Jaeger-LeCoultre: Gli Antenati del Duomètre
contaminuti | 08 mag, 2012 | Commenti 0
Con “180 savoir-faire per inventare il Duomètre Sphérotourbillon” Jaeger-LeCoultre – attraverso la mostra delle sue invenzioni più rappresentative – vuole celebrare il recente concept orologiero “Duomètre”. Quest’ultimo è un sistema che prevede l’utilizzo di Calibri ad architettura denominata Dualwing: in essi le funzioni basilari come l’ora sono assolte da una parte del movimento meccanico diversa da quella deputata alle complicazioni.
Tra scoperte che dal 1833 la Maison enumera, ecco quelle che lei stessa indica aver anticipato la tecnica che dal SIHH 2012 ha visto toccare il culmine con il Duomètre à Sphérotourbillon, primo tourbillon a poter fermare i secondi con un comportamento simile a quello di un cronografo flyback.
Cronometro con doppio ruotismo – 1881
Quando nel 1881 gli specialisti dell’Osservatorio di Besançon certificarono questo cronometro, si trovarono davanti a un orologio che possedeva ben due ruotismi, ciascuno dotato del proprio bariletto, che permettevano la presenza di due complicazioni: una ripetizione minuti e i cosiddetti “secondi morti” – fine complicazione costituita da secondi indipendenti che invece che procedere con movimento uniforme, saltano scattando uno ad uno. Questa fu la “prima volta” del Dual Wing, rivisto poi solo dopo quasi 130 anni – nel 2008 – con il Duomètre a Chronograph.
Cronometro torpediniere – 1895
Alla fine del XIX secolo il comandante di una nave aveva un solo modo per conoscere la sua posizione in alto mare: confrontare l’ora “reale”, vale a dire la posizione del sole, con l’ora del luogo di partenza dell’imbarcazione. Questo compito poteva essere assolto da un orologio a patto che fosse precisissimo: un cronometro da marina. Nel 1895 il cronometro del torpediniere americano USS Cushing montava un Calibro LeCoultre assemblato e regolato da Edmond Jaeger: la manifattura guarda oggi il Duomètre à Sperotourbillon pensando a questo preciso antenato.
Cronometro di bordo – 1952
In pratica nessuno, per quasi tutto il XX secolo, ha potuto fare a meno della precisione restituita dagli orologi meccanici. Nei primi anni ’50 – all’indomani della Seconda Guerra Mondiale – la navigazione doveva obbligatoriamente contemplare nella sua strumentazione un cronometro di bordo. La Marina Militare francese, si proprio la stessa che in quegli anni scelse il Breguet TYPE XX come cronografo da polso assegnato utilizzò cronometri di bordo Jaeger-LeCoultre come il Calibro 162.
Con queste righe e l’articolo precedente finisce questo lungo omaggio ad alcune delle sue invenzioni che Jaeger-LeCoultre ha scelto in omaggio dello Sphérotourbillon.
Sarebbe bello vederlo competere e magari vincere un concorso di cronometria, come fece il Master Tourbillon mosso dal Calibro 978 nel 2009, o anche arrivare secondo come il Gyrotourbillon che – in comune con lo Sphèrotourbillon – ha sicuramente il tourbillon che ruota su due assi.
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.
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