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Orologi e spiagge #5: Piccola guida all’Orologeria Sassone

La storia dell'orologeria sassone è stata scritta dalle due più grandi maison ancora oggi attive: A. Lange & Söhne e Glashütte Original.

di Massimo Scalese 5 MIN LETTURA

 

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Se mi leggi da tempo certamente già saprai che ho un debole per l’orologeria di scuola sassone. Come si fa a non averlo? Che si tratti per esempio di un A. Lange & Söhne costruito dal 1845 al 1951 – periodo prima che la manifattura cessò per 40 anni di svolgere la sua attività – o un Glashutter Uhrenbetrieb GmbH (oggi Glashütte Original), cui nome ha raccolto l’eredità dei grandi uomini che, insieme a Ferdinand Adolph Lange, fondarono il più importante polo orologiero germanico, l’Alta Orologeria sassone è davvero unica.

Cronistoria Orologeria Sassone

Questo articolo è rivolto a chi sta incominciando ad appassionarsi agli orologi meccanici e a chi vuole ripassare storia e fondamenta di una fiaba inacantata.

Origini e storia

A una trentina di chilometri da Dresda – sede allora del governo del regno di Sassonia – c’è la cittadina di Glashütte che dal 1506 – data della scoperta dell’argentite – aveva costruito in particolare la sua ricchezza sull’estrazione di quel prezioso minerale.

Ferdinand Adolph Lange

Nella prima metà del 19° Secolo i giacimenti si esaurirono e il paese versava in grandi difficoltà economiche. Ferdinand Adolph Lange, all’epoca già valente orologiaio di Dresda, fu esortato dal governo ad aprire nel maggio 1845 una manifattura proprio nel paesino di Glashütte. In pochi anni la cittadina diventò un polo orologiero di tutto rispetto. Nel 1852 Julius Assmann fondò lì la propria azienda ed iniziò a produrre orologi da tasca, nel 1875 arrivarono Ludwig Strasser e Gustav Rohde, autori dei tra i più precisi orologi meccanici regolatori, mai costruiti.

Orologio da tasca Assmann-Uhr © foto Glashütte Uhrenmuseum

Nel 1878 Moritz Großmann apre la Deutsche Uhrmacherschule (Scuola tedesca orologiera): è qui che venivano definiti, preservati ed insegnati tutti i tratti somatici dell’orologeria sassone che, grazie anche a nomi come Alfred Helwig – inventore del tourbillon volante – consacrarono l’orologeria tedesca nel mondo intero.

Dopo la seconda Guerra Mondiale il territorio entrò a far parte della Germania dell’Est: i restanti artigiani affluirono nel 1951 nella VEB Glashütteer Uhrenbetriebe (GUB), cui si unì nel 1975 anche Strasser & Rohde Glashütte/Sa. Nel 1990 questo consorzio di orologiai diventò Glashütter Urenbetriebeb, mentre il 7 dicembre sempre di quell’anno Walter Lange decise di rilanciare il marchio di famiglia iniziando a progettare il Lange 1, il Tourbillon “Pour le mérite”, l’Arkade e il Saxonia; quattro orologi che vennero poi presentati nel 1994 nel castello di Dresda.

Calibro Strasser & Rohde – © foto Glashütte Uhrenmuseum

Nel 2000  A. Lange & Söhne fu acquisita da Richemont e Glashütte Original entrò a far parte dello Swatch Group AG.

Come si evince dalla storia, l’antica tradizione orologeria sassone è rappresentata da A. Lange & Söhne e da Glashütte Original. Quest’ultima sotto il suo nome custodisce l’anima di tutti gli altri artigiani che oltre 160 anni fa iniziarono a svolgere la propria attività nel minuscolo paesino che ancora oggi supera di poco i 7.000 abitanti.

Alcuni tratti fondamentali dell’orologeria sassone

Trattare a fondo in un solo articolo tutti gli elementi che caratterizzano l’orologeria sassone è impossibile. Finora abbiamo fatto chiarezza sulle origini e su ciò che due marchi come A. Lange & Söhne e Glashütte Original rappresentano oggi per questa tradizione. I soliti bene informati mi scuseranno, ma ecco un ripasso sui chiamiamoli “tratti somatici evidenti” di questa scuola.

Si parte con la platina principale che è la base di un movimento dove in un orologio meccanico sono montati elementi come il ruotismo. Come nella scuola inglese, l’orologeria sassone prevede una platina a ¾ – così chiamata perché “chiusa” – per quella proporzione – ad incorporare il ponte del ruotismo.

