Moritz Grossmann TEFNUT 36: il quadrante turchese nato da una tecnica dell’Ottocento

Solo 12 esemplari, 36 mm e un quadrante lavorato a mano con una rara tecnica di argentatura del XIX secolo: così Moritz Grossmann celebra i 200 anni dalla nascita del suo fondatore.

di Massimo Scalese – Pubblicato il 11 agosto 2026 – 5 MIN LETTURA
di Massimo Scalese – Pubblicato il 11 agosto 2026 – 5 MIN LETTURA

Moritz Grossmann TEFNUT 36 Silver-Plated by Friction Turquoise Blue.

Se guardi il nuovo Moritz Grossmann TEFNUT 36 Silver-Plated by Friction Turquoise Blue, la prima cosa che noti è quel blu turchese quasi polveroso. Ma il vero motivo per cui questo quadrante merita attenzione non è il colore. È il modo in cui nasce.

Per celebrare i 200 anni dalla nascita di Moritz Grossmann, la manifattura di Glashütte ha scelto una tecnica del XIX secolo che oggi soltanto pochi specialisti padroneggiano ancora: l’argentatura a freddo, vale a dire un’argentatura per frizione, una tecnica altamente manuale a cui ciascuno aggiunge il suo segreto. Il risultato è un’edizione limitata a soli 12 esemplari, apparentemente semplice e in realtà molto più complessa di quanto suggeriscano ore, minuti e piccoli secondi.

Un quadrante che nasce per frizione

La base del quadrante è in argentone. Per ottenere quella particolare superficie opaca e vellutata, gli artigiani lavorano a mano polvere d’argento, sale, tartaro e acqua, applicandoli progressivamente con un piccolo pennello. Come dicevo, non esiste una ricetta unica: ciascuno aggiunge/modifica gli ingredienti, azioni che possono avere anche effetti evidenti sul prodotto finito.  Il procedimento viene ripetuto finché la superficie non assume una grana finissima e una tonalità argentea uniforme.

Quadrante del Moritz Grossmann TEFNUT 36 con numeri romani turchesi e lancette azzurrate
Il quadrante argentato per frizione del Moritz Grossmann TEFNUT 36, con numeri romani turchesi e lancette azzurrate a mano.

Qui serve esperienza vera: troppo materiale o troppo poco sono sufficienti per alterare il risultato. Ed è proprio questa componente manuale a rendere interessante una tecnica ottocentesca che Moritz Grossmann ha deciso di riportare nei propri laboratori.

Solo alla fine entra in scena il colore. La superficie viene rifinita e assume una tonalità blu con una componente verde che, grazie alla particolare struttura dell’argentatura, cambia sensibilmente secondo l’angolo da cui la osservi. Ecco perché nelle immagini il quadrante può sembrare ora azzurro, ora turchese, ora quasi argento freddo.

I dettagli che fanno la differenza

I numeri romani incisi sono laccati in blu. In nero trovi invece il logo storico “M. Grossmann” del 1875, la minuteria, la scala dei piccoli secondi e la scritta Made in Germany. Le lacche vengono applicate prima dell’argentatura, cotte in forno e quindi protette per evitare che le successive lavorazioni possano danneggiarle.

Dettaglio dell'argentatura a freddo del quadrante Moritz Grossmann TEFNUT 36
La superficie finemente granulosa ottenuta con la tradizionale argentatura per frizione, tecnica del XIX secolo riportata in vita da Moritz Grossmann.

Anche le lancette sono prodotte internamente. Vengono sagomate e rifinite a mano, con punte sottilissime, per assumere infine la loro tonalità blu attraverso la tradizionale azzurratura termica dell’acciaio. Su un orologio così essenziale sono proprio questi particolari a fare la differenza: non c’è praticamente nulla dietro cui nascondersi.

36 millimetri: una scelta che ha senso

La cassa è in acciaio, misura 36 mm di diametro e appena 8,5 mm di spessore. Per me è una delle scelte più riuscite di questo TEFNUT: non c’è alcun bisogno di aumentare le dimensioni quando il vero spettacolo è nella qualità delle superfici e nelle proporzioni.

