
Questo è il primo articolo di THE VERDICT, una nuova serie in cui prenderò questioni dell’orologeria che sembrano avere una risposta ovvia e proverò a vedere cosa succede quando si mettono davvero in fila i fatti. Senza complicare ciò che può essere spiegato semplicemente, ma anche senza fermarmi al primo numero che sembra chiudere la discussione.
Per cominciare ho scelto un caso quasi perfetto.
Il nuovo COSC Excellence Chronometer arriva con una precisione compresa tra −2 e +4 secondi al giorno, una verifica dell’orologio completo, il controllo della riserva di carica e un test di resistenza ai campi magnetici fino a 200 gauss. METAS, dall’altra parte, parte da 0/+5 secondi al giorno nella categoria 1a, verifica anche il comportamento a carica ridotta, include l’impermeabilità e arriva fino a 15.000 gauss.
A leggerla così, il verdetto sembra già scritto.
METAS appare più severo, più completo e soprattutto molto più estremo sul fronte del magnetismo. Ma la domanda interessante è se questo confronto basti davvero.
COSC Excellence sembra infatti seguire una logica diversa: aggiornare il vecchio concetto di cronometro con prove sull’orologio finito e più vicine all’uso reale, mantenendo requisiti abbastanza severi da avere valore ma abbastanza raggiungibili da poter essere adottati su scala molto più ampia.
Se chiediamo semplicemente quale sia lo standard tecnicamente più duro, la risposta è relativamente facile. Se invece ci domandiamo quale possa diventare più importante per l’orologeria svizzera nel suo complesso e per chi compra un orologio, allora i numeri da soli non bastano più.
COSC Excellence contro METAS: dove il confronto è davvero impari
Il nuovo COSC Excellence parte da una base nota. Prima il movimento deve superare i tradizionali test COSC secondo la norma ISO 3159; una volta incassato, l’orologio completo affronta una seconda serie di prove.
La precisione richiesta è compresa tra −2 e +4 secondi al giorno, l’orologio viene sottoposto a una simulazione dell’uso al polso in sei posizioni semi-dinamiche, viene verificata la riserva di carica dichiarata e viene esposto a un campo magnetico di 200 gauss.
METAS parte anch’esso da un movimento già certificato COSC, ma aggiunge requisiti più articolati. Per la categoria 1a la precisione media deve rimanere tra 0 e +5 secondi al giorno; vengono effettuate misurazioni anche con circa il 33% di carica residua, viene controllata la differenza di marcia fra le posizioni, viene verificata l’impermeabilità e il funzionamento è testato sotto un campo magnetico di 15.000 gauss.
| Test | COSC Excellence | METAS |
|---|---|---|
| Precisione | −2/+4 s/giorno | 0/+5 s/giorno* |
| Orologio completo | Sì | Sì |
| Posizioni | 6 semi-dinamiche | 6 statiche |
| Carica ridotta | No: test al 100% della carica | Sì, anche al 33% |
| Riserva di carica | Sì | Sì |
| Impermeabilità | No | Sì |
| Campo magnetico | 200 gauss | 15.000 gauss |
*Il valore 0/+5 si riferisce alla categoria METAS 1a; il protocollo prevede tolleranze differenti in funzione delle dimensioni del movimento.

Il divario più vistoso è quello magnetico, ma non è l’unico. METAS controlla anche aspetti che COSC Excellence non misura in modo equivalente sull’orologio finito, come la stabilità della marcia a carica ridotta e l’impermeabilità.
Prima di cercare sfumature, quindi, bisogna riconoscerlo: sul piano dell’ampiezza e della severità dei requisiti, METAS resta uno standard più completo.
Ma proprio qui nasce il primo problema del confronto. Mettere semplicemente −2/+4 contro 0/+5, oppure 200 contro 15.000 gauss, significa confrontare i risultati senza chiedersi abbastanza come vengono ottenuti e che cosa i due protocolli stanno cercando realmente di misurare.
Ma −2/+4 contro 0/+5 non racconta tutta la storia
Viene spontaneo chiedersi quale dei due standard garantisca l’orologio più preciso. Il problema è che quei valori non vengono ricavati nello stesso modo.
Nel COSC Excellence la precisione dell’orologio completo viene verificata attraverso una simulazione dell’uso al polso. L’orologio viene mosso in sei posizioni semi-dinamiche e il risultato cerca quindi di rappresentare il suo comportamento durante una giornata normale.
METAS segue invece una logica più articolata. La marcia viene rilevata attraverso più cicli di prova e in condizioni differenti, comprendendo variazioni di temperatura, magnetismo e misurazioni effettuate anche con la riserva di carica ridotta.
Non interessa quindi soltanto sapere quanto l’orologio sia preciso, ma quanto riesca a rimanerlo quando cambiano alcune delle condizioni che influenzano il movimento.
C’è inoltre un dettaglio spesso trascurato: lo 0/+5 secondi al giorno non è una soglia universale per qualsiasi Master Chronometer. METAS suddivide i movimenti in categorie dimensionali e applica tolleranze differenti; 0/+5 riguarda la categoria 1a.
