Orologio, dimmi: ma come ti va il 2010?!
contaminuti | 14 giu, 2010 | Commenti 2
Giugno non è solo l’esplosione dell’estate 2010 che inizierà a portarci le tanto sospirate vacanze. Per tutti è anche il mese delle verifiche: partendo dalla scuola e dagli studi proseguendo nello sport – quest’anno particolarmente con i mondiali di calcio FIFA – è anche il momento in cui le aziende incominciano a tirare le somme sull’annata in corso i cui esiti andranno ad influenzare i comportamenti di qui alla fine dell’anno e oltre. A questo esame non sfugge il mondo dell’orologeria.

A te visitatore di Orologi di Classe non interessa leggere dei soliti discorsi retorici sulla crisi che sono in molti a dire essere superata o della cronaca – che vende – sulle ultime disgrazie economiche. Ti preme sapere dove sta andando la tua passione e se essa, classificata tra i beni voluttuari, sia ancora pura nella sua anima.
Le notizie sono più positive che mai e a dirtelo sono direttamente il battito ben vivo degli orologi che osservi, desideri e quindi ami. Non cercherò di convincerti con i numeri in crescita dei visitatori di Baselworld 2010, ma con il comportamento reale delle molte Maison che non hanno per niente smesso di produrre orologi di lusso né hanno adottato come facile soluzione politiche di riduzioni di prezzo.
Vado al punto. Come disse Laurent Picciotto in un intervista che gli feci recentemente, “i più bravi fanno meno ma molto più attentamente di prima“. Prendiamo Patek Philippe: un nome che non deve certo dimostrare più nulla in questo ambiente. Eppure le novità presentate a Baselworld 2010 sono state solo tre di cui una – la Ref. 5170 con il suo prezzo di oltre 45.000 € – “ancora comprabile”. Lo dico non perché i due cronografi rattrappanti pluricomplicati 5950A e 5951P costino oltre 350.000 € l’uno, ma perché di quest’ultimi se ne costruiranno solo una decina per modello l’anno e forse nessuno di essi arriverà mai – per lo meno ufficialmente – nel nostro paese. Questa manovra farà crescere ulteriormente il desiderio di portarsi a casa un 5170 o in mancanza spingerà comunque l’acquirente verso altri modelli della Maison ginevrina. Ottima azione anche dal punto di vista strategico.
Sempre rimanendo in questa fascia un altro esempio ce lo mostra Richard Mille, meritata debuttante al salone del SIHH 2010. La Maison ha da sempre intrapreso la strada dell’Alta Orologeria dai grandi contenuti e leggera come una piuma.
Ne è una prova RM 027 il tourbillon che pesa meno di 20 grammi. Nonostante un amico mi abbia giurato di averlo visto e toccato con le sue mani nei giorni dell’esposizione a inizio anno, finito nelle mani dei giornalisti per sbaglio, se n’è incominciato a parlare solo ad inizio Aprile programmando che potesse occupare le prime pagine della cronaca nei giorni scorsi, complice la vittoria di Rafael Nadal al Roland Garros che lo ha portato saldamente al polso durante tutte le partite del torneo. Al di là dei contenuti tecnici pazzeschi di RM 027 questo mondo fa benissimo a giocarsi al meglio le sue carte: ne consegue non solo un risultato economico positivo per sè, ma anche un’immagine che riflette quella nicchia culturale che continua dopo Secoli e molte traversie ad essere più viva che mai.
Proprio in questi giorni è iniziato il mondiale di calcio. Hublot che non è certo un orologio di largo consumo è lo sponsor ufficiale. Pensi che sia solo un “kick-off” pubblicitario? Invece è avvenuto proprio nel 2010, l’anno in cui il brand ha fatto un passo importante con altrettanti onerosi investimenti verso la strada della manifattura. Nessuna banca o nessun consiglio d’amministrazione avrebbe mai autorizzato un investimento-suicidio. Cosa ne dici, come sta andando l’orologeria di lusso? Se non sei ancora convinto, ti dico che Hublot con il modello King Power F 1 è anche il cronografo ufficiale della Formula 1.
