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Classe da Vendere: Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second

Ecco la recensione di un orologio che non è vistoso, ma tremendamente di gusto. E quella magica lancetta dei secondi morti che scatta sul quadrante?

di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second

Qualche mese fa ho accompagnato un amico ad acquistare un orologio che non so se apprezzare più per l’estetica talmente fine tanto da farlo quasi passare inosservato o per la lancetta dei secondi che si muove a scatti come in un banale quarzo.

Dal titolo e dalla prima immagine è evidente che mi riferisco a un Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second, ma quando un orologio riesce a emozionarmi, e soprattutto a farlo in punta di piedi, dirlo per me viene davanti a tutto.

vista frontale Geophysic True Second

Il classico che non impegna. La sua cassa in acciaio misura poco meno di 40 mm, ma sfiorando i 12 di spessore non veste troppo sottile; insomma non è come potrebbe sembrare un orologio da sera. Un motivo in più per portarlo a spasso tutti i giorni, basta solo che non si tratti di compiti gravosi. A chi interessano le sue origini, il primo Geophysic è stato creato da Jaeger-LeCoultre nel 1958 per celebrare il 125° anniversario dell’Anno geofisico internazionale, e è stato costruito in pochi esemplari.

Di classe quindi anche per tradizione, il Geophysic True Second differisce dal suo progenitore per gli indici del quadrante cui i numeri arabi presenti ai quattro punti cardinali sono stati sostituiti, come per i restanti, da sottili indici a bastone. Sono appoggiati su un quadrante che “sembra bianco“, ma che invece essendo in tinta argentèe con rifinitura grenage si intona bene con tutto il resto. Fedeli al primo Geophysic sono invece i puntini luminescenti disposti sul rehaut in corrispondenza delle ore. La data, piccola e circondata da un riquadro, con il proporzionato doppio indice delle ore 9 dalla parte opposta non la noti quasi.

cassa lato Geophysic True Second

NOTA: In questi giorni la Maison è uscita con una nuova versione – la REF. 8018480 – limitata a soli 100 esemplari con un quadrante blu oceano a soleil molto bello, come lo sono generalmente tutti i quadranti di quella cromia e fattura. Abbinato a un cinturino in cuoio testa di moro con impunture in evidenza ha guadagnato in tono e sportività, ma a mio avviso ha perso parte della sua classe. Fino ad esaurimento è comunque un’alternativa da considerare; così costa 800 euro in più.

due Geophysic True Second

True Second e il Calibro 770
True second è un altro modo per nominare i secondi morti e la magia che impreziosisce la rappresentazione degli altrimenti chiamati terzi. Starei delle ore a guardare quella lancetta scattare un secondo alla volta. È una finezza orologiera e sostanzialmente lo è per due motivi: 1) Riprende lo stesso comportamento dei primi orologi meccanici che a cavallo della fine del ‘600 iniziavano a presentare secondi che scattavano una alla volta per permettere di contarli meglio. 2) Perché oggi in un Calibro cui bilanciere oscilla a 28.800 alternanze all’ora, l’unico modo per muovere così lentamente i secondi è fornire al movimento un meccanismo parallelo e indipendente. Qui nel blog Orologi di Classe amiamo alla follia questa complicazione.

meccanismo Geophysic True Second
sulla sinistra il bilanciere Gyrolab e a fianco il meccanismo True Second (secondi morti)

Sopra il dispositivo dei secondi morti a bordo del Calibro 770 di manifattura affiancato al bilanciere proprietario Gyrolab che a differenza di tutti gli altri non è circolare per risentire meno mentre oscilla della resistenza che oppone l’aria e per consumare meno energia. Ed ecco un breve video per dare la possibilità di gustare i true second!

Foto e video sono stati raccolti frettolosamente ma credo che rendano l’idea, o spero che incuriosiscano abbastanza per far venire la voglia di prenderne uno tra le mani. In conclusione il Jaeger-LeCoultre Geophysic True Second è uno degli orologi che oggi mi piacerebbe possedere.

movimento Geophysic True Second

Il mercato offre un’ampia scelta di orologi a secondi morti, alcuni davvero top e costosissimi come il One Hertz dei fratelli Grönefeld, e rimanendo in un contesto quasi famigliare anche i più abbordabili di tutti che sono realizzati da Habring2.

Il Geophysic che ha un prezzo di listino di 9.300 euro – tutto sommato non eccessivo per marchio, fattura, e complicazione offerti – con quell’aria così “apparentemente semplice” ma curato nei suoi pochi dettagli – rappresenta oggi una delle scelte più interessanti.

 

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Commenti

  1. Semplicità eleganza equilibrio e, onestamente, una gran bella cassa che rende onore al calibro 770. Bellissimo il rotore con logo JlC in oro 22k. Il quadrante e la proporzione di indici e lancette lasciano onestamente quasi senza parole. Tutto molto semplice ma molto raffinato. I secondi morti sono una vera chicca e questo jaeger-lecoultre invita veramente con un prezzo molto molto interessante. Anche il fondello avvitato (ricorda alcuni fondelli PP calatrava) rappresenta una garanzia per la portabilità quotidiana. Grazie Massimo dei tuoi articoli e complimenti al tuo amico.

  2. Ma 9300€ base per un solo acciaio anche se di maison ed a ssecondi morti, a mio avviso, lasciano un pò perplessi.

  3. Il mio commento non vuole essere di carattere tecnico ma puramente estetico. Trovo questo orologio dotato di una classe che non vuole essere sfacciata ed appariscente ma che proprio per questo conquista. E poi i secondi morti sono la ciliegina sulla torta.

  4. Grazie per il commento Gia! Posso chiederti come mai i 9.300€ ti lasciano un po’ perplessi? Potresti indicare qualche alternativa più abbordabile al Geophysic True Second di pari livello per marchio, fattura, e complicazione dei secondi morti? Grazie

  5. La pulizia del quadrante la semplicità apparente del complesso è una dote della maison. Chi cerca altro in un orologio da polso deve tralasciare.
    Molto annia addietro rimasi colpito da un le coultre praticamente, simile nelle sue caratteristiche, al polso di un noto commerciante di Bologna.
    Ne rimasi colpito ma lo ricordo ancora. Se lo trovassi ora potrei tentare una offerta.

    1. Grazie per il commento Umberto! Fortunatamente oggi con internet è immensamente più facile e rapido sia reperire informazioni sia – budget permettendo – acquistare quasi qualsiasi orologio. In bocca al lupo per il tuo!

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