La stagione 2026 di Formula 1 è ormai in pieno svolgimento, e come da rituale ormai consolidato, Tudor ha già piazzato il suo orologio sul polso del team Visa Cash App Racing Bulls. Da qualche anno il calendario F1 e quello delle novità Tudor viaggiano su binari paralleli: ogni stagione una nuova auto, ogni stagione un nuovo Black Bay Chrono “Carbon”. Quest’anno tocca al Carbon 26, e la prima cosa che ti salta all’occhio è quel frizzante giallo che sostituisce il rosso aggressivo del modello dello scorso anno. Una scelta che, come vedrai, non lascia indifferenti.
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ToggleIl giallo della VCARB 03: scelta coraggiosa o passo indietro?
Il cambio di livrea della VCARB 03 ha trascinato con sé tutta l’estetica dell’orologio. Il quadrante “racing white” bombato resta protagonista, ma ora è attraversato da accenti gialli decisamente più solari rispetto al rosso del Carbon 25, mentre i contatori circolari concavi in fibra di carbonio nera mantengono alto il contrasto che avevi imparato ad apprezzare sul modello precedente.
La domanda è: il giallo funziona? La mia opinione è che sia una scelta più sportiva e meno “muscolare” del rosso, più vicina all’estetica racing classica anni ’70 che al motorsport contemporaneo aggressivo. Funziona benissimo se cerchi un orologio meno teatrale, meno se nel Carbon 25 apprezzavi proprio quell’attitudine cattiva che con il giallo si stempera. Diciamo che è meno brutale, più “domenica al circuito” che pit stop sotto safety car.
La cassa in carbonio: cosa cambia davvero al polso
Quando parli di un cronografo da 42 mm in fibra di carbonio stai parlando di un orologio che pesa una frazione di un equivalente in acciaio. E quando un cronografo F1 è leggero, lo senti subito al polso: la dinamica del peso cambia, il polso non si appesantisce nei movimenti rapidi, l’orologio “sparisce” più facilmente nelle giornate lunghe. Il Carbon 26 spinge l’idea fino in fondo: non è solo la cassa a essere in carbonio, ma anche la lunetta tachimetrica fissa (un unico elemento, non un inserto), le maglie terminali del cinturino ibrido e perfino i contatori del quadrante.
C’è poi un dettaglio costruttivo che merita attenzione: il quadrante è realizzato con costruzione a strati, alternando dischi in ottone a placche in fibra di carbonio. È quel tipo di cura che sembra il tipico dettaglio di marketing, e che invece in mano si traduce in profondità ottica vera, soprattutto sui contatori dove la trama del carbonio gioca con la luce.
Il calibro MT5813: cosa vale davvero
Il movimento è un MT5813 di Manifattura, ed è qui che Tudor mostra di non scherzare. Sviluppato in collaborazione con Breitling sulla base del Calibro B01, ma con organo regolatore proprietario e finiture esclusive Tudor, è un cronografo automatico con ruota a colonne (il sistema più raffinato e piacevole per gestire la sequenza start-stop-reset, perché distribuisce le forze in modo progressivo rispetto al classico a camme) e frizione verticale (che innesta il cronografo senza il sobbalzo della lancetta di alcune frizioni orizzontali). Il fondello chiuso non permette di vederlo.
La spirale del bilanciere è in silicio: antimagnetica per natura, non richiede oliatura e ha una durata praticamente illimitata nel tempo. La certificazione COSC è il punto di partenza, non quello di arrivo: il COSC tollera una variazione media tra -4 e +6 secondi al giorno sul movimento non incassato, mentre Tudor – dopo averlo regolato – applica uno standard di -2/+3 sull’orologio assemblato, ovvero quasi la metà della tolleranza minima richiesta dal cronometro svizzero.
L’autonomia di 70 ore su un cronografo è un dato da sottolineare: ti permette di lasciare l’orologio sul cassetto dal venerdì sera al lunedì mattina senza ritrovarlo fermo, e in questa fascia di prezzo, dove molti concorrenti si fermano ancora a 48 ore, è un vantaggio concreto che si paga ogni volta che torni a indossarlo.
Carbon 25 vs Carbon 26: il confronto diretto
| Caratteristica | Carbon 25 | Carbon 26 |
|---|---|---|
| Stagione F1 | 2025 | 2026 |
| Auto di ispirazione | VCARB 02 | VCARB 03 |
| Colore dominante | Rosso e nero | Giallo e bianco |
| Esemplari numerati | 2.025 | 2.026 |
| Prezzo (IVA inclusa) | €7.510 | €8.030 |
| Calibro | MT5813 Manifattura | MT5813 Manifattura |
| Cassa | Carbonio 42 mm | Carbonio 42 mm, ridisegnata |
| Cifra estetica | Aggressivo, drammatico | Luminoso, sportivo |
| Differenza di prezzo | +€520 (+6,9% in 12 mesi) | |
L’aumento di €520 in dodici mesi (+6,9%) è significativo, ma non scandaloso considerando il contesto: i listini dell’orologeria svizzera in fascia Manifattura sono cresciuti praticamente tutti dello stesso ordine di grandezza nel 2026, e Tudor non ha fatto eccezione.

