I Brand che Nessuno Vede: i marchi di orologi indipendenti da tenere d’occhio nel 2026

Perché i marchi di orologi indipendenti stanno conquistando il mercato nel 2026

di Massimo Scalese – Pubblicato il 26 marzo 2026 – 5 MIN LETTURA
di Massimo Scalese – Pubblicato il 26 marzo 2026 – 5 MIN LETTURA

Behrens KVH sviluppato dall'orologiaio indipendente Vianney Halter su uno sfondo futurista di Marte.

Se ti parlano di orologi di lusso, probabilmente pensi subito a Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet. Certo, lo fanno tutti. Ma il mondo dell’orologeria non finisce qui.

Esiste un universo parallelo di marchi di orologeria che costruiscono pezzi incredibili, spesso a prezzi più accessibili, e soprattutto senza seguire le mode del momento. Sono i cosiddetti marchi indipendenti — minuscoli atelier di artigiani, visionari, a volte anche un po’ folli.

Nel 2026 questo mondo sta esplodendo. Alcuni stanno entrando a Watches and Wonders (la fiera di Ginevra che si terrà dal 14 al 20 aprile — aperta al pubblico dal 18 al 20), altri stanno costruendo una reputazione solida tra i collezionisti più attenti. E proprio ora, mentre tutti guardano il Nautilus che compie 50 anni, questi brand stanno facendo qualcosa di interessante senza che nessuno ne parli.

Vediamoli.

1. Behrens — l’indipendente futurista che arriva dalla Cina

Behrens KVH x Vianney Halter con platina viola e sfondo ghiaccio.

Behrens è uno dei nomi più sorprendenti tra gli indipendenti di nuova generazione. Fondata nel 2012 a Shenzhen da Lin Bingqiang, è una realtà cinese che ha scelto la via più difficile: niente omaggi, niente copie svizzere low‑cost, ma complicazioni originali e display dell’ora completamente fuori dagli schemi.

Il cuore del marchio è l’idea di “inventare modi nuovi di leggere il tempo”. Lo vedi in modelli come Interstellar Travel / Space Traveller, in cui ore e minuti sono indicati da due dischi in zaffiro che ruotano come satelliti attorno a una struttura centrale: l’intera “astronave” si muove, e tu leggi l’ora sulle finestrelle agli estremi del display. Tecnicamente, sotto c’è un affidabile movimento automatico Miyota con un modulo proprietario che gestisce il sistema satellitare, ma al polso quello che percepisci è una piccola scultura cinetica.

Nonostante le origini cinesi, Behrens gioca ormai nel campionato dell’alta orologeria indipendente: finiture curate, complicazioni vere, distribuzione attraverso retailer specializzati e, dal 2026, presenza ufficiale a Watches and Wonders Geneva insieme a nomi come Bianchet, Charles Girardier, Corum e Credor . Non è il solito microbrand economico: i prezzi riflettono il livello di contenuto tecnico e creativo.

Perché tenerlo d’occhio nel 2026: perché è la prova concreta che l’orologeria indipendente interessante non nasce solo tra Svizzera e dintorni. Se vuoi capire dove può andare il design orologiero fuori dai codici classici, Behrens è uno degli esempi più coraggiosi in circolazione.

www.behrenswatches.com

2. J.N. Shapiro — l’artigiano del guilloché

Orologio J.N. Shapiro Infinity Series con quadrante decorato a guilloché artigianalmente.

Qui parliamo di un artigiano, non di un brand nel senso tradizionale. J.N. Shapiro è uno dei pochi americani che ha elevato ai massimi livelli l’arte del guilloché — quella tecnica di incisione a mano del quadrante che richiede pazienza e precisione assolute. Produce meno di 50 pezzi l’anno: ogni orologio è quasi un atto di resistenza contro la produzione in serie.

Il suo modello The Resurgence rappresenta una sfida al sistema: Shapiro sta costruendo progressivamente una manifattura interamente americana, e i modelli attuali combinano componenti europei con quadranti e casse prodotti da lui in California. In un’epoca in cui tutto o quasi è made in Switzerland, avere un orologio dove una parte significativa è costruita artigianalmente negli USA è un atto di ribellione.

I collezionisti lo cercano. Non per speculazione, ma perché è uno dei pochi che sta facendo qualcosa di realmente artigianale e irripetibile.

Perché tenerlo d’occhio nel 2026: Se ti interessano i quadranti come opere d’arte, J.N. Shapiro è il nome da conoscere. Il prezzo non è basso, ma stai comprando un oggetto che è un quadro da polso.

www.jnshapirowatches.com

3. Corum — il ritorno (serio)

Corum Golden Bridge Avant-Garde su marmo bianco.

Corum è un nome che molto probabilmente conoscerai: è svizzero, nato nel 1955, noto per la linea Bubble e per l’iconica serie Admiral’s Cup (gli orologi con le bandierine nautiche sui quadranti). Negli ultimi anni era finito un po’ nel dimenticatoio. Nel 2013 Corum viene acquistata dal gruppo cinese China Haidian Holdings, dal 2013-2025 finisce sotto sotto proprietà hongkonghese, con alterne fortune – il fatturato nel 2022 era meno della metà rispetto al 2013.

Ma nel 2026 le cose stanno cambiando. Sotto nuova gestione svizzera, Corum è tornato a Watches and Wonders — e non è un caso. La presenza alla fiera di Ginevra è una dichiarazione d’intenti: “Siamo tornati, e facciamo sul serio.”

