Girard-Perregaux 1966 Cronografo 42 mm
contaminuti | 02 mag, 2012 | Commenti 2
La collezione 1966 è forse quella che meglio rappresenta gli oltre 225 anni di Girard-Perregaux. Dietro a questa data c’è molta più storia di quanto si possa immaginare. Il 1966 fu infatti l’anno in cui la manifattura celebrò la vittoria del premio che conseguì all’Osservatorio di Neuchâtel cento anni prima. Quello fu anche il primo di oltre un Secolo di “concorsi di cronometria” che si tennero in quel sito (1866-1975), prima che la crisi innescata dal quarzo consegnò l’assegnazione dei certificati di cronometro nelle mani del COSC.

Girard-Perregaux 1966 Cronografo 42 mm - quadrante argentato opalino
Nel blog orologi abbiamo scritto parecchi articoli su questi segnatempo: qualche mese fa del nuovo 1966 Ripetizione Minuti, alla fine dell’anno scorso del 1966 Calendario Completo ed Equazione del Tempo con quadrante in Rutenio. Cercando nel tag Girard-Perregaux, ne troverai altri. Sono tutti caratterizzati da uno stile classico e pulito profuso con elementi sobri, rifiniti con cura, e metalli preziosi.
Il 1966 cronografo presenta una cassa di 42 mm – un diametro inedito per questa collezione. In oro rosa, alla manifattura ci hanno tenuto a precisare che il profilo della cassa sia quello delle anse sono incurvati, per cui attenuerebbero quei 2 mm extra rispetto – ad esempio – al Calendario Perpetuo. Stiamo parlando di un’inezia, ma di fatto il 2012 ha fatto segnare una crescita (mai vista prima) di qualche millimetro anche per qualche Patek Philippe, storicamente sempre ben al di sotto delle quaranta unità.
Passiamo al quadrante argento opalino e la lancetta centrale in acciaio azzurrato che non lasciano dubbi sul messaggio di appartenenza alle antiche tradizioni orologiere. Bella e nostalgica la scala tachimetrica: un tempo oramai remoto rappresentava un vero strumento. Alle ore 3 e 9 si trovano rispettivamente il contatore dei 60 minuti e dei piccoli secondi, alle ore 6 il datario.
Il 1966 Cronografo 42 mm monta un movimento di manifattura Girard-Perregaux Calibro 3300-57 a carica automatica la cui massa oscillante in oro rosa – decorata a Côtes de Genève – è visibile dal fondello in zaffiro. Un cronografo molto elegante: per la collezione 1966 il termine “vintage” è di serie.
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.
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molto bello anche se il calibro sembra notevolmente più piccolo della cassa almeno a giudicare dalla distanza tra i contatori ed il bordo; inoltre somiglia molto al 5070 di patek
Concettualmente hai ragione: in genere in un orologio di questa categoria si preferirebbe utilizzare un Calibro le cui dimensioni si avvicinino maggiormente a quelle della cassa. Penso che in questo 1966 Cronografo non sia stato possibile attenersi a questa regola – e consapevolmente – per due motivi:
Primo, è stato scelto di montare un Calibro della famiglia 3X00 – 3300 (10 linee e 1/2) il cui movimento base, come saprai, fu introdotto da Girard-Perregaux quasi vent’anni fa, quando i cronografi misuravano 35-38 mm. Perchè allora usare quel Calibro? Perchè seguendo la tradizione Girard-Perregaux per la sua curatissima massa oscillante unidirezionale (la carica avviene quando il rotore gira in senso orario) è utilizzato un sofisticato sistema di cuscinetti a sfera in ceramica (per saperne di più leggete questo magistrale approfondimento dal forum ThePuristS http://www.thepurists.net/forum/gp/gp_cb/gp_ceramics.htm ). Chi conosce la Maison sa che uno dei suoi “pallini” fu quello di sviluppare sistemi avanzati per accoppiare la massa oscillante.
Secondo perchè la ghiera tachimetrica, così rappresentata, ha richiesto un quadrante più largo che si raccorda bene con la lunetta e i 42 mm della cassa, ma evidentemente meno con le dimensioni del Calibro sottostante.
In orologeria non sempre si possono fare dei compromessi.