Oggi, 22 gennaio 2026, potresti smettere di preoccuparti per sempre della carica del tuo orologio. Immagina un compagno al polso che non devi aprire per cambiare la pila, che non si ferma se lo lasci sul comodino e che è pronto a seguirti ovunque, senza scadenza.
Dal 1883 sempre riconosciuta come firma innovatrice, Alpina svela oggi l’Alpiner Extreme Solarmetre. È una nuova collezione, ma è anche una dichiarazione di indipendenza energetica. Hanno preso la loro cassa più grintosa, quella dell’Alpiner Extreme, e l’hanno resa tecnologicamente “eterna” grazie alla ricarica solare.
Se conosci la storia di Alpina e la sua antica vena sportiva, sai che hanno inventato l’orologio sportivo moderno già nel 1938. Con questa uscita, però, puntano più in alto: l’obiettivo è darti un orologio outdoor dal funzionamento potenzialmente illimitato.
L’autonomia come unico orizzonte
Perché Alpina punta sul solare proprio ora? La risposta è nella libertà. L’Alpiner Extreme Solarmetre si affranca dalle costrizioni dei movimenti classici.
La promessa è semplice: dimentica la batteria. Finché il quadrante sarà esposto alla luce naturale o artificiale, l’orologio continuerà a incamerare energia. È il sogno di ogni esploratore (o di chi semplicemente odia andare dall’orologiaio per un cambio pila): un oggetto che vive della luce, proprio come la natura che ti circonda.
Come funziona la magia invisibile (Il Calibro AL-140)
Sotto il quadrante lavora il calibro AL-140, un movimento al quarzo solare Swiss Made sviluppato dalla manifattura La Joux-Perret, che fa parte del Gruppo Citizen, insieme ad Alpina, Frederique Constant e altri marchi di lusso svizzeri più di nicchia come Arnold & Son e Angelus.
La vera magia è che la tecnologia c’è ma non si vede. A prima vista, il quadrante sembra identico a quelli tradizionali, con il classico motivo triangolare. In realtà è traslucido: una “magia invisibile” che permette alla luce di attraversarlo e ricaricare le celle fotovoltaiche nascoste sotto.
Ecco i numeri della nuova libertà:
- 10 Mesi di Buio: Una volta carico, hai 10 mesi consecutivi di autonomia anche se lo chiudi in un cassetto buio.
- Ricarica Flash: Ti basta un solo minuto di luce per avere l’energia di un’intera giornata.
- Ripresa Immediata: Se dovesse scaricarsi completamente (cosa difficile!), bastano 10 secondi di luce per farlo ripartire.
- Long Term: Con la corona estratta, l’autonomia in stand-by arriva persino a quattro anni, segno di un’efficienza energetica mostruosa che riduce l’usura dell’accumulatore al minimo.
Design e Dimensioni: Finalmente un 37,5mm per tutti
Se hai letto la mia recensione dell’Alpiner Extreme Automatic in Titanio, sai quanto la cassa “Cushion” di Alpina sia un marchio di fabbrica. Qui però c’è una novità che apprezzerai: le dimensioni.
Il nuovo Solarmetre ha un diametro di 37,5 mm (e uno spessore di soli 10,19 mm). È una misura intelligente, che segue le ultime mode dell’orologeria 2026, un vero unisex che veste bene su qualsiasi polso, eliminando l’ingombro tipico dei tool watch. La cassa in acciaio in 3 parti, con finiture lucide e spazzolate, mantiene quell’aspetto solido e indistruttibile: è garantita impermeabile fino a 100 metri (10 ATM).
La Collezione: 5 Colori, 2 Anime
Alpina lancia subito una gamma completa, differenziata per stile e prezzo.
I modelli “Urban” in Acciaio (1.195€)
Per chi vuole l’orologio “unico” da mettere anche in ufficio. Bracciale in acciaio integrato.
- Bordeaux Intenso (AL-140BRG3AE6B): Un colore profondo, molto elegante.
- Verde Menta (AL-140LGR3AE6B): Più fresco e moderno.
I modelli “Adventure” in Gomma (995€)
Per chi cerca la massima leggerezza. Hanno cinturini in caucciù e stilizzati come il motivo del quadrante.
