
Il 2026 non è un anno come gli altri per chi ama gli orologi. E se pensi che le grandi storie dell’Alta Orologeria si racconteranno solo a Ginevra, fermati perché stavolta succederà qualcosa di diverso. Stavolta qualcosa di molto importante accadrà proprio a casa nostra.
Quest’anno il Patek Philippe Nautilus compie 50 anni. Mezzo secolo da quando Gérald Genta disegnò quell’oblò ispirato alle navi che ha ridefinito il lusso sportivo. Ma la vera notizia – quella che forse perso tra i soliti comunicati stampa non ti ha neppure sfiorato la mente – è che la nota più alta del Giubileo d’Oro del Nautilus potrebbe celebrarsi proprio in Italia. A Milano, per la precisione.
E no, non dovrai essere un cliente VIP per assistere.
Quando le date parlano da sole
Prendi il 1976, anno di lancio della referenza 3700 con la sua iconica lunetta ottagonale arrotondata e il bracciale integrato. Aggiungi 50 anni. Arrivi al 2026.
Ora segna sul calendario un’altra data: dal 2 al 18 ottobre 2026, Patek Philippe porterà a Milano la sua Watch Art Grand Exhibition, quella mostra itinerante che racconta il DNA della manifattura ginevrina attraverso circa 500 segnatempo, dimostrazioni dal vivo di mestieri rari (guilloché, miniature su smalto, incisioni a mano), e l’intera collezione con ovviamente le novità Patek di Watches and Wonders 2026.
Prova a unire tutti i punti. Due eventi, stesso anno. Credi davvero che Thierry Stern – presidente di una Maison che non lascia nulla al caso – abbia scelto Milano per il 2026 senza pensare al 50° del suo modello più iconico? Io no. E credo nemmeno tu, se ci pensi un secondo.
Cosa aspettarsi: dimentica l’acciaio
Se stai sperando in un ritorno del Nautilus in acciaio “accessibile” (per modo di dire soprattutto quando parliamo di Patek), lascia perdere. La strategia della Maison negli ultimi anni è stata chiara: slegare l’immagine del marchio dall’acciaio inossidabile. Ma ci è davvero riuscita? Tecnicamente si: sono anni che il 5711 non è più in produzione ma, anche se la versione in oro bianco è con i suoi caldi riflessi per me ancora meglio, le ideologie non si spengono facilmente, né per ora il Cubitus in acciaio sembrerebbe essersi meritato di aver sostituito il re.

Per un anniversario così importante – il Giubileo d’Oro – i rumors più accreditati puntano su materiali ultra-lusso:
- Platino 950: Il candidato numero uno. Pesante al polso (circa 200 grammi), discreto nell’aspetto, eterno nella sostanza. Un ritorno alle origini del brand, quando il lusso significava metalli preziosi e basta.
- Lega proprietaria: Non escluderei che Patek lanci una nuova lega d’oro specifica per l’evento, magari con tonalità ispirate al colore del quadrante originale grigio-blu della ref 3700.
Dal punto di vista del design, aspettati un richiamo al modello del 1976: quadrante pulito senza i secondi (come il jumbo originale), lancette affilate tipo “baton”, data probabilmente a ore 3. Un’interpretazione contemporanea che rispetta il DNA Genta.

Il prezzo? Cifre ben oltre i 100.000 euro. La disponibilità? Scordati qualsiasi lista d’attesa, per quanto infinita. Sarà su invito, solo per clienti selezionati direttamente dalla Maison. Ma – e qui viene la parte interessante per te – stavolta potrai comunque vederlo dal vivo.
La tua occasione (e non costa nemmeno un euro)
Di solito, quando Patek lancia un’edizione limitata per un anniversario fuori da un evento fieristico, tu la vedi solo in foto sgranate su Instagram o al polso di qualche collezionista miliardario.
Ma grazie alla Watch Art Grand Exhibition di Milano, le regole cambiano.
L’ingresso alla mostra al CityOval sarà gratuito, previa prenotazione online. Questo significa che avrai l’opportunità – forse unica nella vita – di trovarti faccia a faccia con il Nautilus del 50° anniversario. Non solo: probabilmente vedrai una retrospettiva completa che parte dal 1976 e attraversa tutte le referenze storiche, con pezzi che escono dal museo di Ginevra solo per occasioni speciali.

Ti troverai a pochi centimetri da orologi che valgono quanto un appartamento e alcuni come un castello. Potrai osservare dal vivo le finiture della manifattura svizzera: la lucidatura a specchio della cassa che contrasta con la satinatura del bracciale, i dettagli delle linee del quadrante, ottenute tramite stampaggio a freddo (frappé) e poi rifinite a guilloché.
E considerando che Patek realizza sempre delle edizioni speciali dedicate alla città ospitante – lo ha fatto a New York nel 2017, a Singapore nel 2019, a Tokyo nel 2023, e in altri precedenti eventi – potremmo persino vedere un Nautilus o un Calatrava con elementi ispirati all’architettura milanese. Magari un quadrante che richiama i colori del Duomo al tramonto, o una numerazione che omaggia la tradizione orologiera italiana.
Io nell’oramai lontano 2009 ho già provato un’esperienza del genere insieme all’amico Robert, autore di più di un appassionante articolo qui nel blog, quando nel mese di luglio andammo a vedere la Mostra del Patek Philippe Museum che si tenne a Milano nel Palazzo della Ragione.
Come prepararti
Mancano ancora parecchi mesi all’evento di ottobre, ma i biglietti per queste mostre – anche se gratuiti – andranno letteralmente a ruba in poche ore. Quando apriranno le prenotazioni per il CityOval, il prossimo 14 aprile dovrai essere veloce. Fai un salto prima che puoi sul sito ufficiale patek.com.
La vera forza del Nautilus del 2026 non starà solo nei materiali preziosi, ma nella sua capacità di unire due mondi: quello della tradizione ginevrina e quello dell’accessibilità culturale che una mostra gratuita può offrire. Per una volta, il 50° anniversario dell’orologio Patek più desiderato al mondo non sarà un evento esclusivo per pochi, ma un’esperienza aperta a chi vuole capire davvero cosa significa un “patrimonio orologiero”.
Ma tu cosa ne pensi: ha più senso celebrare un’icona come il Nautilus con un’edizione ultra-esclusiva riservata ai collezionisti, o con una mostra che permette a molte persone di avvicinarsi a quel mondo?
Lascia un commento con la tua opinione.

Commenti
Bella la mostra, mentre dell’edizione commemorativa del Nautilus non ce ne frega proprio niente, tanto nessuno lo riuscirebbe a comprare. Se sarà in platino ce ne fregerà ancora meno, è un orologio sportivo e ci interessa solo in acciaio o al massimo in titanio, comunque anche fosse così non riusciremo a comprarlo lo stesso…
Grazie per il commento Lorenzo! Concordo: quello che più conterà sarà vedere la mostra, e avendola già vista anche se diversi anni fa lo consiglio vivamente! PS: l’articolo ha un’angolazione sul 50° del Nautilus perché la notizia è quella…😃