Lanciato lo scorso 5 ottobre alla Fondazione Bisazza con un evento su scala mondiale, il Citizen Eco-Drive Photon è l’edizione limitata che il brand nipponico ha realizzato per i 50 anni di Eco-Drive: due versioni da 5.000 pezzi ciascuna, calibro E036 con 365 giorni di autonomia, cassa in Super Titanium da 39,6 mm. I prezzi partono da 890 euro per il modello BJ6560-53W e salgono a 990 euro per il BJ6569-59X. Il paradosso è tutto nel nome: un orologio che vive di luce, con un quadrante quasi interamente metallico che ne lascia passare pochissima.
Scheda tecnica
| BJ6560-53W | BJ6569-59X | |
|---|---|---|
| Referenza | BJ6560-53W | BJ6569-59X |
| Tiratura | 5.000 esemplari al mondo | 5.000 esemplari al mondo |
| Prezzo | 890 euro | 990 euro |
| Cassa / trattamento | Super Titanium, Duratect al carburo di titanio (argento) | Super Titanium, Duratect DLC + Duratect Amber Yellow (nero e oro) |
| Diametro / spessore | 39,6 mm / 9,9 mm | 39,6 mm / 9,9 mm |
| Vetro | Zaffiro a doppia curvatura con antiriflesso | Zaffiro a doppia curvatura con antiriflesso |
| Calibro | Eco-Drive E036 | Eco-Drive E036 |
| Autonomia | 365 giorni a carica completa | 365 giorni a carica completa |
| Precisione | ±15 secondi al mese | ±15 secondi al mese |
| Impermeabilità | 5 bar | 5 bar |
| Lancetta dei secondi | Gialla | Viola |
Un quadrante ispirato alla fisica della luce
Nel 1801 Thomas Young dimostrò che la luce si comporta come un’onda: fece passare un fascio luminoso attraverso due fenditure sottili su uno schermo e osservò che dall’altra parte si formavano strisce alternate di luce e buio, le stesse che si creano quando due onde si incontrano sull’acqua.
Il quadrante del Photon riprende quel principio in modo letterale. Due piastre metalliche sovrapposte portano ciascuna fenditure a forma di onda. Attraverso quelle aperture si vede lo strato inferiore, dove una pellicola a colore strutturale cambia sfumatura a seconda di come cade la luce. Il colore strutturale non nasce da pigmenti: è lo stesso fenomeno che vedi sulle ali di una farfalla o su una bolla di sapone, dove il colore emerge dalle microstrutture superficiali. Sposti l’orologio e la tinta cambia.
Più metallo copre il quadrante, meno luce raggiunge la cella solare nascosta sotto. Ed è questo che rende il calibro E036 la condizione necessaria perché il Photon esista.
Il calibro E036 e i 365 giorni di autonomia
Quello che significa davvero “365 giorni a carica completa” è questo: se carichi completamente il Photon e poi lo metti in un cassetto al buio, funzionerà per un anno intero prima di fermarsi. Non ha una batteria da sostituire: ha un accumulatore ricaricabile che si carica con qualsiasi fonte di luce, anche la lampada da scrivania o il neon di un ufficio.
La precisione dichiarata è ±15 secondi al mese. Tradotto: al massimo mezzo secondo al giorno di scarto. Per un orologio al quarzo da 890 euro è un valore più che adeguato all’uso quotidiano, e con le sorgenti luminose normali di una giornata tipo l’accumulatore rimane costantemente al livello ottimale.
Se vuoi capire nel dettaglio come funziona la tecnologia Citizen Eco-Drive, dalla cella solare all’accumulatore, trovi tutto nella nostra guida.
Cassa, bracciale e trattamenti superficiali
Super Titanium di Citizen non sono due parole messe lì per fini commerciali: è un titanio assai diverso dalla norma, trattato in superficie con la tecnologia Duratect fino a raggiungere una durezza da 5 a oltre 10 volte superiore all’acciaio inossidabile. Per capire il confronto, l’acciaio inossidabile ha una durezza Vickers di circa 200 HV – l’unità con cui si misura la resistenza ai graffi. Il Duratect al carburo di titanio del BJ6560-53W arriva a 1.000-1.200 HV. Il Duratect DLC del BJ6569-59X sale a 1.000-1.400 HV. Il Duratect Amber Yellow dello stesso modello raggiunge 1.700-2.300 HV, un valore da 10 a 20 volte superiore alla placcatura tradizionale. In pratica: il Photon incassa – ovviamente fino ad un certo livello – i graffi di un normale utilizzo quotidiano senza lasciar tracce visibili.