Anche il segno meno racconta qualcosa. COSC Excellence consente fino a due secondi di ritardo al giorno, mentre METAS nella categoria 1a non ammette una marcia media negativa. È una scelta diversa anche dal punto di vista pratico: un orologio leggermente avanti è generalmente preferibile a uno che perde tempo.
La conclusione è semplice: COSC Excellence cerca di avvicinare maggiormente il test all’esperienza dell’orologio al polso; METAS sottopone invece l’orologio a un insieme più ampio di condizioni e ne misura la stabilità.
Sono approcci che in parte si sovrappongono, ma non sono identici.
E la differenza diventa ancora più evidente quando arriviamo al numero che sembra rendere il confronto senza storia.
I 200 gauss sono davvero il punto debole del COSC?
200 contro 15.000 gauss.
La distanza è enorme e non avrebbe senso cercare di ridimensionarla: sul magnetismo METAS è nettamente superiore.
Ma i 200 gauss del COSC non sembrano essere stati scelti per tentare di avvicinarsi ai 15.000 di METAS.

Secondo Andreas Wyss, CEO del COSC, questa soglia è stata pensata per affrontare le interazioni reali con gli oggetti di uso comune della vita moderna e rappresentare, contemporaneamente, un salto tecnico significativo per una certificazione destinata alla produzione su larga scala.
In altre parole, METAS verifica una resistenza magnetica estrema. COSC Excellence sembra voler garantire invece una protezione ritenuta adeguata all’uso quotidiano senza richiedere necessariamente movimenti progettati fin dall’origine per sopportare campi magnetici eccezionali.
Dopo l’esposizione a 200 gauss, COSC richiede inoltre che lo scarto di marcia rimanga entro ±10 secondi al giorno.
Questo non rende 200 gauss equivalenti a 15.000. Significa che dietro ai due numeri esistono due scelte diverse.
La domanda quindi non è se METAS sia più resistente al magnetismo: lo è. La domanda è se uno standard destinato a diventare ampiamente adottato debba necessariamente pretendere 15.000 gauss.
COSC sembra aver risposto di no.
Ed è qui che comincia a emergere la filosofia di Excellence: non cercare il valore più impressionante da mettere nella scheda tecnica, ma una soglia che aumenti concretamente le prestazioni richieste senza restringere troppo il numero dei produttori potenzialmente in grado di raggiungerla.
Dove METAS resta senza dubbio superiore
Il magnetismo, però, non è l’unico vantaggio di METAS.
Il protocollo Master Chronometer verifica la precisione anche quando la riserva di carica è scesa intorno al 33%. È un dato importante perché un movimento può comportarsi molto bene a piena carica e diventare meno regolare quando l’energia disponibile diminuisce.
METAS controlla inoltre la differenza di marcia fra le varie posizioni. In termini semplici, non interessa soltanto che la media finale sia buona, ma anche quanto cambi il comportamento dell’orologio passando da una posizione all’altra.
Infine c’è l’impermeabilità, esplicitamente inclusa nel protocollo METAS e assente dai criteri COSC Excellence.
Per questo non serve cercare un pareggio artificiale: METAS resta tecnicamente più severo e più completo.
Ma questo non significa automaticamente che COSC Excellence sia già vecchio.
Significa piuttosto che dobbiamo capire se COSC stesse davvero cercando di costruire un concorrente diretto di METAS.
E se COSC non stesse cercando di battere METAS?
È qui che il confronto cambia prospettiva.
Le dichiarazioni di Wyss indicano che i criteri di Excellence dovevano essere sufficientemente severi da avere un significato reale ma, allo stesso tempo, raggiungibili attraverso sforzi industriali realistici.
Wyss ha spiegato chiaramente che requisiti ancora più severi avrebbero rischiato di rendere la certificazione inaccessibile alla maggior parte dei produttori.
La scelta è stata quindi quella di alzare sensibilmente l’asticella rispetto al COSC tradizionale senza trasformare Excellence in una certificazione destinata a pochissimi movimenti.
È una distinzione fondamentale.
METAS definisce un protocollo estremamente esigente e chiede al produttore di garantire prestazioni elevate anche in condizioni severe. COSC Excellence sembra voler costruire invece un livello superiore condiviso, abbastanza ambizioso da rappresentare un vero progresso ma sufficientemente realistico da poter entrare nei processi produttivi di molti marchi.
Questo spiega perché un limite più severo non sia automaticamente un limite migliore per qualsiasi tipo di standard.
Se l’obiettivo fosse semplicemente creare la certificazione tecnicamente più difficile da ottenere, si potrebbero imporre valori ancora più estremi. Se invece si vuole creare uno standard comune capace di influenzare una parte consistente dell’industria, ogni requisito diventa anche una decisione sulla sua adottabilità.
Naturalmente questo non deve diventare un alibi. Se le soglie fossero troppo permissive, Excellence perderebbe gran parte del proprio significato.
Ma la direzione sembra chiara: COSC non ha costruito semplicemente un METAS meno severo. Ha cercato di fare qualcosa di diverso.
Uno standard più accessibile può essere più importante?