Quanti orologiai indipendenti possono oggi far conoscere le loro creature al mondo intero? Sicuramente molti di più di cent’anni fa quando fare il mestiere del mastro orologiaio era necessario alla comunità come lo è oggi un medico, un avvocato o un commercialista; egli era però anche solitamente relegato ai confini o poco più in la della cittadina in cui operava e gli scambi culturali tra colleghi non erano così frequenti. Peter Speake-Marin, Cristophe Claret, Vianney Halter, Beat Haldiman, Roger W. Smith solo per citare quelli che adesso mi vengono in mente non avrebbero potuto avere un’audience migliore di oggi: in questa forma di vita l’orologeria vive solo della passione… di chi la fa e di chi la compra.
E di una Maison che lavora sodo come Glashütte Original cosa ne dici? Un marchio che ha scelto di rimaner ancorato alle tradizioni dell’orologeria che la sua città da sempre rappresenta. Pur non rinunciando all’artigianalità con cui esegue le sue finiture con Il Senator Hand Date rimane entro i 5.000 € permettendo di accedere dalla porta di entrata principale in questo mondo fatato.
Procedendo in ordine sparso case come Technomarine stanno mettendo da parte oggi con gli orologi sportivi appartenenti alla fascia bassa di prezzo, fieno in cascina per l’Alta Orologeria di domani. Lo ha dichiarato qualche mese fa Vincent Perriard attuale CEO dell’azienda in questa breve intervista.
Infine la distribuzione e conseguentemente il cliente finale stanno prendendo soluzioni alternative. Il vero appassionato, nonostante il periodo magro, non mette più al primo posto il fattore prezzo: le fonti di approvvigionamento parallele sono una realtà di sempre che continuerà ad esistere, ma chi la sta spuntando sempre di più nell’alto di gamma è chi propone un ventaglio di servizi che consegna insieme al prodotto. Un conto è cercare tra concessionari ufficiali chi è in grado di praticarti il miglior prezzo su una precisa referenza di attuale commercializzazione, un altro è quello di acquistarne alla fine un altro facendosi convincere da: “…è lo stesso modello, ma della collezione 2007 solo che costa la metà!”
I marchi devono vendere, ma non sono più in grado di tollerare di veder in una vetrina un loro orologio in vendita a meno di quanto lo paghi un loro rivenditore che magari ne compra 20 in un anno e solo di quel modello. Se a ciò aggiungi azioni come quella del gruppo Richemont che recentemente ha deciso di non fornire più ricambi a fornitori esterni, ricordati che un orologio meccanico ha bisogno dei suoi pezzi per funzionare bene.
Con questo non voglio assolutamente sparare contro nessuno, compresi tutti i rivenditori non ufficiali onesti, ma ogni settimana mi scrive almeno una persona per chiedermi se nel mercato parallelo gli orologi non sono originali. Mai asserito ne lasciato intendere ciò! – rispondo io. Tieni solo ben presente quanto scritto sopra, adattatalo al tuo modo di pensare e al rischio/beneficio esaminando caso per caso da entrambe le variabili.
Concludo con un pensiero anche sugli attuali canali d’informazione. Lo sai che proprio quest’anno in occasione del SIHH l’impatto dell’informazione, tramite i bloggers che rappresentavano una fonte non ufficiale e spesso non controllata dagli uffici stampa delle Maison, ha prodotto alla data del 31 Gennaio 2010 più di 2.000 articoli sul web sui 19 marchi presenti all’evento? (fonte: Florent Bondoux – IC AGENCY con Elisabeth Doerr e Louis Nardin).
Sarà forse l’unico caso felice in cui il mondo meccanico va a braccetto con il digitale?!
Se stai per andare in vacanza, rilassati e pensa solo a divertirti. Al tuo ritorno la tua passione sarà cresciuta e pronta ad accoglierti in splendida forma più che mai!
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese - da sempre affascinato dagli orologi da polso meccanici e complicati. Nel passato ho importato e distribuito alcuni modelli di nicchia, poi la passione per scrivere e blog-orologi.com Adesso mi occupo del portale Orologi di Classe. Il mio motto è: "DON'T do the right thing, DO the things right".
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ciao voleva sapere como faccio per trovare un vetro minerale per un zenith defy anni 70 grazie..
Se vuoi sostituirlo con un vetro originale, penso che l’unica sia contattare il Servizio Clienti ufficiale di Zenith. Nella pagina troverai in alto anche la lista dei centri di assistenza autorizzati. Oppure un orologiaio può trovartene uno di fornitura, ma non è detto che possa provenire al 100% dalla casa. Grazie a te!