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Peter Speake-Marin Orologio "Marin 1"

Incontro con Peter Speake-Marin a Baselworld 2010 durante il quale mi mostra il nuovo orologio Marin 1 equipaggiato dal Calibro SM2

di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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Se pensi che tutti gli orologi leggano solo il tempo, sei fuori strada… Qualcuno, a volte, è in grado anche di riflettere la vita di chi lo ha ha creato…“.  Non so se questa frase vi piaccia: in verità me l’ha “bisbigliata” un orologio di Peter Speak-Marin mentre me lo provavo al polso a Baselworld 2010

Un angolo della DREAM FACTORY, una piccola area espositiva della fiera divisa in quattro parti uguali insieme a Claret, MB&F, Urwerk, era “la casa di Basel” per Peter e i suoi segnatempo. Uno stand, come quello dei suoi vicini, non fazioso, non enorme, giusto il necessario: all’esterno un paio di piccoli tavolini rotondi con qualche sedia, una teca per esporre non più di un paio di orologi, un box di forse 2 x 3 metri per ottenere alla bisogna un po’ di privacy in quegli otto frenetici giorni dell’evento orologiero più grande del mondo. Nell’aria, non quantificabile, aleggiava una grande passione per il proprio lavoro: orologiaio indipendente.

Conoscevo prima Peter solo per telefono quando nell’estate 2009 rispose a qualche mia domanda su un lavoro che lo vedeva impegnato come consulente; incontrarlo di persona non ha che confermato l’idea che mi ero fatto su di lui: sorridente, gentile e sempre disponibile, con una flemma anglosassone che sembra sposarsi alla perfezione con la classe delle sue creazioni. Forse vi narrerò in un altro post la sua biografia. Oggi vi parlerò del Marin 1.

Peter Speake-Marin lavora praticamente solo per sè dal 2008. Il Marin 1 è il risultato della sua esperienza di Mastro Orologiaio e della filosofia con cui interpreta, più che un lavoro, un arte. L’eleganza è la chiave di questo segnatempo: con la cassa da 42 mm in titanio lucidato Marin 1 ha preso le distanze dalle creazioni che l’hanno preceduto. “Il titanio – dice Peter- è un materiale più hi-tech dei metalli tradizionalmente impiegati per le casse come l’oro, il platino o l’acciaio e questo enfatizza maggiormente la natura del nuovo Calibro SM2. La lucidatura del titanio GRADO 5 ELI aggiunge altro valore al risultato finale“.

Per il quadrante Peter ha scelto la tipologia enamel ottenuta ad altissime temperature. Questa tecnica per quanto difficile da eseguire è quella che più è in grado di resistere al degrado del tempo, anche su base secolare. La scala cronografica divide i minuti e i secondi e i numeri arabi in rosso colgono l’ispirazione dai vecchi orologi-cronografi da tasca. Le lancette azzurrate, tecnica che consiste nello scaldare l’acciaio con molta cautela, fanno parte di una delle operazioni eseguite dagli orologiai sin dalla notte dei tempi. Dal design originale sono scheletrate e trattate SuperLuminova.

Il movimento: Speake-Marin inseguiva da tempo il desiderio di creare “il suo Calibro”. “Fino al 2007 le priorità del mio lavoro sembravano essere indirizzate solo al tempo e ai soldi che avevo a disposizione: dopo due anni di sviluppo SM2 è diventato oggi tutto quello che desideravo fosse…“. Il 99% dei componenti è inedito e, nonostante per realizzarlo non si sia percorsa forse la strada più economica, nessun compromesso è stato fatto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il fattore design è stato ben tenuto in considerazione nella progettazione: per esempio, una larga apertura intorno al bilanciere permette di vederlo e manipolarlo con facilità. Vi sono una miriade di dettagli come questo, che hanno comunque un origine sempre tecnica. La stessa attenzione è stata profusa in ogni singolo ponte, leva, ruota e rubino. Le finiture: un movimento come SM2 ha solo voglia di “farsi vedere”. Lo si può ammirare dal fondello: naturalmente tutte le finiture sono eseguite a mano con attenzione maniacale. Le platine sono ricavate da German Silver grezzo, più difficile da lavorare delle convenzionali in ottone, ma più resistenti all’ossidazione. Specifiche: il Calibro SM2 è a carica automatica bidirezionale e il suo bilanciere batte ad una frequenza di 21,600 alternanze/ora. Peter ha scelto questa frequenza perchè la precisione è maggiore della tradizionale di 18.000 a/h (vecchia scuola inglese) e permette di avere una molla di carica con meno tensione e una maggiore riserva di carica dell’attuale standard di 28.800 a/h.

Finisce con i saluti di Peter Speake-Marin ai lettori di Orologi di Classe la review di questo capolavoro.

contaminuti

 

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