Alpina porta la Route du Rhum ai Geneva Watch Days 2026 con due nuovi orologi

Cronometrista ufficiale della 13ª Route du Rhum, Alpina presenta un Seastrong automatico da 300 metri e un Alpiner Extreme Solarmetre in due edizioni limitate.

di Massimo Scalese – Pubblicato il 3 settembre 2026 – 5 MIN LETTURA
di Massimo Scalese – Pubblicato il 3 settembre 2026 – 5 MIN LETTURA

Alpina Seastrong Extreme Automatic e Alpiner Extreme Solarmetre Route du Rhum 2026 sullo sfondo dell’oceano.

Il 28 novembre 1978 Mike Birch arrivò a Pointe-à-Pitre dopo oltre 23 giorni di navigazione. Michel Malinovsky lo seguì appena 98 secondi dopo. Una traversata dell’Atlantico decisa in poco più di un minuto.

Probabilmente basterebbe questo episodio per capire perché la Route du Rhum occupi un posto particolare nella storia della vela oceanica. Alla partenza della prima edizione c’erano 38 concorrenti, professionisti e dilettanti, monoscafi e multiscafi molto diversi tra loro. Birch correva su Olympus Photo, un piccolo trimarano giallo; Malinovsky sul ben più grande monoscafo Kriter V. Vinse il primo e quella differenza di un minuto e 38 secondi contribuì parecchio a costruire il mito della nuova regata.

Quasi mezzo secolo dopo la Route du Rhum è ancora lì. Si disputa ogni quattro anni, in solitario, da Saint-Malo in Bretagna a Pointe-à-Pitre in Guadalupa. La tredicesima edizione partirà il prossimo 1° novembre 2026 e questa volta a misurarne il tempo ci sarà anche Alpina, Cronometrista Ufficiale della manifestazione. Tra gli skipper figura inoltre il francese Eric Péron, sostenuto dal marchio svizzero.

Eric Péron durante la navigazione per la Route du Rhum con Alpina al polso.
Eric Péron, skipper francese sostenuto da Alpina, durante una sessione di navigazione in vista della Route du Rhum.

In occasione dei Geneva Watch Days 2026, Alpina ha scelto proprio questa partnership per presentare due edizioni limitate: il Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum e l’Alpiner Extreme Solarmetre x Route du Rhum. Due orologi accomunati da diversi dettagli estetici, ma concettualmente piuttosto differenti.

Route du Rhum, una regata nata senza troppi compromessi

La Route du Rhum nasce nel 1978 per iniziativa di Michel Etevenon, anche come risposta alle limitazioni sulle dimensioni delle barche introdotte dopo la transatlantica inglese del 1976. L’idea era semplice quanto impegnativa: una corsa transatlantica francese in solitario, aperta sia ai monoscafi sia ai multiscafi e, soprattutto, senza un limite alle dimensioni delle imbarcazioni.

Da quella prima edizione sono passati nomi che hanno segnato la vela oceanica. Florence Arthaud, undicesima nel 1978 a soli 21 anni, avrebbe vinto la Route du Rhum nel 1990. Laurent Bourgnon è invece l’unico ad averla conquistata due volte consecutivamente in multiscafo, nel 1994 e nel 1998.

C’è anche un lato molto meno romantico in questa storia. Proprio durante l’edizione inaugurale scomparvero Alain Colas e il suo Manureva.

Eric Péron in navigazione durante la Route du Rhum con un orologio Alpina al polso.

Le barche di oggi sono infinitamente più veloci, ma la formula di fondo è rimasta riconoscibile. Il riferimento da battere nella prossima edizione è il record stabilito da Charles Caudrelier nel 2022 sul Maxi Edmond de Rothschild: 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi. È proprio questo il tempo riportato da Alpina per presentare il proprio ingresso nella regata come Cronometrista Ufficiale.

E qui il collegamento con i due nuovi orologi diventa più spontaneo di quanto accada in parecchie partnership sportive: entrambi riprendono elementi precisi della Route du Rhum, a cominciare dalla rotta incisa sul fondello.

Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum

Alpina Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum visto di lato sullo sfondo dell’oceano.

Tra i due, il Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum è quello nel quale il tema nautico è stato sviluppato in maniera più evidente.

La prima cosa che cambia è il quadrante, per la prima volta turchese, sul quale è inciso un motivo che riproduce le correnti dell’Atlantico. Non è quindi un semplice colore scelto per ricordare il mare: il disegno rende immediatamente riconoscibile questa versione rispetto agli altri Seastrong e introduce uno degli elementi che raccontano concretamente la Route du Rhum.

