Il magazine online di Orologi di classe

3 Orologi Bauhaus Consigliati Per Tutte le Tasche

I migliori orologi Bauhaus

di Massimo Scalese 5 MIN LETTURA

 

8

di Massimo Scalese 5 MIN LETTURA

 

8

È impossibile immaginare un mondo senza il Bauhaus. I nostri amati e immortali ci sarebbero in ogni caso, ma a quanti capolavori avremmo dovuto rinunciare? Per fortuna non correremo mai il rischio di estinzione di questo modo di pensare e di creare un oggetto.

Il design ispirato da quel “semplice” manifesto, cui arte è tutto meno che scontata, ha fatto la sua comparsa quasi cento anni fa. Oggi spunta ovunque, persino dal font di questo post. Basta farci un po’ l’occhio e anche un vero orologio Bauhaus è subito riconoscibile.

Le regole del gioco sono semplici, nel significato meno immediato del termine. Numero uno, soprattutto fuori, pochi ma equilibrati ingredienti. Secondo (questa è la mia opinione), affidarsi solo alla tricromia formata dal bianco (o argento) dei quadranti, nero per indici e i sottili numeri arabi dalla forma rigorosamente allungata e, per finire, il bagliore dell’acciaio ovunque e solo a finitura lucida.

Un tocco di classe è rappresentato da dettagli, sempre in acciaio, ma stavolta azzurrato come per le tre sfere di ore, minuti e secondi. Gli ultimi possono, a piacimento, trovarsi a ore sei o al centro. Spesso la data è un di più, ma molto dipende dal posizionamento e dalle dimensioni della sua finestrella.

Ecco ora, se ti affascinano gli orologi da polso stile Bauhaus, tre orologi da considerare assolutamente con prezzi aggiornati.

1. Nomos Glashütte Tangomat

É un marchio che sin dai suoi primi passi nel 1990, anno che coincide con la caduta del Muro, e con la conseguente liberazione dal Regime, ha scommesso (vincendo) tutto sul design. Parto da questo segnatempo perché, soprattutto per il movimento automatico di manifattura, rappresenta “l’alto di gamma” – aspetto che però, riferito sempre a questi tre, si riflette naturalmente sul prezzo.

orologio stile Bauhaus Nomos Glashütte Tangomat

Ho scelto questo modello perché è animato dal Calibro di manifattura Epsilon che rappresenta un notevole passo avanti rispetto all’Alpha a carica manuale che muove il Tangente e i modelli entry del marchio. Il rotore scheletrato a carica bidirezionale lascia la visuale quasi completamente libera sulla platina a ¾ rifinita come i ponti a coste di Glashütte, e su altri particolari rifiniti come le viti azzurrate propri dell’orologeria tedesca nata e sviluppatasi proprio nel piccolo borgo.

Nomos Glashütte - Calibro Epsilon

Fuori ci sono tutti i dettagli cui descrivevo in alto, pochi e qui molto curati, tipici di un vero segnatempo Bauhaus. Il quadrantino dei piccoli secondi, leggermente incassato, è spostato verso il centro. Le sfere sono in acciaio azzurrato. Esiste anche con datario a ore sei e con quadrante color rutenio, ma questo a mio avviso rappresenta meglio la specie. La cassa misura 38.3 mm. Nel 2015 ha vinto un premio al Golden Unruh.

Prezzo: €2.680.

www.nomos-glashuette.com

2. Stowa Antea KS 41 silver

Dei tre Stowa è il marchio con più storia alle spalle. Fondato nel 1927 da Walter Storz, ha realizzato il primo Antea in stile Bauhaus nel lontano 1938. Il brand sito nella foresta nera e rivitalizzato una decina d’anni fa da Jörg Schauer è noto nel mondo degli appassionati per i suoi fliegeruhr (orologi da pilota) ma in special modo per i beobachteruhr (orologi da osservazione). A questo proposito leggi un appassionante articolo.

orologio Stowa Antea KS 41 silver

Ho scelto il modello Antea KS 41 silver perché è il modello che traspone gli orologi tipici di questo stile che venivano fabbricati prima della Guerra, e sicuramente in maggior numero nella versione da tasca mossi dallo storico movimento Durowe.
A bordo qui troviamo un ETA Unitas 6498 a carica manuale personalizzato da Stowa e a richiesta ulteriormente personalizzabile in semplici dettagli.