- Azzurro (AL-140LN3AE6) e Blu Navy (AL-140N3AE6): I classici sportivi.
- Bianco Ghiacciato (AL-140W3AE6): Il più “estremo” visivamente, con un cinturino nero a contrasto.
- Tutti i modelli sfoggiano il logo Alpina a ore 12 e la lancetta dei secondi con il contrappeso a triangolo rosso, che per l’occasione diventa blu, il colore distintivo della tecnologia solare Alpina.
- Maggiori dettagli sulla disponibilità sul sito ufficiale Alpina.
A chi consiglio i nuovi Solarmetre?
In una mia passata intervista ai responsabili di Alpina, mi avevano parlato della volontà di creare orologi accessibili senza sacrificare la qualità: dagli un occhio.
E tu cosa ne pensi? Quando le prestazioni lo necessitano, saresti disposto a tradire il fascino della meccanica per la libertà assoluta di questo solare Swiss Made? Fammi sapere la tua opinione lasciando un commento qui sotto.
FAQ: Alpina Alpiner Extreme Solarmetre
Quanto dura la carica dell’Alpina Alpiner Extreme Solarmetre?
Una carica completa garantisce 10 mesi di funzionamento consecutivo al buio totale. Basta un solo minuto di esposizione alla luce per ricaricare l’energia necessaria per una giornata intera.
Quanto costa l’Alpina Alpiner Extreme Solarmetre?
I prezzi sono di 995€ per le versioni con cinturino in gomma (caucciù) e 1.195€ per i modelli con bracciale in acciaio.
Che movimento monta l’Alpina Solarmetre?
Monta il calibro AL-140, un movimento al quarzo a carica solare Swiss Made, basato su tecnologia La Joux-Perret.
L’Alpina Alpiner Extreme Solarmetre è impermeabile?
Sì, ha un’impermeabilità di 10 ATM (100 metri), con fondello a vite e corona a vite, ideale per il nuoto e l’outdoor.
Quanto è grande la cassa dell’Alpiner Extreme Solarmetre?
La cassa ha un diametro molto compatto di 37,5 mm x 38,90 mm e uno spessore di 10,19 mm, rendendolo un orologio unisex.






Commenti
Buongiorno Massimo
Che dire … mi concedi un’opinione fuori dal coro?
Orologio senza senso, e spiego anche il perchè:
Primo: Sul sito Alpina, nella sezione Extreme Solarmetre, l’orologio viene presentato con uno scialpinista che sta togliendo le pelli dalli sci. Ecco, alcune mie considerazioni: la presentazione è sbagliata a priori, perchè? perchè al giorno d’oggi (o meglio già da anni) una persona che pratica la montagna e fa ad esempio scialpinismo, oppure utilizza le ciaspole, o altro, non utilizzerà mai un orologio analogico, nemmeno l’Alpina, ma utilizza uno smartwatch che ti da indicazioni del dislivello fatto, hai la cartina con l’itinerario da percorrere, ecc… con modelli a partire da 200€.
Questa è la parte reale dell’utilizzo di uno che pratica sport, per cui presentazione sbagliata.
Secondo: Alpina, come da te scritto, fa parte del gruppo Citizen…. detto tutto, mi spiego… Perchè spendere 1000€ per un orologio al quarzo, quando Citizen presenta orologi al quarzo Radio Controllati, con le stesse caratteristiche a meno di 600€?
In più ha in catalogo un modello adatto alla montagna come l’ “Altichron” a meno di 700?
Ai posteri l’ardua sentenza
Grazie
Grazie Lorenzo per aver espresso la tua opinione, che ci sta, ma altrettanto morbidamente e con il massimo rispetto mi permetto di dire che Il tuo commento fa paragoni impropri. Confrontare l’Alpina con uno smartwatch da 200€ non ha senso perché chi compra questo orologio cerca stile e finiture svizzere, non un computer GPS per le mappe. Anche il paragone con il Citizen Altichron è fuorviante: pur essendo dello stesso gruppo, l’Alpina si posiziona nel lusso sportivo (design, materiali), mentre il Citizen è uno strumento tecnico puro. Sono prodotti per pubblici diversi, non alternative dirette. Alla prossima!