Resta il fatto che parli di +€520 a parità di calibro, architettura della cassa e dimensioni, con la sola differenza estetica del colore e una cassa “ridisegnata” di cui non sono ancora chiari i dettagli. Tra i due, se devo scegliere oggi, il Carbon 25 mi pare più riuscito esteticamente, ma è una preferenza personale, e tra dodici mesi con il Carbon 26 al polso potrei facilmente rivedere la posizione.
Impressioni (senza averlo provato al polso)
Devo essere onesto, è appena uscito: il comunicato stampa con l’annuncio è arrivato alle 13 circa di oggi. Al momento in cui scrivo non ho ancora avuto il Carbon 26 tra le mani, e queste sono valutazioni basate sulle immagini ufficiali e sul confronto con il Carbon 25, che invece ho provato e conosco bene.

La prima cosa che mi colpisce è che il giallo, sulle foto, sembra meno invadente di quanto temessi: non è un giallo fluo, è un giallo “racing” più contenuto, ben dosato sulla scala minuti e sui numeri dei contatori. Mi incuriosisce molto il riferimento ufficiale alla cassa “ridisegnata” rispetto al Carbon 25: Tudor non lo specifica spesso, e quando lo fa di solito qualche dettaglio è cambiato davvero (anse, profili, finiture dei pulsanti). Mi aspetto leggere modifiche di profilo più che una rivoluzione, ma vorrei verificarle dal vivo. Sull’estetica, a oggi continuo a preferire il rosso del 25, ma sospetto che il giallo del 26 sia un orologio che cresce con il tempo: meno teatrale, più portabile nel quotidiano.
Per chi è il Carbon 26 (e per chi non è)
Il Carbon 26 è un orologio per il tifoso F1 che vuole un cronografo tecnicamente serio, non solo un gadget commemorativo. È per il collezionista di edizioni limitate Tudor che sta costruendo la serie completa e non vuole il buco del 26 sullo scaffale. È per chi cerca un cronografo da 42 mm leggerissimo e tecnicamente curato, e non si fa problemi a pagare il sovrapprezzo per il carbonio.
Non è invece per chi non sopporta i collaboration pieces (“io l’orologio lo voglio neutro”), per chi cerca un Tudor classico (vai sul Black Bay Pro o sul Pelagos), o per chi non vuole superare gli €8.000 quando spendendo meno puoi avere un Pelagos FXD Chrono Cycling Edition altrettanto tecnico, sempre Manifattura, e con un’identità più matura e meno legata a una stagione sportiva.
Vale i €520 di sovrapprezzo rispetto al 25? Se ami il giallo o sei tifoso accanito di Liam Lawson e Arvid Lindblad, sì. Altrimenti, il Carbon 25 in seconda mano si trova ormai sotto i €7.000 ed è probabilmente il miglior compromesso valore/estetica della serie. Maggiori informazioni su www.tudorwatch.com.
In una frase
Il Tudor Black Bay Chrono Carbon 26 costa €8.030 in 2.026 esemplari: il cronografo F1 più leggero e curato della fascia, ma il giallo divide.
E tu, cosa ne pensi? Il Carbon 26 ti convince più del Carbon 25, o anche tu trovi il rosso del 2025 più riuscito del giallo di quest’anno? Fallo sapere a tutti nei commenti.





Commenti
L avrei ridisegnato con l arancione più vintage
Grazie per il commento! Magari lo vedremo così il prossimo anno.