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Anteprima: Glashütte Original Seventies Panorama Date

La Maison di Glashütte presenta un nuovo orologio automatico che si ispira alle iconiche linee degli anni 70. Calibro e finiture seguono alla perfezioni gli alti standard di manifattura

di Massimo Scalese 3 MIN LETTURA

 

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“Evviva! E’ appena nato l’ultimo dei nostri fratelli! Il suo nome è Seventies Panorama Date! “

L’annuncio, con toni bassi e marcato accento sassone, è di “Sua Maestà” Assmann 4 in persona, il Tourbillon Regolatore a ore retrograde – leader indiscusso delle collezioni Glashütte Original (125.000 Eur) – che si rivolge ai suoi fratelli “minori”, tutti ordinatamente disposti nelle teche intorno alla grande hall del pian terreno della manifattura…

Deliri a parte della mia mente deviata dalla passione per gli orologi meccanici, questa deve essere stata comunque all’incirca la reazione che ha suscitato – “in casa” Glashütte Original – il Seventies Panorama Date: un nuovo orologio di manifattura che già dai primi vagiti lascia trasparire un’enorme personalità.

Glashütte Original Seventies Panorama Date

Orologi di Classe te lo presenta oggi in anteprima mondiale.

A poco più di un mese da Baselworld 2011, a Glashütte hanno voluto dare un assaggio della fantasia che ha caratterizzato nei mesi passati quest’ultimo progetto. Come già si evince dal suo nome, egli ci riporta indietro direttamente negli anni ‘70.
Quell’indimenticabile periodo ha lasciato ovunque un segno indelebile: avevamo da poco conquistato lo spazio, la rivoluzione studentesca era ancora in atto, la musica i costumi e l’abbigliamento sottolineavano la libertà e il volerla mantenere a tutti i costi, una generazione di giovani iniziava a esplorare il mondo.
Le automobili e gli oggetti, orologi compresi, presentavano superfici addolcite da curve arrotondate e da profili marcatamente aerodinamici.

Seventies Panorama Date riprende il glamour che si respirava in quegli anni e con grande carattere si rivolge a chi, non volendo scendere a compromessi su eleganza, finiture, e meccanismi, cerca qualcosa di veramente diverso dalla norma.

Glashütte Original Seventies Panorama Date (clicca per ingandire)

La cassa in acciaio è a forma di cuscino e misura 40 mm; le spallette di protezione della corona si integrano alla perfezione con il profilo della carrure. Il quadrante, a seconda dei tre modelli, è in German silver galvanizzato argento, rutenio o blu. La versione argento presenta una finitura opaca, quella in rutenio una superficie decorata a raggi di sole, mentre la versione blu mostra tonalità diverse: nella parte centrale esse sono più chiare per poi gradatamente diventare più scure ai bordi. Gli elegantissimi indici applicati e le lancette possono essere in oro bianco o rosa. Tra il centro e ore 6 troneggia la finestra della Grande Data, uno dei simboli identificativi del marchio. Per favorire un elevato confort, il vetro in zaffiro del fondello è incurvato.

Il bracciale lucido e satinato – anch’esso in acciaio – completa il look anni ’70. E’ realizzato con architettura a quattro maglie e avvolge con cura il profilo del polso; un brevetto protegge il suo esclusivo sistema di regolazione rapida. Su di esso, il logo a doppia G della Maison funge sia da chiusura, sia per attivare la regolazione fine della circonferenza del bracciale. Il sistema permette un’escursione totale di 8 mm in otto passi. Le maglie sono avvitate tra loro per non lasciare alcun interspazio e mantenere una stabilità – anche nel tempo – molto maggiore delle soluzioni che utilizzano i perni. Il meccanismo di doppia sicurezza della chiusura serve a prevenire aperture accidentali.

Glashütte Original Seventies Panorama Date

Sotto questo blocco di acciaio luccicante, dal taglio marcatamente vintage, batte il Calibro di manifattura automatico 39-47. Le sue finiture sono conformi agli standard Glashütte Original e visionabili dal fondello trasparente. Avrò modo di spiegarti in un altro articolo alcuni suoi segreti.