Solitamente è decorata a “nastro di Glashütte”, “onde” abbastanza diverse da le Côtes de Genève. Ne ho parlato in dettaglio qui. Per restare nell’ambito delle finiture esse sono diverse e tutte eseguite a mano. Si va dall’anglage (arrotondamento degli spigoli vivi) a vari tipi di lucidature. Altri segni tipicamente “sassoni” sono i castoni – gli elementi che bloccano un rubino sulla platina. Questa scuola li vuole d’oro e avvitati con viti azzurrate.

La regolazione del bilanciere deve essere affidata al sistema micrometrico chiamato per la sua caratteristica forma “collo di cigno”. Può essere sia singolo sia doppio. Solitamente il relativo ponte è inciso a mano.

Sul fronte delle complicazioni non esistono limiti o situazioni in cui la scuola sassone sia indietro rispetto alle altre. C’è da notare che ogni tradizione ha spinto, e approfondito in maniera diversa, le proprie complicazioni.
Quella sassone ha, nel tourbillon volante inventato da Alfred Helwig, la sua punta di diamante. Infatti, sono tante le Maison (non sassoni) che oggi l’adottano. Da segnalare nel Tourbillon “Pour Le Merite” di A. Lange & Söhne il particolare organo regolatore e la trasmissione a catena a vite perpetua. Quest’ultima, è stata implementata dagli orologiai della Maison per supplire alle perdite di coppia che possono avvenire alla molla di carica mentre scaricandosi libera la sua forza: in pratica è un dispositivo di forza costante unico.

Calibro Glashütte Original © foto Glashütte Uhrenmuseum
Si notino tra gli elementi: la massa oscillante a nastro di Glashütte, la platina a ¾, ruote varie e i 2 dischi della Grande Data

Continuando sul fronte delle complicazioni anche la Grande Data (di Glashütte) è un elemento tipico dell’orologeria sassone. I suoi due grandi numeri s’ispirano a quelli dell’orologio digitale a 5 minuti costruito da Johann Christian Friedrich Gutkaes. L’orologiaio di Dresda adotto questa soluzione per il teatro Semperoper di Dresda in quanto serviva un segnatempo molto visibile da porre sopra il palco, ma lo spazio a disposizione sul cornicione era esiguo. Andò distrutto in un incendio nel 1869 insieme al teatro, ma naturalmente entrambi furono ricostruiti.

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Foto credits http://www.flickr.com/photos/geldrik/

Tornando alla Grande Data di Glashütte quella che oggi spicca per complessità è la soluzione adottata da Glashütte Original che scatta istantaneamente 10 secondi dopo la mezzanotte. A questo link un post con video.

Se davvero vuoi cogliere dal vivo la vera essenza di questa scuola orologiera non puoi mancare di visitare il Museo, ricostruito e riaperto al pubblico nel 2008 per volere di Nicolas Hayek che, oltre ad essere un incredibile uomo d’affari, fu – come con Breguet – affascinato dall’incredibile passato orologiero storico di Glashütte.

Per questo articolo non vi sono particolari letture consigliate: è sufficiente navigare tra i tag A. Lange & Söhne e Glashütte Original e leggere qualsiasi articolo li riguardi.

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Commenti

  1. Buonasera, sono capitato sul suo sito facendo una ricerca sul simbolo (sul quadrante di una pendola) che non sono riuscito a decifrare. Ho guardato sull’elenco di simboli delle varie marche di orologi ma non ho trovato corrispondenza con questo che sembra essere una Y (spessa) su un tondo nero. Ho chiesto al venditore e mi ha risposto che si tratta di uno dei marchi della VEB della zona di Glashutte. Le risulta possibile ?
    Premetto che mi appassionano gli orologi in prevalenza tedeschi, della foresta nera con i suoi prestigiosi marchi del secolo scorso o comunque di costruzione tedesca.
    Le sarei grato se potesse esprimere un parere, naturalmente posso inviare la foto del quadrante col suddetto simbolo.
    Cordiali saluti, Daniele

  2. Nella mia piccola collezione ho anche un Tavannes da tasca ( potrei allegare delle foto , ma non so come ) .
    Ho inviato una mail a info@tavannes-watch.com per avere informazioni in merito , ma non ho alcuna risposta .
    Mi può suggerire qualcosa ?
    Grazie e complimenti per i suoi scritti

  3. Grazie per il commento Piero! Tavannes che non riguarda l’orologeria sassone ha come saprai chiuso la sua attività a Le Locle (CH) nel 1966. Il marchio è stato risuscitato nel 2008 ma la produzione si base su movimenti ETA e comunque non di manifattura e non ho idea se abbiano in mano gli archivi storici. Purtroppo se non hanno saputo dirti niente loro difficilmente potremmo farlo noi. Consiglio: dopo aver cercato di reperire dei numeri di referenza dal movimento ti consiglio di fare una ricerca su Google (nome marchio + xxxx) e rivolgerti anche alla sezione vintage di qualche forum di orologeria. Con un po’ di fortuna… Un saluto.

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