Movimento meccanico Antea KS 41 silver

Tutti gli elementi estetici corrispondono alla specie: quadrante, sfere e gli iconici numeri arabi. La scritta “Made in Germany” è stata omessa dal quadrante a ore 6 per ottenere un risultato finale più vicino al modello storico. La cassa misura 41 mm. Di Antea ce ne sono diverse altre versioni: con movimento automatico e secondi centrali e in colorate re-interpretazioni. Questo è il modello top: gli altri sono leggermente più economici.

Prezzo: €1.670

www.stowa.de

3. Tisell Bauhaus design 38 mm 6H Date

Come i precedenti non è una novità, o meglio lo è nel suo nuovo quadrante bianco argento. Tisell è un marchio coreano che assembla orologi assai economici mossi da movimenti Seagull e, nel caso del modello in questione, da un movimento Miyota 9015 a carica automatico, molto affidabile, conosciuto, e sorprendentemente rifinito per la fascia di prezzo super-economica cui questo orologio appartiene.

orologio Bauhaus Tisell

A differenza degli altri due è in configurazione secondi al centro. Anche qui tutto è al suo posto e, per quanto e volutamente nessuno degli esempi che ho scelto per questo articolo che tratta di orologi Bauhaus per tutti i portafogli sono paragonabili tra loro, nel Tisell il rapporto qualità-prezzo è davvero ottimo. C’è chi sull’autorevole forum Watchuseek – a questo link mettendolo di fianco a un Rodina (Made in China), forse in assoluto il più economico orologio Bauhaus che esista – lo giudica superiore di almeno un paio di spanne.

Per quanto mi riguarda non non ho mai visto uno di quei modelli cinesi dal vivo. Tuttavia, il quadrante del Tisell – color bianco a superficie microporosa – è molto ben rifinito e così lo sono indici, numeri e le sfere azzurrate. Anche il cinturino in cuoio nero è ben fatto. La cassa misura 38 mm.

Tisell Bauhaus con movimento Miyota automatico

Seguendo la filosofia “less is more” di questi segnatempo avrei preferito l’assenza del datario, ma qui posizionarlo meglio era impossibile.

Prezzo: €281

www.tisellwatch.com

Finisce qui questo approfondimento. Credo che ognuno di questi tre rappresenti il meglio di questo micro mondo.

Lascia il tuo parere.

 

 

Articoli correlati

Commenti

  1. Ciao molto bello quel Tisell non lo conoscevo. .Un altro semprec del genere bauhaus carino lo fa Mondaine l’orologio delle ferrovie svizzere. Parlo di quello con il movimento automatico

  2. Ciao Andrea grazie del commento! Vero… Nello stesso design Mondaine fa anche lo STOP2GO quello che si “gioca un minuto in 58 secondi” per poi attenderne 2 e saltare al minuto seguente 😉 come quello appeso nelle stazioni!

  3. Ciao, innanzitutto volevo ringraziarti per i tuoi articoli. scopro sempre sempre qualcosa per cui incuriosirmi ed appassionarmi. sono un fan dei solo tempo ed in particolare quelli con quadrante pulito e senza “eccessi”. Lo stile bauhaus è decisamente quello che meglio rappresenta i miei gusti. Il nomos è quello che preferisco. Nella selezione avrei inserito anche il max bill, la versione con quadrante bianco non è la mia favorita ma il modello credo che sia perfetto per questo articolo. Grazie

    1. Ciao Michele, grazie a te per trovarli interessanti! Assolutamente d’accordo.. Il Max Bill di Junghans è un meraviglioso orologio Bauhaus, come l’emblematico artista si questa scuola cui rende merito.

      Riflettendo anche sul commento precedente di Andrea,e con il senno di poi, mi rendo conto che avrei dovuto intitolare questo post “Alternative all’orologio Bauhaus Nomos Tangomat (che anch’io potendo permettermelo forse sceglierei) perchè – come giustamente ricordate – ci sono diverse interpretazioni di orologi che appartengono a questo stile. Questo post voleva essere più un focus sui segnatempo stile Bauhaus cui possiamo affermare Stowa con l’Antea essere storicamente forse la prima ad aver realizzato. Per questo che anche il Tisell – sempre in questa nichhia e dopo diverse modifiche – è un ottima proposta per quelli che pur avendo un budget molto limitato, non vogliono rinunciare a.. questo preciso stile di orologi Bauhaus.

  4. Grazie per questo articolo agile e pieno di deliziato stupore che lei riesce a trasmettere al lettore. Da appassionata di quel capolavoro matericista della produzione “panerai”, mi sono stupita un poco nell’ apprezzare la indubbia bellezza e sintesi formale (la mia idea di approssimazione alla perfezione!) del “nomos tangomat”.
    Grazie, sinceramente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest