I migliori orologi del 2012
contaminuti | 03 gen, 2013 | Commenti 4
[Aggiornamento 8 Gen 2013]
Aggiunto un NUOVO video live dell’orologio HYT H1 che mostra il comportamento del fluido quando il segnatempo si porta verso le ore 6. I compressori aspirano gradatamente il fluido sino a farlo sparire dal quadrante; a quel punto per segnare le ore successive viene nuovamente pompato nell’anello e il processo inizia nuovamente. Spettacolare!
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Curiosi e appassionati cercano in continuazione quali siano i migliori orologi da uomo di sempre. L’occasione per scrivere raccolte come questa te la offre l’orologeria stessa che, dopo aver appena terminato il rush finale natalizio, sta controllando gli ultimi dettagli prima di esplodere con un mare di novità – tra qualche giorno – al primo salone.
Premesso che Orologi di Classe tratta prevalentemente nell’informazione di alto di gamma per passione, e non perché snobbi o non ritenga validissimi altri prodotti più economici, i migliori orologi in questo post sono stati scelti perché, pur appartenendo a tipologie, stili e prezzi diversi, hanno rappresentato per chi scrive un acuto, un’opera che insieme ad essere ricordata per la ragione o le ragioni che la caratterizzano, porterà con sé e per sempre marchiato il numero 2012.
Per inciso si tratta più che altro di un “ripasso”. A proposito di quanto verrà elencato sarà un interessante occasione per sentire la tua opinione, e magari conoscere quali – sempre secondo te – mancano all’appello, in modo da – in ogni caso – ricordare anche quelli. Eccola, sono i 12 migliori orologi da uomo.
HYT Watches H1
Da quando (molto molto tempo fa) l’orologeria meccanica ha scritto la sua prima pagina i meccanismi si sono tenuti sempre alla larga dai liquidi.
Sino all’arrivo di HYT Watches startup orologiera svizzera cui alla guida c’è Vincent Perriard, uno che aveva già pensato a un indicatore di riserva di carica segnato da un fluido quando era in Concord. H1 è un piccolo prodigio di microingegneria: è provvisto di 2 compressori che pompando un liquido segna le ore muovendosi in un tubicino disposto intorno a un rehaut con sopra incisi gli indici delle ore. Guarda il video.
Le altre indicazioni fornite da HYT Watches H1 sono, naturalmente i minuti segnati in maniera tradizionale su un piccolo quadrantino, i secondi continui con una girante che assomiglia a una turbina, e un’indicatore di riserva di carica su “base 65” – il numero massimo di ore che il suo movimento meccanico-idraulico è in grado di fornire.
Maggiori informazioni su HYT Watches H1.
TAG Heuer MIKROGIRDER
Già che con il precedente segnatempo ci siamo finiti, rimaniamo sempre nel futuro con TAG Heuer MIKROGIRDER, un orologio concept che – come lo sono per le auto le Dream Car – è in altre parole un protoitpo. Il suo movimento è meccanico ma il suo meccanismo regolatore non è più una “molla a spirale” che negli ultimi tempi abbiamo sempre di più visto – “trottare” più che oscillare – a 18.000 alternanze/ora. Chi ha dato alla luce a questo TAG Heuer la pensa proprio all’opposto e, consapevoli che di tanto in tanto non è peccato non pensare alle tradizioni – ma alle innovazioni – hanno sostituito la classica molla spirare con un meccanismo che combina un insieme di ponti, “beam/girder” e uno stimolatore associato ad un oscillatore lineare che vibra in maniera isocrona, secondo un angolo molto ristretto, al contrario di un orologio tradizionale il cui angolo di oscillazione può raggiungere anche i 320 gradi.
Morale si parla, o meglio “è scritto” sul quadrante di MIKROGIRDER che è preciso a 1 / 2.000 di secondo e “vibra” a 7.200.000 alternanze/ora. Come prova di dove – se vuole – è in grado di andare l’orologeria meccanica oggi, anzi, già da qualche anno in considerazione dei tempi di realizzazione, mi sembra molto eloquente.
Maggiori informazioni su TAG Heuer MIKROGIRDER.
Christophe Claret X-TREM-1
Oramai ci ho preso gusto: con X-TREM-1 però più che orologeria meccanica del futuro è del presente, come lascia intuire lo stesso nome dell’orologio di quel genio che di nome fa Christophe Claret, questa è Alta Orologeria estrema. Se H1 ha pensato di scendere a patto con i liquidi, X-TREM-1 lo ha fatto con i campi magnetici, un’altra “brutta gatta da pelare” per un meccanismo che per essere isocrono deve cercare di operare nelle migliori condizioni.
X eXperimental – T Time – R Research – E Engineering – M Mechanism solo a leggere l’acronimo viene la pelle d’oca. Si tratta di un tourbillon volante inclinato a 30° montato su una platina in titanio tridimensionale e dotato d’indicazione delle ore e dei minuti retrogradi rappresentate da due piccole sfere vuote in acciaio, situate in tubi di vetro zaffiro posti a sinistra e a destra della carrure. Esse si muovono senza collegamenti meccanici, grazie a dei campi magnetici centrate all’interno del tubo grazie a un filo sottile e invisibile. Sembra incredibile, guarda il video ufficiale.
Altre informazioni su Christophe Claret X-TREM-1.
Blancpain Villeret Calendario Cinese Tradizionale
Con Il Villeret Calendario Cinese Tradizionale Blancpain è stata la prima maison al mondo a essere in grado di costruire un orologio meccanico in grado di segnare il complesso Calendario Cinese Tradizionale. Sovrapponibile solo approssimativamente a quello gregoriano esso contempla un ciclo composto da 24 cicli (in cinese jieqi), ognuno lungo 15 giorni. Se fosse finita qui sembrerebbe il nostro “raddoppiato” invece le quattro stagioni comprendono quindi ciascuna sei jieqi. La delineazione dei jieqi è basata sulla posizione del sole considerando i 360 gradi e i 12 segni (simboli animali) dello zodiaco cinese. Il primo giorno di un jieqi è marcato quando la posizione del sole coincide con il primo o il quindicesimo grado di uno dei 12 segni dello zodiaco. Si possono fare solo riferimenti approssimativi con il calendario gregoriano poiché i 360 gradi dello zodiaco si differenziano dai 365,25 giorni dell’anno solare. Il calendario tradizionale cinese è fatto più per indicare la posizione della Luna e del Sole che per i giorni, per quanto anche quello gregoriano ha bisogno di una correzione, ma questo non riguarda quello che è in grado meccanicamente di fare questo complicatissimo Blancpain.
Il quadrante del Blancpain Villeret Calendario Cinese Tradizionale è in grado di fornire l’ora, il nostro calendario gregoriano e le principali indicazioni del calendario cinese tradizionale: doppia indicazione dell’ora in formato tradizionale, giorno, mese con indicazione dei mesi intercalari, segno zodiacale, più i 5 elementi e i 10 tronchi celesti.
Il Calibro 3638 di manifattura è composto da 434 elementi e nonostante ciò ha ben 7 giorni di riserva di carica.
Maggiori informazioni su Blancpain Villeret Calendario Cinese Tradizionale.
Glashütte Original Grande Cosmopolite Tourbillon
L’orologio Glashütte Original Grande Cosmopolite Tourbillon è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Non che in manifattura non fossero abituati a costruire segnatempo complicati: tourbillon volanti, orologi a ripetizione, calendari perpetui sono – per citarne solo alcuni – nei cataloghi da un bel po’, culturalmente da sempre visto che Glashütte Original, incorporando nel suo percorso diversi singoli artigiani e marchi, a parte la pausa forzata dal regime socialista, non ha mai interrotto – almeno mai con il pensiero di “pensare complicato”. Eppure nessuno si aspettava un ultra-complicato in grado di fornire meccanicamente: 37 fusi orari compresi di varante estiva (DST) o standard (STD), calendario perpetuo e tourbillon volante.
Impossibile seguire i calcoli sia con la mente sia prendendo appunti che il calendario perpetuo deve fare in avanti o indietro nel tempo quando deve restituire la corretta indicazione dell’anno bisestile facendolo saltare da 37 diversi punti del mondo. Nessuno prima del Grande Cosmopolite Tourbillon aveva mai pensato di realizzare un orologio meccanico abbinamento tali complicazioni meccaniche. Presto te ne parlerò in profondità.
Maggiori informazioni su Glashütte Original Grande Cosmopolite Tourbillon.
Cartier ID TWO Concept
Un altro orologio che non vedremo mai testimonia quanto negli ultimi anni il Gruppo Richemont stia spingendo in alto la Maison di La Chaux-de-Fons è Cartier ID TWO Concept. Grazie a una cassa in ceramica sottovuoto in cui il movimento meccanico – e in particolare il meccanismo regolatore – è in grado di muoversi senza neppure la resistenza dell’aria, bariletti con doppie molle in fibra di vetro, altissima tecnologia e materiali che permettono attriti e tolleranze minime, permettono a Cartier ID TWO Concept di marciare per 32 giorni di fila con la stessa riserva di carica.
Probabilmente non lo vedremo davvero mai così come ce l’ha presentato Cartier, ma molte delle soluzioni che questo concept incorpora sono sviluppabili e forse implementabili separatamente sin d’ora.
Maggiori informazioni su CARTIER ID TWO Concept.
Patek Philippe 5213G Calatrava Cuvette
Estremamente riservato come un Patek Philippe non smette mai di essere, neppure quando ha a bordo due tra le complicazioni meccaniche più nobili come la ripetizione minuti e il calendario perpetuo, la particolarità del 5213G è rappresentata invece dalla sua cassa a “cuvette” che altri non è se non il coperchio che negli antichi orologi da tasca serviva per proteggere il loro movimento dalla polvere.
Aprendola si rivela un mondo da fiaba, così come osservandolo dal quadrante si notano i tipici tratti della casa ginevrina come le finestre rettangolari del calendario, la data retrograda, le fasi lunari che spuntano dai piccoli secondi. Ne saranno costruiti pochi esemplari e forse non arriverà mai da noi, costa 550.850€.
Maggiori informazioni su Patek Philippe 5213G Calatrava Cuvette.
Breguet Classique Chronometrie 7727 10 Hz
Siamo partiti con orologi altamente tecnologici, abbiamo al solito puntato la passione per l’orologeria meccanica verso espressioni più tradizionali per tranquillizzarci, ora fermiamoci in casa Breguet – marchio cui piace riconoscersi sia nella tradizione sia nell’innovazione. Classique Chronometrie 7727 10 Hz dichiara sin dal nome proprio quanto ho appena finito di scrivere; quel Classique contrapposto alla sigla 10 Hz parla allo stesso modo del profilo della cassa a cannelure, del quadrante caratterizzato da diverse lavorazioni a guillochè, contrapposto a un movimento meccanico con un cuore al Silicio che lo fa vibrare a 72.000 alternanze ora.
Ma c’è dell’altro. Tutti sappiamo che Breguet inventò il tourbillon per compensare gli errori che la molla a spirale libera di un movimento meccanico poteva compiere mentre oscillava in diverse posizioni. Oggi, è ancora un Breguet a proporre una soluzione del tutto innovativa per migliorare la precisione di marcia. Il Silicio ha indubbiamente aperto mille dibattiti, ma anche altrettante opportunità: alle due estremità del bilanciere del Classique Chronometrie 7727 10 Hz sono stati inseriti due microperni che contengono ciascuno una microcalamita particolarmente potente. Questo sistema permette di ottenere la tanto agognata “stabilità dinamica“. Indipendentemente dalla posizione dell’orologio il sistema si centra da solo in modo che le semioscillazioni siano sempre il più possibile uguali l’una all’altra.
Maggiori informazioni su Breguet Classique Chronometrie 7727 10 Hz.
Harry Winston Ocean Sport Chronograph
Dopo essere stata per quasi un Secolo la Regina incontrastata dei gioielli Harry Winston ha preso recentemente in mano l’orologeria, ma anche in questo campo i successi non sono certo venuti a mancare, prova ne sono la lunga e celebre serie di orologi Opus. Harry Winston Ocean Sport Chronograph, presentato agli inizi del 2012 si è imposto nel combattutissimo segmento dei cronografi da polso di alta fascia, complicazione molto amata in particolare da noi italiani.
Abbinando materiali unici e innovativi come lo Zalium® a un design altrettanto moderno e incisivo, Ocean Sport Chronograph è disponibile sia nella versione con quadrante denominato W con contatore dei minuti rodiato e réhaut satinato, sia nella versione K con contatore dei minuti nero.
Un movimento automatico di manifattura chiude il quadro delle caratteristiche interessanti di questo cronografo sportivo. Le anse sono semi-mobili per fasciare meglio polsi di qualunque dimensione.
Maggiori informazioni su Harry Winston Ocean Sport Chronograph.
Urwerk UR-210
In questa mia raccolta dei migliori orologi da uomo del 2012 c’è ancora spazio per un super tecnologico, è Urwerk UR-210 – alta orologeria molto avanti nel tempo. Felix Baumgartner e Martin Frei, rispettivamente orologiaio e designer fondatori del marchio, hanno proposto un orologio dotato della complicazione della riserva di carica.