Innanzitutto un cordiale saluto a Massimo e a Lorenzo. Credo che gli orologi di cui si è parlato nella recensione di Massimo e nel commento di Lorenzo avranno tipologie di acquirenti diversi in base a cosa si ricerca: un marchio più blasonato o uno strumento pratico e tecnologico con un vantaggioso rapporto qualità/prezzo. Cosa che avviene per esempio anche nel mondo delle automobili: perché Mercedes anziché altra auto superaccessoriata e lussuosa di altro marchio?
Grazie per il commento Flavio! Ci si confronta, e questo è l’importante.
Le recensioni e i diversi pareri sono sempre interessanti: riflettono anche i variegati modi di pensare. Capisco perfettamente le considerazioni di Lorenzo: se pratico scialpinismo perché spendere oltre un migliaia di euro per uno strumento che ha le stesse funzioni, anzi meno, di uno smartwatch? Visione pragmatica. Altrettanto pragmatica è però la funzione della pubblicità: colpire l’immaginario del destinatario per vendere il prodotto. Non importa se sia realistica. Altro ragionamento, più sottile, di Lorenzo è che non spenderebbe tale cifra per un orologio a pila benché a ricarica solare: sembra quasi obiettare (inconsciamente?) a chi cerca l’oggetto blasonato (lo status symbol) che allora potrebbe comprare l’Alpine automatico con 500 euro in più. Però un ecodrive, o solar che dir si voglia, è molto pratico, soprattutto se hai già molti automatici e pochi caricatori (assai costosi) per tenerli in movimento. Concludo citando 2 Citizen ecodrive che mi piacciono, pur non possedendoli: il superpilot in titanio radiocontrollato e il cronografo bullhead sempre in titanio. Anche qui chi cerca l’iconico cercherà il più costoso Seiko bullhead, fuori produzione e rintracciabile nel mercato dell’usato, tra l’altro con scala tachimetro sulla ghiera esterna (a differenza del Citizen) e quindi più esposta ai graffi soprattutto in un usato. Tot capita tot sententiae. Cordiali saluti a entrambi.
Buongiorno Flavio
Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.
In genere non riprendo mai le risposte ai miei commenti (e Massimo ne sa qualcosa, visto che ormai sono anni che “colloquio” con lui nel commentare i suoi egregi articoli).
Questa volta voglio puntualizzare ciò che ho tentato di far capire nel mio primo commento:
Perchè ho scritto “orologio senza senso”? mi spiego:
Ad un articolo di Massimo normalmente vado a vedere il sito ufficiale dell’orologio in questione e questa volta, all’apertura del sito Alpina, il modello Alpiner Extreme Solarmetre veniva reclamizzato con diverse fotografie legate allo scialpinismo (veniva perchè stamattina le foto sono diverse….) . Quindi ho solo puntualizzato che, al contrario di come viene pubblicizzato, il modello in questione è più adatto ad altri scopi e forse il Marketing Alpina avrebbe dovuto pensarci meglio (e oggi mi sembra che abbia modificato le foto…), visto che il pubblico ormai è molto variegato, ma anche molto informato… Chi pratica sport di montagna non prende un orologio simile, ma uno smartwatch che fornisce tutte le info utili, dal cardio all’altimetro, dalle previsioni meteo al GPs.
Per quanto riguarda invece il movimento, visto che Alpina fa parte del gruppo Citizen e quest’ultima produce forse il miglior movimento Eco-drive (quindi solari) e per giunta radio controllati alla metà del prezzo dell’Alpina… bè un attento consumatore potrebbe optare su Citizen. Tutto qua. Ps: Vi ricordate i mitici modelli Alpina Apinerex ? questi ad esempio avevano altimetro, cardio ecc.. e loro si che potevano essere interessanti per lo sport di montagna. Ecco… sono usciti da catalogo. Scelte strane…
Graze
Grazie Lorenzo per la puntualizzazione e per il tono sempre costruttivo. Hai ragione: spesso il marketing racconta uno scenario “aspirazionale” più che realistico, e capisco benissimo il tuo punto sullo smartwatch e sul confronto con Citizen lato valore/funzione. Quando ho detto “paragoni impropri” intendevo solo che non sono alternative dirette per lo stesso tipo di acquirente: qui Alpina gioca più su design/finishing/identità. Discussione utilissima: continua a portare questi spunti!