Nel 2025 il COSC ha certificato 2.071.707 movimenti, dopo i 2.376.987 del 2024 e il record di 2.502.166 del 2023. I marchi clienti sono saliti a oltre 60.
Questi numeri introducono una variabile fondamentale: la scala.
METAS può rappresentare uno dei riferimenti tecnici più severi disponibili, ma COSC possiede già un’infrastruttura che attraversa una parte molto ampia dell’orologeria svizzera.
Se Excellence venisse progressivamente adottato da una quota significativa dei marchi che già utilizzano il COSC, il suo impatto non si misurerebbe soltanto nella qualità dei migliori orologi, ma nel livello medio di ciò che il mercato comincia a considerare normale.
Ed è qui che uno standard meno estremo potrebbe diventare più importante.
Un protocollo tecnicamente eccezionale può incidere relativamente poco sull’intera industria se riguarda un numero limitato di prodotti. Uno standard meno selettivo può invece produrre un effetto molto più ampio se porta centinaia di migliaia di orologi a rispettare requisiti superiori rispetto al passato.
METAS può indicare il vertice, mentre COSC Excellence potrebbe alzare il pavimento.
Il vecchio COSC ha avuto successo proprio perché ha creato un linguaggio comune tra produttori differenti. Excellence prova a estendere quel principio all’orologio completo, aggiungendo una precisione più stretta, simulazione dell’uso al polso, autonomia e resistenza magnetica.
Se funzionerà, il risultato più importante non sarà vedere un singolo orologio battere METAS.
Sarà vedere produttori che oggi utilizzano il COSC tradizionale iniziare a considerare −2/+4 secondi al giorno, verifica dell’orologio finito e 200 gauss come una nuova base da raggiungere.
Anche dietro il certificato ci sono due modelli diversi
C’è infine una differenza spesso trascurata: chi esegue materialmente i test.
Nel modello COSC il controllo è centralizzato: le prove vengono svolte nei laboratori dell’ente, con personale e strutture proprie. Il COSC è inoltre sottoposto alla supervisione del Servizio di Accreditamento Svizzero.

METAS utilizza un’architettura differente. I test vengono normalmente eseguiti nei laboratori del produttore, mentre l’Istituto federale svizzero di metrologia controlla procedure e risultati attraverso supervisione, audit e verifiche su campioni.
Non significa che uno dei due modelli sia automaticamente “più indipendente”. Significa semplicemente che COSC e METAS costruiscono la certificazione in due modi differenti.
Anche questo conferma che non stiamo confrontando soltanto due serie di numeri.
Il caso Omega Spirate: uno standard non è un limite
Nel 2023 Omega ha presentato lo Speedmaster Super Racing con Spirate System, portando la precisione certificata dell’orologio a 0/+2 secondi al giorno pur rimanendo all’interno della certificazione Master Chronometer METAS.

È un esempio utile perché chiarisce una distinzione spesso dimenticata: lo 0/+5 di METAS è una soglia della certificazione, non il massimo che un orologio Master Chronometer possa raggiungere.
Lo stesso vale per il −2/+4 del COSC Excellence.
Una certificazione stabilisce il livello minimo che deve essere garantito da tutti gli orologi che la riportano. Nulla impedisce al singolo produttore di fare meglio.
THE VERDICT — COSC Excellence nasce davvero indietro?
Se la domanda è puramente tecnica, la risposta è sì: METAS resta oggi lo standard più severo e più completo.
Lo è per il magnetismo, per i test a carica ridotta, per l’impermeabilità e per il modo in cui verifica la stabilità della marcia in condizioni differenti.
Ma fermarsi qui significherebbe perdere la parte più interessante del confronto.
COSC Excellence sembra essere stato progettato con un obiettivo diverso: non stabilire il massimo livello tecnicamente possibile, ma creare uno standard moderno che possa essere adottato da una parte molto più ampia dell’orologeria svizzera.
Uno standard, infatti, non acquista importanza soltanto quando è il più difficile da superare. Può diventare altrettanto importante quando riesce a modificare ciò che il mercato considera normale aspettarsi.
Se Excellence riuscisse a diffondersi, −2/+4 secondi al giorno, test sull’orologio completo, verifica della riserva e resistenza magnetica potrebbero diventare una nuova base comune anziché caratteristiche riservate a una parte limitata della produzione.
METAS continua quindi a rappresentare meglio di Excellence fin dove può arrivare oggi una certificazione industriale molto esigente. COSC Excellence potrebbe invece diventare il riferimento capace di spostare verso l’alto il livello medio della cronometria svizzera.
Non è la stessa cosa, e non c’è bisogno di fingere che lo sia.
Per questo il nuovo COSC nasce sì tecnicamente dietro a METAS, ma non necessariamente già superato. Se riuscirà a imporsi su larga scala, potrebbe avere un peso enorme proprio grazie a quella scelta che oggi lo fa sembrare meno ambizioso.
Quando leggi una certificazione sul quadrante o sulla scheda tecnica, ti interessa di più sapere che quell’orologio ha superato prove estreme oppure che appartiene a uno standard abbastanza diffuso da permetterti un confronto reale con molti altri modelli?