Tutto qui? Si, ma non una qualunque riserva di carica. Sulla destra del quadrante a ore 1 troviamo quella tradizionale che traccia l’energia immagazzinata dal movimento automatico. Dall’altra parte a ore 11 c’è un indicatore analogo in grado però di segnare l’efficienza della carica nelle ultime due ore. Ciò significa che questo strumento è in grado di rilevare la tua attività, segnando la zona rossa se stai rilassato per troppo tempo, come ad esempio seduto davanti alla televisione, quella verde se sei da un po’ in movimento. Questo strumento non misura come quelli convenzionali la tensione della molla di carica, ma esegue un calcolo tra l’energia consumata dal Calibro e la forza immagazzinata dal bariletto. E lo fa meccanicamente.
Maggiori informazioni su Urwerk UR-210.
F.P. Journe Chronomètre Optimum
Tra appassionati, qui a Orologi di Classe ci chiamiamo “Malati di Polso”, si trascorrerebbe notti intere a discutere se quell’orologio piuttosto che quell’altro, dotato di quell’accorgimento, sarebbe più preciso nel misurare meccanicamente il tempo. Premesso che la precisione di un meccanismo è per limiti della sua natura relativa, ma pura e “calda” come le note che emana un vinile, l’orologio che quest’anno mi ha più impressionato per perseguire meccanicamente la precisione è F.P. Journe Chronomètre Optimum.
Il maestro orologiaio marsigliese le ha pensate – oltre che eseguite – davvero tutte per ottenerla. Dai bariletti di carica in parallelo per fornire tanta energia, al remontoir d’égalité, un dispositivo che fa si che essa giunga allo scappamento sempre costante. Poteva finire qui? Forse, e sarebbe stato comunque un buon risultato soprattutto per un orologio con un regolatore convenzionale (non tourbillon), ma ecco invece Journe implementare uno scappamento a doppia ruota che rilasciando al bilanciere un impulso diretto e unico allontana il pericolo di perdita di isocronia causa l’insorgere di fastidiose risonanze.
Maggiori informazioni su F.P. Journe Chronomètre Optimum.
Jaquet Droz The Bird Repeater
Ho tenuto The Bird Repeater per ultimo non perchè sia meno o più importante degli altri “migliori orologi da uomo del 2012”. In realtà sarebbe un’anticipazione di Baselworld 2013, ma visto che la notizia è stata comunicata alla fine dell’ottobre dello scorso anno, eccolo qui.
Jaquet Droz The Bird Repeater è l’orologio con cui la manifattura di La Chaux-de-Fonds ricorderà con tutti i meriti di aver sempre primeggiato ne l’arte di costruire gli automi. Ma anche in questo caso non è finita qui. Gli uccelli animati che Pierre-Jaquet Droz, il figlio Henri-Louis e il braccio destro Jean-Frédéric Lechot costruivano per soddisfare i capricci dei Re finiranno per la prima volta dietro al vetro di un orologio da polso a far compagnia e ad animare la melodia della ripetizione minuti. Guarda il video.
Come tutti gli automi non è solo molto complicato, è un’autentica opera d’arte in cui per realizzarla sono stati impiegati molti mestieri artigianali; essi hanno fatto in modo che la scena sembrasse una favola diventata realtà.
Dotato di una riserva di carica di 48 ore e composto da 508 diversi elementi, The Bird Repeater è realizzato in due diversi modelli, uno in oro bianco tempestato di diamanti, l’altro in oro rosso, ognuno in edizione limitata a otto esemplari.
Maggiori informazioni su Jaquet Droz The Bird Repeater.
Finisce qui questo doveroso omaggio ad alcuni dei per me migliori orologi da uomo del 2012, arrivederci tra un anno con chissà quali altri sbalorditivi segnatempo inizieremo già a conoscere in questi giorni!
contaminuti
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese. Un orologio costruito con passione è il centro di un paradiso. Cercare di comprenderlo è entrare in (quel) paradiso.
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Commenti (4)
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Articolo bellissimo.
Complimenti
Ps: Penso proprio che siano davvero i migliori orologi che hanno lasciato un segno nel 2012 !!
Troppo gentile Lorenz! Quando ci si impone di fare un “résumé” di 12 mesi con soli 12 orologi è inevitabile, ma fa parte della natura stessa di questo tipo di articoli, che molti altri (altrettanto – o a seconda dei punti di vista – più meritevoli) possano non essere citati. Grazie.
A mio parere non ne hai sbagliato uno, sei un fenomeno, l’ HYT poi , quando l’ho visto mesi fa ,per la prima volta , mi ha lasciato letteralmente senza fiato.
Grazie Carlo! Mi hai fatto venire in mente che avevo ancora dell’altro materiale inedito su HYT H1, così ho montato un video al volo che mostra “LIVE” mentre riprendo Vincent Perriard che fa entrare e uscire i fluidi!