Le anse sono sottili, la corona conserva la caratteristica scanalatura trasversale e il cinturino è in pelle di kudu grigia cucita a mano. L’insieme ha un’eleganza molto sassone: niente cerca di impressionarti a forza, ma più lo osservi e più emergono dettagli.

Moritz Grossmann TEFNUT 36 da 36 mm indossato al polso
Con 36 mm di diametro e 8,5 mm di spessore, il TEFNUT 36 conserva proporzioni classiche e una presenza molto discreta al polso.

Il Calibro 102.1 è Alta Orologeria sassone

Dal fondello in zaffiro si vede il Calibro di manifattura 102.1 a carica manuale. È spesso appena 3,45 mm, conta 188 componenti e 22 rubini, tre dei quali montati in chaton d’oro avvitati. Lavora a 21.600 alternanze/ora e offre 48 ore di riserva di carica.

L’architettura segue il linguaggio tecnico di Grossmann: movimento a pilastri con platina a tre quinti, ponte del bilanciere a gradino, vite micrometrica Grossmann e chaton rialzati. Il ponte del bariletto porta le caratteristiche decorazioni dell’orologeria di Glashütte, mentre quello del bilanciere è inciso a mano con un motivo floreale e, per il bicentenario, con la speciale scritta “1826”.

Calibro manuale Moritz Grossmann 102.1 visibile dal fondello del TEFNUT 36
Il Calibro di manifattura 102.1: platina a tre quinti, chaton d’oro avvitati e ponte del bilanciere inciso a mano con la speciale marcatura 1826.

Sono dettagli che spiegano bene perché l’Alta Orologeria di Glashütte non debba essere considerata semplicemente una variante di quella svizzera. Ha sviluppato una propria grammatica tecnica ed estetica e, in alcuni casi, caratterizzata da un comprovata superiorità estetica e funzionale.

Perché Moritz Grossmann conta ancora oggi

Moritz Grossmann nacque a Dresda nel 1826 e nel 1854 fu Ferdinand Adolph Lange a convincerlo a stabilire il proprio laboratorio a Glashütte. Non fu soltanto un grande orologiaio: fu tecnico, autore, studioso e soprattutto uno degli uomini che trasformarono quel piccolo centro sassone in una vera scuola di pensiero. Nel 1878 fondò la Scuola Tedesca di Orologeria di Glashütte.

La sua eredità non si basa solo perchè è un nome del passato. Il bilanciere Grossmann, per esempio, nasceva dalla ricerca di una massa contenuta e di una ridotta resistenza aerodinamica, consentendo al tempo stesso di intervenire con precisione sul momento d’inerzia. E alcune delle sue idee continuano ancora oggi a ispirare i calibri della manifattura.

Ne avevo raccontato più diffusamente parlando del Moritz Grossmann ATUM – “L’Orologio del Professore”, mentre proprio quest’anno il bicentenario è al centro della mostra Grossmann200 inaugurata al Museo Tedesco dell’Orologeria di Glashütte.

Ed è qui che questo TEFNUT 36 trova il suo senso. Non tenta di copiare un orologio del 1870. Prende una tecnica antica, ne conserva tutta la complessità artigianale e la porta nel presente attraverso un colore che rende immediatamente contemporaneo un segnatempo dalla costruzione profondamente tradizionale.

Prezzo e disponibilità

Il Moritz Grossmann TEFNUT 36 Silver-Plated by Friction Turquoise Blue, referenza MG-004153, sarà realizzato in appena 12 esemplari. Il prezzo è di 29.000 euro IVA esclusa.

È un orologio per pochi, certamente. Ma il suo interesse non sta soltanto nell’essere uno dei dodici: sta nel modo in cui riesce a riportare una lavorazione ottocentesca dentro un segnatempo contemporaneo senza trasformarlo in un esercizio nostalgico.

Tu cosa preferisci in un orologio celebrativo: una replica fedele del passato oppure, come in questo TEFNUT 36, una tecnica storica reinterpretata con un linguaggio completamente contemporaneo?