Buonasera. Vedo dai vostri commenti che siete esperti di orologi da lungo tempo. Il mio contributo più che tecnico è introspettivo e personale: oltre 30 anni fa facevo immersioni in apnea con al polso un computerino che ti dava profondità e durata di immersione e in base a ciò i tempi di permanenza alle varie profondità in risalita; ora che sono appassionato di orologi (e con budget più sostanzioso di allora) ho nella mia collezione 3 orologi subacquei di cui uno con valvola d’elio…li indosso a turno nella vita quotidiana (oltre ad altri non subacquei tipo Tissot e Longines) ma…non faccio più immersioni e da molto tempo. Conclusione: estrema variabilità di priorità e di scelte d’acquisto non solo in persone diverse ma anche nella stessa persona in tempi diversi. p.s. leggo con piacere le Vostre e altre recensioni sull’argomento da circa 1 anno, prima dovevo leggere continuamente per aggiornarmi per la mia professione: vita mutabilis ! Un ciao cordiale Flavio
Grazie per l’appassionato commento Flavio. Qui la passione non manca! Ci sono oltre 3.400 articoli online e un catalogo gratuito con schede tecniche di oltre 6.5k di orologi principalmente di lusso, ma per far si che i tuoi commenti siano più in linea con i contenuti ti consiglio di andare in ogni pagina in alto a destra dove troverai un box perfetto per cercare l’argomento che ti interessa: digita “orologi subacquei” “Rolex Submariner” per fare un esempio. Ti verranno elencati degli articoli e altri contenuti. Tu scrivi quello che hai da dire sempre in argomenti contestuali e le tue opinioni avranno più valore oltre ad essere più visibili. Parlare di orologio sub in in articolo che tratta di un nuovo orologio sportivo solare, non ha molto senso! Grazie e alla prossima.
Buongiorno, Massimo. Forse ti è sfuggito che non sono un recensore di orologi e neppure un commentatore abituale (non ne ho il tempo né probabilmente le competenze), bensì un semplice collezionista e amante di orologi particolari (più microbrand indipendenti che brand blasonati). I miei ultimi commenti sono stati innescati dallo scambio tuo e di Lorenzo, ma mi pare che il senso del mio primo intervento e poi dei successivi non sia stato veramente colto. Non parlo VOLUTAMENTE di quali specifici modelli di orologi subacquei o di altro tipo utilizzo, perché non è mio interesse recensire o esprimere preferenze, che -al di là di aspetti tecnici- restano personali. Lo scambio tra te e Lorenzo era già chiarito dalla tua prima risposta al suo commento: prodotti diversi con target di pubblico diverso. Le mie erano riflessioni fondamentalmente concordanti con tale concetto e quindi l’insistenza sulle caratteristiche tecniche dei prodotti mi pare sterile e inutile: chi veramente pratica ad alto livello userà un tipo di prodotti tecnicamente rispondente alle esigenze, chi ricerca il brand che ritiene confacente all’immagine che ha di se stesso sceglierà il prodotto identitario più raggiungibile in base al proprio budget. Nel commiatarmi vedo che nessuno ha notato una cosa: nelle immersioni in apnea i tempi di sosta indicati dal computerino sono superflui non avendo un erogatore che mi spinge aria nei polmoni a pressioni variabili a seconda della diversa profondità e pressione dell’acqua, ma…il computerino non sa che mi sto immergendo in apnea. Lo stesso discorso vale per gli smartwatch di cui ha parlato Lorenzo: alcuni scialpinisti utilizzeranno tutte le informazioni, altri solo alcune. In ogni caso resterà un bell’oggetto che PIACE ! (l’ha perfettamente capito che prepara gli spot pubblicitari).
Grazie per il tuo intervento.
Per restare in linea con l’articolo e con la discussione tra i commenti, ti chiedo però di mantenere gli interventi in topic sul nuovo Alpina a energia solare (impressioni, caratteristiche, uso, pro/contro, ecc.). Le considerazioni più generali su immersioni, computer da apnea e smartwatch sono interessanti, ma qui rischiano di portare la conversazione fuori tema: se vuoi puoi cercare un post dedicato a quel tema e possiamo riprenderle da lì.