Questo Cartier Cheich, unico in oro bianco, lo recensimmo dal vivo nel 2023. Ora, venduto per 3,4 milioni di dollari, è il quarzo più caro mai battuto all’asta

L’unico Cartier Cheich al quarzo conosciuto in oro bianco, che recensimmo dal vivo nel 2023, ha stabilito un record anche per gli orologi al quarzo.

di Massimo Scalese – 3 MIN LETTURA

 

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Cartier Cheich unico in oro bianco con cinturino marrone, venduto da Sotheby’s Hong Kong per 3,4 milioni di dollari.

“Chissà quando questo sarà venduto che cifra toccherà…”. Chiudevo così il mio articolo del 2023 sul Cartier Cheich in oro bianco. Oggi conosco la risposta: 26.520.000 dollari di Hong Kong, circa 3,4 milioni di dollari USA, commissioni comprese.

È esattamente l’orologio che recensii dal vivo nel 2023, illustrato dalle fotografie di Vincenzo Finizola. È l’unico Cartier Cheich in oro bianco di cui si conosca l’esistenza: il quinto esemplare noto, realizzato nel 2010 su commissione per il collezionista bolognese Giorgio Seragnoli. A distinguerlo dai quattro Cheich nati negli anni Ottanta c’è anche un dettaglio destinato a diventare decisivo in questa storia: il movimento al quarzo.

Il Cheich che conoscevamo è diventato un record

All’asta Important Watches di Sotheby’s a Hong Kong, il Cheich ha raggiunto la cifra più alta mai pagata pubblicamente per un orologio Cartier. È anche l’orologio da polso al quarzo più costoso mai venduto all’asta. La scheda del lotto 2292 conferma che si tratta dell’esemplare in oro bianco del 2010, con movimento al quarzo e numero di cassa «No. 1».

orologio Cartier Cheich oro bianco vista frontale

Per me la notizia ha un significato particolare.

Nel 2023 avevo potuto esaminare dal vivo proprio l’esemplare oggi venduto da Sotheby’s e descriverne la storia, la provenienza e le differenze rispetto al Cheich assegnato al pilota Gaston Rahier. Quel modello degli anni Ottanta, venduto nel 2022 per oltre un milione di euro, è meccanico. L’esemplare commissionato per Seragnoli, invece, è al quarzo.

Il risultato di Hong Kong rende impossibile liquidare quest’ultimo dettaglio come una semplice curiosità.

Nel collezionismo di alto livello siamo abituati ad associare le grandi cifre ai movimenti complicati e alla meccanica più raffinata. Il Cheich non propone nulla di tutto questo: a muovere le lancette in questo caso è un calibro al quarzo, mentre il suo valore nasce dalla storia dell’esemplare e dalla forma della cassa in oro bianco.

Quanto vale il movimento?

Quindi il prezzo va letto come una vittoria del quarzo sulla meccanica? Non scherziamo. Non credo sia questo il punto. Chi si è aggiudicato il Cheich non ha pagato milioni per il suo calibro, né il risultato significa che qualunque Cartier al quarzo sia destinato a rivalutarsi.

Cartier Cheich oro bianco fondello inciso No 1

Ha acquistato un esemplare unico, legato a uno dei maggiori collezionisti di Cartier in metalli bianchi. La sua forma riprende il copricapo tuareg che ispirò il premio ideato per la Parigi-Dakar; la cassa in oro bianco lo separa dai quattro Cheich precedenti. Sono identità, storia e rarità a rendere questo orologio irripetibile. Il quarzo, semplicemente, non ha impedito al mercato di riconoscergli quel valore.

Quando pubblicai la recensione nel 2023, mi chiesi quale cifra avrebbe toccato se fosse stato venduto. Tre anni dopo, la risposta supera i tre milioni di dollari e mette in discussione una scorciatoia frequente tra gli appassionati: giudicare un orologio da ciò che batte sotto il quadrante, prima ancora di guardare ciò che rappresenta.

Fotografie dell’articolo del 2023: © Vincenzo Finizola.

 

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