Un orologio che a Baselworld 2011 farà parlare molto di sé anche perché, quando sarà disponibile, costerà 9.050 Eur.

contaminuti

 

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Commenti

  1. Molto bello! Ricorda molto il Nautilus, in effetti.. Peró, conoscendo la qualità dei Glashütte, con un calibro di manifattura e pagandolo circa la metà…c’è da farci un pensierino..

    1. Si verissimo… la sua estetica ricorda parecchio il Nautilus, del resto il design di entrambi si ispira proprio alle linee di quel periodo.

  2. Davvero molto bello, il richiamo agli anni ’70 è evidente; tanto quanto la somiglianza con il Nautilus. Mi associo a Roberto, potendo scegliere tra questo gioiellino ed il più blasonato collega la differenza di prezzo potrebbe orientare all’acquisto del Glashütte, che del resto in quanto a manifattura non ha nulla da dimostrare.

  3. Non sono d’accordo; NON vedo analogie con il capolavoro di Patek Philippe.
    Mi sembra un’occasione sprecata, lo trovo davvero bruttino e poco adatto al mercato italiano.

    Nick

  4. Contaminuti
    parlaci un pò dei segreti del movimento.
    L’orologio è bello ed assomiglia al Nautilus (anche se sembra più piccolo). Cosa ne pensi del prezzo? sebbene elevato, è molto inferiore al Patek Philippe ma quest’ultimo ha dimostrato nel tempo di avere una straordinaria tenuta. Chissà se anche il Glashütte Original replicherà lo stesso risultato.
    ciao

    1. Ciao Giovanni. Sul movimento, come scritto nell’articolo, dedicherò un post a parte, anche perché la famiglia 39 possiede diverse declinazioni con differenti complicazioni in quella serie, tanto da essere di fatto molto diversi l’uno d’altro (numero di rubini, ponti, masse oscillanti). Purtroppo essendo il Seventies una novità assoluta non è ancora stata trasmessa nemmeno un immagine del fondello trasparente, dalla quale – per lo meno – ci potremmo fare un’idea visiva.

      La somiglianza con il Nautilus anche secondo me c’è: le somiglianze però sono, come i gusti, molto soggettive. Se fissi il quadrante del Seventies, ovviamente la Grande Data ti allontana di più da questa associazione; le spallette proteggi corona, insomma lo stile del gruppo cassa/bracciale ti ci riavvicina.

      Il prezzo? Beh, premetto – e l’ho scritto più volte – che quando osservi un pezzo di Alta Orologeria, quindi un opera d’arte, il prezzo non dovrebbe essere mai il primo criterio di valutazione: questo vale per tutti i marchi. Anche – come dici tu – la tenuta nel tempo segue – sempre per me – lo stesso ragionamento; altrimenti compreremmo solo due marche di orologi… una molto sportiva, l’altra molto classica.

      Alla luce di tutto ciò, per le finiture che offre solitamente un Glashütte Original, il prezzo è competitivo.

  5. e invece a me questo non piace…molto molto caro
    dopo il 39 Glashütte Original ha fatto calibri molto più “tedeschi”…platina a 3/4 e regolazione…se devo spendere 9000 euro voglio almeno un rotore decentrato…(cal. 90)

    ps ho la versione povera del 39 sul mio union…va molto bene…e l’ho pagato immensamente meno di 9k…

    1. Il Seventies è un orologio che si distacca – vedi già dal nome, e di molto – dai canoni di design contemporanei: ci sta quindi benissimo che possa piacere oppure no, sono d’accordo. Per il resto, un consiglio: prendilo nelle mani (fallo appena puoi). Ti reneraii conto – a partire dal bracciale che, di nuovo, viene difficile fare paragoni anche con le note Maison regine della lavorazione di questo metallo. Per quanto riguarda il movimento credo non siano proprio a tema – con il Seventies – gli esempi che riporti.

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