Scheda tecnica Moritz Grossmann TEFNUT 36 Turquoise Blue

  • Referenza: MG-004153
  • Cassa: acciaio, 36 mm × 8,5 mm
  • Quadrante: argentone, argentatura per frizione eseguita a mano, dettagli neri e blu
  • Lancette: acciaio lavorato manualmente e azzurrato termicamente
  • Movimento: Calibro di manifattura 102.1, carica manuale
  • Frequenza: 21.600 alternanze/ora
  • Riserva di carica: 48 ore
  • Componenti / rubini: 188 / 22, di cui 3 in chaton d’oro avvitati
  • Vetro e fondello: zaffiro, trattamento antiriflesso su un lato
  • Cinturino: kudu grigio cucito a mano, fibbia ad ardiglione in acciaio
  • Edizione: 12 esemplari
  • Prezzo: 29.000 euro IVA esclusa

 

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Commenti

  1. Che spettacolo di orologio, assolutamente adorabile e con una sua non scontata originalità. É per questo che sono innamorato dell’alta orologeria di Glashutte. Moritz Grossman esprime la sua visione senza scimmiottare A. Lange & S. Entrambe hanno il merito di superare la Holy Trinity nella bellezza delle finiture fatte a mano e nel rispettare l’essenza della tradizione più pura.
    Complimenti per l’articolo e per avere a cuore questa meravigliosa arte.

    1. Grazie davvero, è un commento che condivido molto. Una delle cose che trovo più affascinanti dell’Alta Orologeria di Glashütte è proprio il fatto che le sue migliori manifatture riescano a parlare la stessa lingua senza necessariamente copiarsi.

      Moritz Grossmann, in particolare, ha sviluppato un’identità molto precisa e questo TEFNUT ne è un bellissimo esempio. Anche perché l’argentatura a freddo del quadrante appartiene a una tradizione sassone che merita di essere ricordata meglio.

      A questo proposito va dato merito anche a Glashütte Original, spesso ingiustamente sottovalutata. La manifattura aveva già recuperato e utilizzava questa antica tecnica molti anni prima: nel 2014 durante uno dei miei viaggi a Glashütte, ebbi anche la fortuna di vederla eseguire per me in manifattura e di fotografare un disco appena argentato. E da anni ha a catalogo segnatempo come il Senator Chronometer o il maestoso Helwig Tourbillon, con questi quadranti.

      Per quanto mi risulta, invece, A. Lange & Söhne dalla sua rinascita moderna non ha mai impiegato l’argentatura a frizione per i propri quadranti. Lange, Grossmann e Glashütte Original percorrono quindi strade differenti, ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono così interessante l’orologeria sassone.

      E sì: al di là delle gerarchie consolidate e dei nomi che attirano maggiormente l’attenzione, Glashütte Original lavora da molti anni a livelli di manifattura e di artigianalità che meritano ben altra considerazione.

      Grazie ancora per il bellissimo commento e per avere colto perfettamente lo spirito dell’articolo.

  2. Buongiorno Massimo
    Che dire di questo Meraviglioso Moritz Grossmann?
    Non c’è che togliersi il cappello ed ammirarlo nei minimi particolari.
    Partendo dal quadrante… hai detto tutto te, solo pochi riescono a creare un simile finitura.
    Mantenendo intatta l’estetica classica complessiva dei modelli Moritz Grossmann, i tecnici sono riusciti a ricreare un orologio nuovo.
    Massimo, sai che mi piace analizzare tutti i dettagli, e l’unica particolarità del quadrante che avrei cambiato è il marchio. Avrei usato il marchio inserito nella linea Benu (in pratica con il semicerchio centrale e la scritta Glashütte I/SA).
    Le sfere sono uniche, una meraviglia per gli occhi.
    Passando al Calibro di manifattura 102.1: un meraviglioso carica manuale, platina a tre quinti, e ponte del bilanciere inciso a mano, cosa vuoi di più?
    Ennesima dimostrazione della grande scuola Sassone.
    Grazie

    1. Grazie per il commento! Pareri personali a parte dimostra che non solo sei un grande appassionato, ma sei pure molto documentato.

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