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Con calma! Grönefeld One Hertz secondi morti indipendenti

Una complicazione a sè sviluppata dai due fratelli olandesi orologiai indipendenti senza ricorrere a meccanismi a forza costante o remontoir d'égalité

di Massimo Scalese 3 MIN LETTURA

 

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La passione per gli orologiai indipendenti punta oggi sulla cittadina Oldenzaal sita a circa centocinquanta chilometri a Est di Amsterdam. E’ lì che lavorano i fratelli Tim e Bart Grönefeld che proseguono a onorare le tradizioni di una famiglia di orologiai che ebbe inizio nel lontano 1912.
Tim e Bart si sono formati in Svizzera: dopo aver realizzato in forma privata per importanti Maison alcuni orologi complicati uscirono nel 2008 con il GTM-06 un tourbillon e ripetizione minuti.

Grönefeld – il quadrante di One Hertz

Come spesso accade tra gli orologiai indipendenti, essi hanno però trovato quest’anno la loro strada per esprimere l’Alta Orologeria con un segnatempo di tutt’altra natura: il suo nome è One Hertz, il primo orologio con secondi morti indipendenti.

Che cosa sono i secondi morti?

Per quanto sia una complicazione rara a vedersi, non è una novità: i secondi morti, in francese “secondes mortes”, derivano da altri meccanismi a forza costante o remontoir d’égalitéqui potrai saperne di più. In pratica sono quel meccanismo che permette di vedere avanzare la lancetta non in un modo apparentemente uniforme, ma facendola invece saltare con flemma da un indice all’altro – secondo per secondo. Un comportamento difficile da creare con un movimento meccanico, ma “di serie” su quasi tutti i movimenti al quarzo. Anche per colpa di quest’ultimo i secondi morti sparirono dalla circolazione negli anni ’80.

I secondi morti indipendenti di Grönefeld One Hertz 1912

Tim e Bart spiegano che è difficile crearli in un segnatempo senza una forza costante: l’attrito del meccanismo deve essere minimo per non interferire con lo scappamento. (ndr: compromettendo perciò la sua funzione di regolatore). I due fratelli hanno trovato la soluzione sviluppando un modulo dei secondi morti indipendenti guidato da un ruotismo e da un bariletto a parte. In pratica i secondi sono mossi da una molla di carica, le ore e minuti da un’altra garantendo al sistema una resistenza impercettibile e nessun effetto collaterale sia sullo scappamento e sia sull’oscillazione libera del bilanciere.

Grönefeld One Hertz a secondi morti indipendenti

I due bariletti sono caricati simultaneamente dalla corona che presenta uno scatto per regolare l’ora, un’altro per caricare il movimento con un indicatore delle due opzioni visualizzato sul quadrante a ore 3. Una piccola lancetta posizionata nella parte superiore del sottoquadrante dei secondi morti che domina One Hertz, controlla la riserva di carica del Calibro di 60 ore. Le ore e i minuti sono nel sottoquadrante posto a ore 2.

Un po’ di caratteristiche tecniche: il movimento è composto da 285 elementi e vibra a 21.600 alternanze/ora. La platina è rodiata i ponti sono in acciaio inox smussati, micro pallinati, perlati nella parte superiore e incisi manualmente.
La cassa è in acciaio e misura 43 x 12.5 mm con viti di sicurezza in oro e lunetta lucidata. I due cristalli di zaffiro sono curvi con trattamento antiriflesso all’interno. E’ impermeabile fino a 30 metri di profondità. La corona ha il logo “G” inciso, il cinturino è in alligatore con fibbia in acciaio.

Tim e Bartel Grönefeld orologiai indipendenti

One Hertz 1912 è dedicato alla memoria del nonno orologiaio e disponibile in edizione limitata di 12 esemplari solo su ordinazione a “subscription” cioè versando un acconto.

Con “un ciclo” al secondo i suoi secondi morti indipendenti non potevano certo prendersela più calma di così…

contaminuti

 

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