Non tutti ricordano che Citizen è stata la prima casa orologiera a costruire un orologio con cassa in titanio, e il Super Titanium del Photon è l’evoluzione diretta di quella storia. Se ti interessa sapere cosa significa scegliere un orologio in questo materiale, nella nostra selezione dei migliori orologi in titanio trovi anche questo contesto.
La forma ottagonale arrotondata ha un diametro di 39,6 mm e uno spessore di 9,9 mm. Sono misure equilibrate: il Photon non è grande, non è sottile, ma l’integrazione tra cassa e bracciale gli dà una presenza al polso superiore ai numeri. Per definizione la leggerezza del titanio spicca subito rispetto a un equivalente in acciaio.
Il vetro zaffiro a doppia curvatura ha un trattamento antiriflesso che riduce i riflessi in superficie. L’impermeabilità è di 5 bar pari a 50 metri, il che non significa 50 metri di profondità. Questo orologio è pensato per resistere agli schizzi, alla pioggia e al lavaggio delle mani, non per le immersioni o il nuoto intenso.
Le due versioni a confronto
BJ6560-53W – Argento con lancetta gialla
La versione argento ha la cassa in Super Titanium con finitura Duratect al carburo di titanio: il colore è vicino al titanio naturale, con una lucentezza tenuta. Il quadrante a fenditure rivela attraverso le aperture i colori strutturali dello strato inferiore, con la lancetta dei secondi in giallo che rompe la neutralità cromatica dell’insieme. Il prezzo è 890 euro, tiratura 5.000 pezzi al mondo.
È la versione per chi preferisce una palette sobria con un solo elemento di colore – la lancetta gialla funziona come una firma visiva senza appesantire il quadrante già ricco di motivi.
BJ6569-59X – Nero e oro con lancetta viola
La versione nero-oro ha la cassa trattata con due tecnologie Duratect distinte: il DLC per le parti nere e l’Amber Yellow per i dettagli dorati. Questa combinazione spiega anche i 100 euro di differenza: il Duratect Amber Yellow è il trattamento superficiale più duro della famiglia Duratect (fino a 2.300 HV) e anche il più elaborato da applicare. La lancetta dei secondi è viola, un accento cromatico che dialoga con i colori strutturali del quadrante. Prezzo: 990 euro, tiratura 5.000 pezzi al mondo.
Chi ama le combinazioni cromatiche decise trova qui una coerenza stilistica tra cassa, trattamenti e quadrante che nella versione argento è meno esplicita.
Fondello
Il fondello porta incisa la grafica del 50° anniversario Eco-Drive e il numero progressivo dell’esemplare: ogni Photon è identificabile nella sua posizione all’interno della tiratura di 5.000 pezzi. La confezione riprende il motivo a fenditure del quadrante, portando lo stile di questi segnatempo celebrativi fino alla scatola. E non capita spesso.
Perché Eco-Drive compie 50 anni
Nel 1976 Citizen ha lanciato il primo orologio analogico al mondo alimentato dalla luce solare. Era un periodo in cui il mondo stava affrontando una crisi energetica e la ricerca di alternative alla batteria tradizionale aveva una motivazione concreta, non solo tecnologica.
Nel corso di mezzo secolo, Eco-Drive ha continuato a evolversi sul piano tecnico e su quello estetico. Oggi gli orologi Eco-Drive sono riconosciuti come la più grande evoluzione del quarzo, e insieme all’obiettivo di fare a meno della sostituzione della batteria, hanno in tempi remoti rappresentato una tra le prime iniziative di rispetto per l’ambiente che l’orologeria abbia mai espresso.
Prezzo e disponibilità in Italia
Il Citizen Eco-Drive Photon BJ6560-53W è in vendita a 890 euro; il BJ6569-59X a 990 euro. Entrambi appaiono già presso i rivenditori autorizzati Citizen in Italia. Per maggiori informazioni, clicca qui per visitare il sito web ufficiale.
Domande Frequenti (FAQ)
Quanto costa il Citizen Eco-Drive Photon?
Due versioni: il BJ6560-53W costa 890 euro e il BJ6569-59X costa 990 euro. Entrambi sono edizioni limitate a 5.000 esemplari ciascuno in tutto il mondo, con lancio previsto per autunno-inverno 2026.
Che differenza c’è tra BJ6560-53W e BJ6569-59X?
