Vacheron Constantin Métiers d’Art La Symbolique des Laques Terzo Set
contaminuti | 03 apr, 2012 | Commenti 4
Métiers d’Art La Symbolique des Laques: l’anno scorso avevo scritto qui del secondo set. Métiers d’Art è la collezione tramite la quale Vacheron Constantin sottolinea l’artigianalità dei suoi segnatempo.
Tra l’altro si è appena conclusa ieri a Milano la mostra “Capi d’Opera. Le eccellenze del saper fare a Milano e in Lombardia” un evento patrocinato dalla Maison che nel Museo di Palazzo Morando accoglieva artigiani e le loro opere per rendere omaggio ai Mestieri d’arte della regione Lombardia.

Vacheron Constantin Métiers d’Art La Symbolique des Laques Terzo Set (fondello orologio "YUKIMI")
In quella occasione è stato presentato il terzo e ultimo set La Symbolique des Laques un cofanetto di tre orologi che celebrano la collaborazione ultra secolare di Vacheron Constantin con Zôhiko, una delle più antiche manifatture di lacche giapponesi di base a Kyoto dal 1661 – anno del sua fondazione.
Zôhiko è esperta nella tecnica “maki-e” antichissima arte che consta nel cospargere di polvere d’argento o d’oro la lacca, generalmente nera e ancora umida, per disegnarvi affascinanti motivi. Ma veniamo ai tre orologi.
OROLOGIO “HANAMI”: CONTEMPLARE I FIORI IN PRIMAVERA
In Giappone la fioritura dei ciliegi rappresenta metaforicamente il rinnovamento. Da marzo ai primi di maggio, i ciliegi si tingono di rosa e inondano il paese con una pioggia di petali, simboli di purezza, integrità e longevità. A causa dell’estesa longitudine del paese, la fioritura non avviene nello stesso momento in tutte le regioni. Fin dalla notte dei tempi la pratica dell’«Hanami», l’ammirazione dei fiori, ha segnato e plasmato l’immaginario del popolo giapponese.
I fiori di ciliegio vengono solitamente associati ai salici piangenti, viste le rispettive tonalità rosa e verde che creano una piacevole armonia cromatica. L’aspetto dell’orologio «Hanami» accoglie la grazia dei boccioli in piena fioritura, mentre sul retro emergono le foglie del salice che evidenziano la fattura del Calibro. Il tipico ponte giapponese che cavalca i corsi d’acqua dei parchi completa il paesaggio, conferendo all’insieme una grande pace. (di seguito il video ufficiale Vacheron Constantin)
OROLOGIO “TSUKIMI”: CONTEMPLARE LA LUNA IN AUTUNNO
La sera della contemplazione della Luna piena, o “Tsukimi”, onora la prima Luna piena dell’autunno. Questa tradizione d’origine cinese è stata introdotta in Giappone nel periodo Heian (794-1185). All’epoca, i nobili della Corte Imperiale si riunivano al chiaro di Luna per comporre poesie e ascoltare musica. La contemplazione della Luna piena di settembre è divenuta una pratica popolare durante il periodo Edo (1603-1868) e i contadini la integrarono nei loro riti per indicare la fine della stagione dei raccolti. La Luna piena nascosta da qualche nuvola è considerata il massimo della raffinatezza e dell’eleganza nella cultura giapponese.
Sul quadrante dell’orologio «Tsukimi», le nuvole sospese sulla lacca nera provocano degli effetti trompe-l’oeil in una delicata sfumatura che accompagna la Luna piena. Gli aceri giapponesi che in autunno si vestono di un manto vermiglio acceso investono il retro dell’orologio ai lati di un portale «torii», comunemente eretto all’entrata dei santuari shintoisti per separare la zona sacra dall’ambiente profano, ricordando fino a che punto il popolo giapponese è legato alle proprie tradizioni.
OROLOGIO “YUKIMI”: CONTEMPLARE LA NEVE IN INVERNO
La tradizione dello «Yukimi» è ambientata in inverno. In questa stagione i giapponesi assistono al fenomeno della natura chiamato neve. Il silenzio che avvolge la lenta caduta dei fiocchi, l’aria gelata e la serenità del momento vengono solitamente apprezzati in gruppo. Per proteggere gli alberi dalla neve, spesso pesante e densa che rischierebbe di farli piegare sotto il suo peso, i giapponesi li proteggono con strutture coniche in corda e bambù chiamate «Yukizuri».
L’orologio «Yukimi» narra questo rituale invernale. Sul fronte spiccano i cristalli di neve con le loro esili silhouette dalla lacca nera. Sul retro, l’impressionante geometria degli «Yukizuri» adotta un’eleganza leggera rivelata dalla polvere d’oro del «maki-e»: difatti in alcuni giardini è tradizione illuminare gli «Yukizuri» la notte, dando luogo a riflessi dorati che trasformano l’ambiente circostante in un paradiso invernale.
Orologeria che muta in Alta Orologeria, oppure orologi che diventano piccoli quadri al polso, o tutte e due le cose. Senza dubbio i Métiers d’Art La Symbolique des Laques fanno parte di entrambi i mondi appena citati anche se, fortemente sbilanciati verso il secondo.

Zôhiko per Vacheron Constantin - particolare "maki-e"
All’interno batte un Calibro 1003 SQ ultrapiatto di manifattura. La cassa misura 40 mm di diametro: per chi non ne ha abbastanza dell’arte raffigurativa di questi segnatempo e vuole conoscerne tutte le caratteristiche tecniche, cliccando sui nomi degli orologi – qui di seguito elencati – potrà consultarle nel Catalogo orologi di classe.
33222/000R-9701 La Symbolique des Laques “Hanami”
33222/000R-9704 La Symbolique des Laques “Tsukimi”
33222/000G-9706 La Symbolique des Laques “Yukimi”.
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.
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Commenti (4)
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semplicemente meravigliosi…
Un grande contenuto in questo articolo, ho imparato molto e con piacere l’arte di queste tecniche giapponesi. Grazie, interessantissimo.
Grazie a voi – Patrizio e pam – per aver commentato il mio articolo.
Per allargare la discussione cito anche Peter Speake-Marin che anch’egli ha realizzato splendidi orologi con quadranti maki-e. Come Vacheron Constantin anche l’orologiaio indipendente inglese si è avvalso di un validissimo artista giapponese – in questo caso Yamazaki Mushu.
Se poi vogliamo rimanere sempre in Oriente, molto interessante è anche la tecnica “Mokune Gane” o “millefoglie metallico” (stessa modalità con cui venivano costruite le spade katana dei Samurai) che l’orologiaio olandese Kees Engelbarts andò a imparare in Giappone per applicarla per primo in un orologio da polso. A questo link l’articolo.
bello ed interessante anche il secondo link con la tecnica del millefoglie. Grazie, diventa intrigante conoscere queste lavorazioni.