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Affari di Manifattura: Cotes de Genève e Nastro di Glashütte

contaminuti | 12 set, 2011 | Commenti 2

I primi di agosto scorso pubblicai l’articolo “Alta Orologeria: 10 esempi di finitura – A. Lange & Söhne”. Come si può facilmente evincere dal titolo, il post trattava un tema molto interessante per noi appassionati e irriducibili malati di polso.

Dopo un mese continua – al momento che scrivo – ad essere uno dei contenuti più letti nel portale!
Merito anche del forum Orologi & Passioni – che ringrazio calorosamente – per aver aperto un thread sul mio articolo a questo link.

cotes de geneve vs glashutte 450x327 Affari di Manifattura: Cotes de Genève e Nastro di Glashütte

Affari di Manifattura: Cotes de Genève e Nastro di Glashütte

Oggi riprenderò la finitura a Nastro di Glashütte e la confronterò con quella simile, ma allo stesso tempo diversa, chiamata Cotes de Genève; di quest’ultima ne avrai spesso sentito parlare, della prima probabilmente meno poiché è declinata dalle sole manifatture che seguono la scuola orologiera sassone.

Descrizione

Entrambe sono caratterizzate da “strisce parallele” generate da una fresa su una superficie uniforme e lucida per generare un effetto onda. Lo scopo è unicamente estetico ed è applicato alle parti visibili dei particolari più vari di un movimento meccanico come ponti, rotori di carica etc.

Esecuzione

Perché il risultato finale sia impeccabile, prima è fondamentale ottenere dall’elemento che si vuole decorare una superficie molto regolare. Le “onde” si ottengono fresando il pezzo prima orizzontalmente, poi verticalmente, muovendosi attraverso i due assi cartesiani X e Y.
La macchina per eseguirle può essere automatica o manuale: anche le prime utilizzate oggi nella maggior parte dei casi ottengono ottimi risultati: al solito dipende tutto da chi le manovra. Un video dell’orologiaio indipendente Konstantin Chaykin ci mostra come avviene la lavorazione.

Nella lavorazione manuale si utilizza un tornio con un tassello di bosso dalle elevate capacità incisive.

Come tutte le finiture che è possibile classificare in orologeria, è importante che mentre si eseguono vengano realizzate attenendosi – senza la minima libera interpretazione – alla tradizione, allo stesso modo come essa è arrivata a noi viaggiando attraverso i Secoli.

Cotes de Genève vs Nastro di Glashütte

Per concludere guarda la foto in alto. La differenza tra le Cotes de Genève (Esempio – Calibro Universal Genève) e il Nastro di Glashütte (Esempio Calibro Glashütte Original) è minima, ma c’è. Generalmente, nella finitura che fu concepita nella cittadina sassone la decorazione è più marcata e fitta di quella ginevrina. Le singole scanalature parallele appaiono come se fossero leggermente concave, mentre nelle Cotes de Genève sono più larghe e piatte.

contaminuti

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Tags: Alta Orologeria • GLASHÜTTE ORIGINAL • tecnica

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  1. giucasa scrive:
    12 settembre 2011 alle 09:59

    a proposito di finiture.. da una chiacchierata di alcuni anni orsono con un mostro sacro di Jaeger LeCoultre sugli spigoli netti dei vecchi calibri contro i bombati odierni del Brand mi sono beccato uno sguardo di commiserazione e nel contempo di simpatia poi ha risposto .. da te non mi aspettavo tale domanda !!!.

    Primo ricorda che per le forature una volta si usavano le maschere e x bloccare il componente nella esatta posizione nelle sudette gli spigoli netti erano l’unica soluzione oggi con il controllo numerico delle macchine utensili otteniamo una precisione nemmeno avvicinabile dal vecchio sistema si lavora al micron non a centesimi se ti sembra non significativa tale differenza ti ricordo che l’esatta assialità dei perni è il passo più importante x la riduzione degli attriti e x la precisione dell’orologio …certo che la finitura del raggio di bombatura nelle “finiture di eccellenza” è più rognosa …deve essere stra perfetta x evitare che si vedano gli strappi generati dalla fresa sul metallo quindi carta diamantata a gogo, legno e tanto olio di gomito….

    Secondo… personalmente amo le vecchie finiture con i loro molti ponti separati ma purtroppo la tecnologia computerizzata cozza contro queste scelte, ci vuole più tempo per programmarla che x lavorare i particolari e questo tu lo sai benissimo!!!! e mi ripeto x il perfetto funzionamento del calibro la nuova metodologia è nettamente superiore della vecchia!!! il perfetto parallelismo dei perni uniti ad una perfetta finitura degli denti degli ingranaggi risolve la maggior parte dei problemi legati al funzionamento e di conseguenza alla precisione.

    ..siamo stati a chiacchierare per un’ oretta e mi ha detto molte cose sui calibri loro e di altri Brand…. ne parlerò forse in altri 3d.

    Ciaooo mitico

    Giuliano

  2. contaminuti scrive:
    12 settembre 2011 alle 11:11

    Grazie per aver raccontato la tua esperienza Giuliano: nonostante sia OT a riguardo del contenuti di questo post mi ha fatto molto piacere leggerla! Questo è un campo meraviglioso soprattutto se accetti di essere convinto di non saperne mai abbastanza.

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