriamo che qualche altro italiano vada ad impensierire gli svizzeri per realizzare qualche folle progetto orologiero con quello stile unico che tutto il mondo ci riconosce)
Visita il sito web di Giuliano Mazzuoli
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.Rimani in contatto con me via Google+