Il BJ6560-53W ha la cassa in colore argento con trattamento Duratect al carburo di titanio e lancetta dei secondi gialla, al prezzo di 890 euro. Il BJ6569-59X combina nero e oro con Duratect DLC e Duratect Amber Yellow – il trattamento superficiale più duro della famiglia – e lancetta viola, al prezzo di 990 euro. I 100 euro di differenza riflettono il costo dei trattamenti aggiuntivi.
Quanto dura la carica del Citizen Eco-Drive Photon?
Con una carica completa, il calibro E036 garantisce 365 giorni di autonomia: l’orologio funziona un anno intero anche in assenza totale di luce. Nell’uso quotidiano, con le normali sorgenti luminose, l’accumulatore si mantiene costantemente carico.
Il Citizen Eco-Drive Photon ha una batteria da cambiare?
No. Al posto di una batteria usa un accumulatore ricaricabile che si carica con la luce. Non è sostituibile come una batteria tradizionale: è progettato per durare nel tempo senza manutenzione ordinaria. Se dovesse deteriorarsi nel corso degli anni, l’intervento si effettua in assistenza autorizzata, come qualsiasi revisione di un orologio.
Si ricarica anche con la luce artificiale?
Sì. La tecnologia Eco-Drive converte in energia qualsiasi fonte luminosa, inclusa la luce debole di una lampada da scrivania, di un neon da ufficio o di una luce domestica. La ricarica è più lenta rispetto alla luce solare diretta, ma avviene comunque.
Si può fare il bagno con il Citizen Eco-Drive Photon?
L’impermeabilità è di 5 bar, sufficiente per la pioggia, gli schizzi e il lavaggio delle mani. Non è però un orologio da immersione: è meglio evitare la piscina, il mare o la doccia prolungata. Il bracciale integrato in Super Titanium è robusto, ma 5 bar è una certificazione per uso quotidiano, non per attività acquatiche.
Meglio un Eco-Drive o un automatico?
Dipende da cosa cerchi. Un automatico si ricarica con il movimento del polso, ha un meccanismo visibile di grande fascino e non richiede luce per funzionare. Un Eco-Drive come il Photon non ha parti meccaniche in movimento, è preciso, non ha batterie da sostituire e si ricarica da solo con qualsiasi luce. Chi vuole un orologio senza manutenzione ordinaria tende a preferire la tecnologia solare; chi apprezza la complessità del meccanismo e l’estetica degli automatici difficilmente cambia.
La mia opinione sul Citizen Eco-Drive Photon
Non è l’estetica l’ispirazione che ha guidato la creazione del Photon. È la tecnica. Mettere un quadrante quasi interamente metallico su un orologio solare sarebbe stato impossibile sui primi Eco-Drive degli anni ’70: non c’era un movimento capace di funzionare con la luce residua che filtra tra quelle fenditure. Oggi il calibro E036, con 365 giorni di autonomia a piena carica, cambia completamente le dimensioni del problema: è possibile progettare il quadrante che vuoi, perché anche se ne arriva poca, ne basta molta di meno.
La riserva critica riguarda la leggibilità, ma va inquadrata bene. Due piani metallici sovrapposti, fenditure, colori strutturali che cambiano con la luce: è un quadrante che chiede un attimo di adattamento visivo, e sarebbe disonesto negarlo. Detto questo, osservandolo, penso che Citizen non abbia ignorato il problema: l’anello esterno del quadrante è sufficientemente ampio da ospitare gli indici in modo pulito, e le lancette che vi scorrono sopra si distinguono senza fatica. Non è la lettura immediata di un quadrante monocromatico, ma la soluzione c’è e funziona. Con un quadrante così emblematico per un anniversario del genere, non puoi avere tutto: la complessità visiva è il prezzo del progetto, e Citizen ha fatto il possibile per contenerlo senza snaturarlo.
Chi dice di amare gli orologi e guarda il quarzo dall’alto in basso di solito non ha ancora capito dove si trova la passione: non nel tipo di movimento, ma in quello che c’è dietro la sua creazione. Quindici anni fa neanche io volevo sentirne parlare. Un giorno di ormai molto tempo fa, ho smesso di fare lo snob e ho iniziato a guardare i progetti. Eco-Drive – sviluppato come molto di ciò che proviene dal Sol Levamte attraverso la filosofia giapponese del Kaizen, il miglioramento continuo che non si ferma mai – è rimasto per cinquant’anni sulla vetta di quello che la tecnologia solare sa fare.
Una domanda su cui riflettere: se Citizen avesse potuto costruire questo quadrante sin dal 1976, lo avrebbe fatto – o la complessità del Photon è figlia necessaria dei 50 anni di sviluppo che ci separano da quel primo orologio solare?





