Google AI confonde la spirale Breguet con un contraccettivo: quando l’intelligenza artificiale non è così intelligente

Quando l'intelligenza artificiale sbaglia tutto sui meccanismi degli orologi

di Massimo Scalese 5 MIN LETTURA

 

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Illustrazione satirica asino con logo Google tra orologi da tasca per errori AI orologeria

Come ti sarai accorto, da qualche settimana Google AI – con lo slogan How we’re making AI helpful for everyone – è arrivato stabile anche in Italia. E starai pensando: “Ma Massimo, il caldo ti ha dato alla testa? Tu da oltre 15 anni scrivi di orologi non di intelligenza artificiale!

Breve inciso: nonostante scrivere (anche per un umile blogger come me) abbia un indirizzo umanistico, ti confesso che la tecnologia è il mio Dr. Jekyll o Mr. Hyde, dipende da come si guardano le cose. Non starò qui a incensarmi, dirò solo che appena ho un attimo di tempo, come se già non bastassero tutte le ore che passo davanti allo schermo per gli orologi, mi piace smanettare, per cui – tra l’altro –  se qualche volta una pagina ti si inceppa potrebbe essere colpa mia.

Andando al dunque: qualche giorno fa, eseguendo delle ricerche su Google, dopo un po’ mi sono accorto che in testa ai risultati c’era sempre la risposta di Google AI. Così, con lo stesso ghigno di Paperinik, ieri mi sono detto: “Proviamo a vedere quanto Google ne sa di orologeria“, ovviamente pensando – come lo penso ora – che ne sapesse molto più di me.

Ecco le tre domande/risposte più interessanti che mi ha dato.

Primo strafalcione: La ripetizione minuti “digitale”

Screenshot Google AI errore ripetizione minuti sincronizzazione fonte esterna

Domanda: “Come sincronizza l’ora la ripetizione minuti?”

Risposta Google AI: La ripetizione minuti non sincronizza l’ora con una fonte esterna come fanno gli orologi digitali. La ripetizione minuti è una complicazione meccanica che indica l’ora tramite suoni, su richiesta, usando suonerie che battono a seconda della posizione delle lancette. Il meccanismo è indipendente e non riceve aggiornamenti da sorgenti esterne…

Il problema: Google AI ha completamente frainteso la domanda, pensando che chiedessi della sincronizzazione con fonti esterne tipo GPS o radio. Ha risposto a una domanda che non era stata fatta, e nel contesto di una complicazione come la ripetizione minuti che è il Santo Graal della meccanica orologiera: ha preso fischi per fiaschi!

La risposta corretta: La ripetizione minuti suona l’orario grazie a un meccanismo che legge l’ora direttamente dagli ingranaggi interni, non dalle lancette. Quando attivi il cursore, delle leve toccano delle camme che indicano quante ore, quarti e minuti devono essere suonati. I rintocchi gravi indicano le ore, quelli doppi i quarti e quelli acuti i minuti. Finché l’orologio è ben regolato, i suoni corrisponderanno sempre esattamente all’ora indicata.

Secondo strafalcione: Il cronografo che si “aggancia”

Screenshot Google AI errore cronografo che salta per agganciarsi al meccanismo

Domanda: “Perché alcuni cronografi saltano quando si avviano?”

Risposta Google AI: Alcuni cronografi possono sembrare saltare all’avvio a causa di come funziona la loro meccanica. In particolare nei cronografi meccanici la lancetta dei secondi del cronografo potrebbe non muoversi uniformemente all’inizio, ma fare un piccolo “salto” per agganciarsi al meccanismo di misurazione del tempo…

Il problema: La spiegazione è tecnicamente errata.

La risposta corretta: Il cronografo non deve “agganciarsi” a nessun meccanismo – è già meccanicamente collegato attraverso gli ingranaggi. Il vero motivo del salto è il gioco (spazio) tra i denti degli ingranaggi che deve essere recuperato all’avvio, più l’inerzia delle parti ferme che devono mettersi in movimento. È come dire che un’auto sobbalza perché “deve collegarsi alle ruote” – non ha senso meccanicamente. La conclusione che sia normale è giusta, ma la spiegazione del fenomeno è completamente sbagliata.

Terzo strafalcione: La spirale Breguet “contraccettiva”

Screenshot Google AI confonde spirale Breguet orologio con spirale contraccettiva IUD

Domanda: “Perché la spirale Breguet non è sempre superiore?”

Risposta Google AI: La spirale Breguet, pur essendo una soluzione contraccettiva efficace, non è sempre la scelta migliore per tutti. Questo perché l’efficacia e la tollerabilità possono variare a seconda delle caratteristiche individuali… [seguiva un lungo discorso sui dispositivi IUD]

Il problema: No comment. Google AI ha confuso la spirale Breguet (componente del movimento di un orologio meccanico di alta fascia) con la spirale contraccettiva (dispositivo medico IUD).

La risposta corretta: La spirale Breguet è la molla a spirale con curva terminale speciale inventata da Abraham-Louis Breguet per gli orologi. Migliora l’isocronia del bilanciere facendo “respirare” la spirale in modo più concentrico. Non è sempre superiore perché è più difficile da produrre, costosa, e in alcuni calibri moderni le spirali in silicio piatte ottengono risultati migliori.

Tuttavia, prima dell’arrivo del silicio, la spirale Breguet è stata per secoli (precisamente fino agli inizi degli anni 2000) la soluzione migliore per migliorare l’isocronismo del bilanciere. Il tutto riguardo a un componente di un movimento meccanico apparentemente semplice, che invece è un grattacapo che pochissimi marchi riescono a produrre internamente. Non male per un’invenzione che quest’anno compie 230 anni.

Conclusioni

Al di là dei risultati che, come puoi vedere e leggere, sono opinabili, non grido vittoria: Google ha fatto un grosso capitombolo come chi inizia a camminare (in italiano). Per quanto – almeno per qualche ora, probabilmente se questo articolo arriverà allo staff italiano del Gigante di Mountain View correggerà prontamente l’errore – non voglio fare retorica da quattro soldi, invece sottolineare – come gli esperti SEO fanno da mesi – che la qualità delle ricerche fatte su Google è oggi sotto zero anche per il settore dell’orologeria.

Non ci vuole un genio per accorgersi che quello che gli utenti apprenderanno da Google AI – e capisco che poi, ricevuta la risposta, escano senza visitare un articolo di un sito che sta molto più in basso – è molto discutibile.

Chiunque abbia una penna in mano, sia vera che digitale, può inserire i propri bias e influenzare a questo punto i risultati. Insomma, Google AI potrebbe divulgare delle mini-bufale, per quanto innocue. Questo accadeva anche prima, ma per lo meno avevi un elenco di risultati e leggendoli potevi farti una tua opinione. Ora l’opinione coercitiva è quella che ti dà l’AI.

In definitiva, Google correggerà presto questi assurdi strafalcioni: se fai le stesse domande in inglese con un IP anglofono troverai già le risposte esatte (più o meno). Ma ormai il danno è fatto e la direzione è questa.

Che ne pensi? Ora come nel passato ti sei sempre fidato di quello che ti dice Google?

Racconta la tua esperienza in un commento e se questo articolo ti è sembrato interessante condividilo così come le immagini.

 

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