"Mi sento ancora un ragazzino!" Omega Speedmaster Moon Watch
contaminuti | 20 lug, 2009 | Commenti 6
In realtà “lui” è nato nel 1957 e a soli dodici anni era già sulla Luna!
Oggi 20 Luglio 2009 è un giorno speciale per tutto il genere umano: è il 40° anniversario del primo uomo sulla Luna, un giorno che racchiude nelle sue usuali 24 ore talmente tanti significati, che lascio subito “la palla” a chi di dovere.

Aspettavo questa data con ansia per poter parlare semplicemente di quel mito al polso, o se volete l’unico orologio certificato dalla NASA per andare sulla Luna, che continua a chiamarsi Omega Speedmaster Moon Watch. Silenziosamente ed affidabilmente al polso dei tre astronauti dell’Apollo 11 Armstrong, Aldrin e Collins, dello “Speed” e della sua “prima volta” se ne è parlato diverse volte in questo blog: dalla recensione sulla prima referenza ad andare sulla luna (gialli polizieschi inclusi), ai consigli su come individuare ed evitare gli Speedmaster contraffatti e per finire alla vera storia dei test anonimi effettuati dalla NASA che lo hanno decretato vincitore.
“Une ère nouvelle s’ouvre avec votre chronographe Omega“. Era il tempo delle frasi celebri. All’epoca si usava fare pubblicità con grandi proclami e questa era la frase riportata sul libretto di istruzioni nel 1957, anno di nascita dello Speedmaster. Piguet e Reymond non avrebbero mai immaginato che quel movimento Lemania da loro progettato sarebbe 12 anni dopo atterrato sulla luna! Eh si perchè complimenti a Omega, ma tutti sanno che lo Speedmaster, a cui dopo il 1966 si aggiunse anche la scritta PROFESSIONAL, era stato costruito all’inizio pensando più ad un giocatore di polo o ad un appassionato che voleva assistere dal vivo alle corse automobilistiche…
Le funzioni cronometriche del primo Calibro 321 utilizzato sia con la referenza 105.012 , che con la successiva 145.012 (saranno entrambi i primi modelli ad andare sulla luna), montavano il classico smistamento con ruota a colonna di comune utilizzo in quegli anni, accantonato in seguito da quasi tutte le Maìson orologiere, ma recentemente ritornato in voga. Continuando con la descrizione tecnica del 321, la sua frequenza di oscillazione era di 18.000 alternanze/ora – diciamo che “andava a spasso…” - la spirale del bilanciere era di tipo Breguet bimetallica ad autocompensazione. Uno Speedmaster 321, aveva una riserva di carica di 46 ore da ripristinare manualmente come avviene ancora oggi in tutti i veri Moon Watch. Queste che appaiono come modeste caratteristiche, sono quelle che lo hanno spedito sulla luna e che si dice abbiano anche aiutato gli astronauti più di una volta: Aldrin stesso scrisse nella sua biografia che Armstrong lasciò il suo Speedmaster a bordo del Modulo Lunare come backup all’orologio elettronico di bordo. Successivamente nel 1970, durante la drammatica missione Apollo 13, il comandante James Lovell calcolò il momento esatto, con il margine di un secondo, per accendere i razzi frenanti durante il rientro che portò in salvo lui ed il suo equipaggio sulla terra. Per questo merito venne insignito con lo “Snoopy Award”, il più alto riconoscimento per un astronauta della NASA.

Armstrong esamina un campione di roccia durante il viaggio a Sierra Blanca. Egli
tiene nella mano un martello da geologo e sul polso sinistro il suo Speedmaster
è quasi sicuramente un 105.012 E’ il 24 Febbraio 1969 e l’orologio indica le 1:12
Ciò che si può continuare a dire è che questa del Moon Watch è una delle poche leggende-realtà. Non importa se la repentina fine delle missioni sulla Luna non ci avrà mai dato di sapere se su una tuta spaziale, legato con un largo cinturino di velcro, ci sarebbe sempre stato solo uno Speedmaster. Per fortuna Omega continua a costruirlo e, anche nelle numerose serie comemorative limitate, a lasciarlo dal 1963 praticamente intatto nel design e nella forma un po’ tonneau della sua cassa.
(immagini da Nasa.gov elaborate da blog-orologi.com)
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Info Autore: Il mio nome è "contaminuti" - al Secolo Massimo Scalese - da sempre affascinato dagli orologi da polso meccanici e complicati. Nel passato ho importato e distribuito alcuni modelli di nicchia, poi la passione per scrivere e blog-orologi.com Adesso mi occupo del portale Orologi di Classe. Il mio motto è: "DON'T do the right thing, DO the things right".