Il brand storico sta cercando di rinascere, e i primi segnali sono incoraggianti. Tra le sue creazioni più celebri c’è il Golden Bridge, nato dal movimento lineare brevettato dall’orologiaio indipendente Vincent Calabrese nel 1977 e portato in produzione da Corum nel 1980.

Perché tenerlo d’occhio nel 2026: Se vuoi un brand con 70 anni di storia a un prezzo ancora piuttosto accessibile per il livello offerto, Corum potrebbe essere il momento giusto per entrare — prima che i prezzi salgano di nuovo.

www.corum-watches.com

4. Bianchet & Charles Girardier — due indipendenti a Ginevra

Due marchi presenti a Watches and Wonders 2026 che rappresentano perfettamente come l’indipendenza stia ridisegnando le regole del gioco.

Bianchet

Bianchet Flying Tourbillon Sport GMT Carbon Sky Blue su sfondo nero fotografato di lato.

Fondato nel 2017 a Neuchâtel da Emmanuelle e Rodolfo Festa Bianchet, è già distribuito in oltre 20 paesi. Specializzato in tourbillon con cassa tonneau ispirata al rapporto aureo 1.618, unisce matematica, design contemporaneo e produzione limitatissima. Non è un esordiente: è un brand giovane che sta trovando la sua dimensione internazionale.

www.bianchet.com

Charles Girardier

Charles Girardier Signature Mystérieuse Tourbillon lunetta con brillanti.

Rilanciato nel 2018 da Patrick A. Ulm, è un marchio ginevrino che ha già vinto il GPHG 2020 nella categoria Ladies’ Complication con il Tourbillon Signature Mystérieuse. Torna al salone di Ginevra con una proposta più accessibile ma senza compromettere la qualità: quantità minuscole, creatività senza filtri e un appeal forte per chi cerca esclusività senza spendere cifre da grande maison.

charles-girardier.com

Perché tenerli d’occhio nel 2026: sono brand già affermati tra gli intenditori, ma ancora sotto il radar del grande pubblico. Il momento giusto per conoscerli — e magari provarne uno al polso — è adesso.

Conclusione

Non ti sto dicendo di vendere il tuo Rolex per comprare uno di questi, anche se un giorno, se la passione – quella seria – ti prenderà, sarà forse la prima cosa che farai e a prescindere da nomi come questi.

Ti dico che il mondo degli orologi è molto più grande di quello che si vede sui social, e che nel 2026 l’innovazione vera non arriva sempre dai soliti noti.

I brand indipendenti stanno guadagnando spazio a Watches and Wonders (quest’anno ce ne sono più che mai), stanno costruendo community di appassionati fedeli, e stanno offrendo alternative concrete a chi cerca qualcosa di diverso.

Il lusso tradizionale ha i suoi vantaggi: storia, riconoscibilità, assistenza globale. Ma se vuoi capire dove sta andando il mercato — e magari scoprire un nome prima che diventi di tendenza assoluta — tieni d’occhio questi marchi.

Il futuro dell’orologeria non verrà solo dalla Svizzera.

E forse tra un anno, ti ritroverai una di queste qualitatevoli “mosche bianche” al polso, e se da lontano nessuno riconoscerà più cosa porterai al polso, quel giorno ne sarai molto fiero.

Se andrai al Salone di Ginevra li visiterai?

 

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Commenti

  1. Behrens fa delle cose bellissime, per esempio l’ultrapiatto curvo 20G. Hanno un negozio online in Svizzera, ci ho parlato un po’ e mi han detto di mandargi i soldi e che l’orologio sarebbe arrivato entro una o due settimane. E se non arrivasse? E se non funzionasse? Qual è il tribunale responsabile? La risposta mi ha convinto a non comprarlo.
    A Parigi c’è l’unico concessionario autorizzato nella UE e dicono che ne ricevono una quindicina all’anno e che le attese sono di diversi mesi. Lì si potrebbe fare, ma se si rompe? Che cosa consigli Massimo?

    1. Acquistare da un venditore con sede in Svizzera implica uscire dalla giurisdizione UE, con implicazioni sia legali che fiscali/doganali da non sottovalutare. Per questo tipo di valutazioni ti consiglio di rivolgerti a un professionista qualificato — non è un ambito su cui posso esprimermi.

  2. Buonasera, Massimo. Articolo molto interessante e orologi molto particolari. Personalmente conoscevo già solo Corum essendo alcuni anni fa stato contattato, dopo aver risposto a un’inserzione pubblicitaria, per la serie Corum con la lira. I modelli proposti tuttavia non mi piacevano soprattutto se confrontati con quelli col dollaro, invenzione geniale in un momento di calo del marchio, e di quelli della serie Admiral’s Cup (se incappi in un recensore purista ti dirà che non si chiamano “bandierine”, ma secondo me hai fatto bene ad usare un termine comprensibile da tutti). Un cordiale saluto Flavio

  3. Di questi marchi non ne conosco praticamente nessuno e non mi convincono.Io sono più tradizionalista e dal gusto classico, è vero che oggi i tempi cambiano e l’innovazione la sperimentazione hanno un senso ma l’hertage e la storia dei marchi svizzeri o giapponesi non la possono avere.Ergo che rimango ancorato alla classicità che sia vintage ,con il suo fascino impareggiabile o moderna con innovazione tecnica.

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