Lo stesso vale per la lunetta bidirezionale con inserto in fibra di carbonio, graduata con i quattro punti cardinali e una scala a 360 gradi come una bussola. Sul fondello compare invece la rotta tra Saint-Malo e la Guadalupa, mentre nel datario a ore 6 il numero 13 è stampato in rosso, riferimento diretto alla tredicesima edizione della corsa.

La cassa in acciaio misura 39 x 40,5 mm ed è spessa 13,40 mm. L’impermeabilità arriva a 300 metri, con corona a vite, mentre indici e lancette utilizzano materiale luminescente Grade X1. Il cinturino in gomma riprende il nero e il turchese del quadrante e presenta una parte centrale testurizzata.

Alpina Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum con quadrante turchese e lunetta bussola.

All’interno lavora il calibro automatico AL-525, un movimento a 4 Hz con 24 rubini, 198 componenti e una riserva di carica di 38 ore. Non è probabilmente la caratteristica che farà scegliere questo orologio: qui il vero argomento è l’insieme formato da costruzione, impermeabilità e caratterizzazione Route du Rhum.

Il Seastrong Extreme Automatic x Route du Rhum, referenza AL-525T3VE6, sarà prodotto in 313 esemplari, con un numero che richiama quindi la 13ª edizione della regata. Il prezzo è di 2.195 euro.

Alpiner Extreme Solarmetre x Route du Rhum

Alpiner Extreme Solarmetre x Route du Rhum visto di tre quarti con cinturino in gomma nera.

L’Alpiner Extreme Solarmetre x Route du Rhum cambia completamente prospettiva. C’è ancora il mare, ma il punto interessante qui è soprattutto ciò che avviene sotto il quadrante.

Il movimento AL-140, sviluppato su base La Joux-Perret, è alimentato dalla luce. Il quadrante nero opaco appare pieno alla vista ma è in realtà traslucido, quanto basta per lasciare passare la luce naturale o artificiale verso il sistema sottostante che accumula l’energia necessaria al funzionamento dell’orologio.

I numeri dichiarati da Alpina sono notevoli: a piena carica l’orologio può continuare a funzionare per 10 mesi nel buio totale. Dopo l’esaurimento, dieci secondi di esposizione alla luce sono sufficienti per farlo ripartire e un minuto fornisce energia per circa un giorno di funzionamento. In condizioni normali, quindi, l’autonomia diventa un problema difficile da incontrare davvero.

Anche le dimensioni cambiano parecchio rispetto al Seastrong. La cassa in acciaio misura 37,5 x 38,9 mm e appena 10,19 mm di spessore, con vetro zaffiro antiriflesso e impermeabilità fino a 100 metri. La lunetta mantiene l’inserto in fibra di carbonio e sul fondello ritorna l’incisione della rotta.

Alpiner Extreme Solarmetre x Route du Rhum con quadrante nero e dettagli turchesi.

Il legame estetico con l’altra Route du Rhum passa anche dall’anello turchese sul perimetro del quadrante, mentre indici e lancette argentati sono trattati con materiale luminescente. Il cinturino è in gomma nera.

La referenza è AL-140BT3AE6, la produzione è limitata a 513 esemplari e il prezzo è di 1.095 euro.

Due modi diversi di interpretare la stessa regata

Trovo il Seastrong il più riuscito dei due nel rapporto con la Route du Rhum. Correnti atlantiche sul quadrante, bussola sulla lunetta, rotta sul fondello e persino il 13 rosso del datario costruiscono un legame che non ha bisogno di essere spiegato troppo.

Il Solarmetre fa un’altra cosa. Il richiamo alla regata è più discreto, ma mette sul tavolo un orologio più compatto, molto più sottile e con una tecnologia solare che a 1.095 euro merita attenzione anche indipendentemente dalla limited edition. Il fatto che costi praticamente la metà del Seastrong rende ancora più netta la differenza tra le due proposte.

Forse è proprio questa la scelta più interessante fatta da Alpina. Non due versioni quasi identiche dello stesso orologio, ma due interpretazioni della Route du Rhum che possono rivolgersi a persone diverse: da una parte un automatico da 300 metri fortemente caratterizzato dalla navigazione, dall’altra un solare da 37,5 mm nel quale il concetto di autonomia prende quasi alla lettera uno degli elementi da cui dipende ogni traversata oceanica: la luce. Tutte le altre informazioni utili le trovi sul web sito ufficiale alpinawatches.com.

 

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