
Ogni grande marchio di orologeria ha il suo 10 e lode in pagella. Patek Philippe, per esempio, ha fatto della qualità acustica delle ripetizioni minuti una delle proprie firme. Audemars Piguet ha una storia straordinaria con i calendari perpetui e le grandi complicazioni. Vacheron Constantin eccelle da generazioni nell’arte dei movimenti ultrasottili, anche quando entrano in gioco complicazioni importanti.
E Glashütte Original?
Oggi Original Time, la rubrica mensile dedicata a Glashütte Original, ti parlerà proprio della personalità del brand.
Non sto facendo una classifica e non voglio stabilire chi sia più bravo di chi. Ma se dovessi indicare una caratteristica che ritorna spesso nella storia recente della manifattura sassone, sceglierei — perdona la ripetizione — proprio l’originalità.
Non tanto quella estetica, che pure non manca, quanto un modo particolare di pensare la meccanica.
Glashütte Original ha spesso preso ruote, leve, molle e complicazioni già appartenenti al vocabolario dell’orologeria tradizionale e si è chiesta: cos’altro possiamo farci?
Il risultato, in alcuni casi, sono stati orologi che non si limitavano a misurare il tempo in maniera diversa. Gli assegnavano compiti nuovi.
Questi cinque ne sono probabilmente gli esempi migliori.
PanoRetroGraph: il cronografo che conta all’indietro e poi suona
Partiamo dal 2000 e da un orologio che ancora oggi sembra provenire da un laboratorio nel quale agli ingegneri fosse stato concesso di complicarsi la vita senza troppi limiti.
Il PanoRetroGraph è un cronografo, ma può anche essere programmato per eseguire un conto alla rovescia fino a 30 minuti.
Fin qui potresti pensare a qualcosa che oggi qualsiasi smartphone fa in pochi secondi. Solo che qui non c’è elettronica.
Durante il countdown la lancetta centrale dei secondi e i dischi dei contatori procedono all’indietro. Quando arrivano a zero entra in scena un martelletto che colpisce un gong ricavato dal pieno e il calibro 60 produce tre rintocchi per avvisarti che il tempo impostato è terminato.
In pratica Glashütte Original aveva preso due mondi diversi – cronografo e suoneria – e li aveva messi al servizio di una funzione estremamente intuitiva: avvisare quando un intervallo di tempo è scaduto.
Il paradosso è che proprio questa meravigliosa complicazione tecnica contribuì a condannarlo. La realizzazione era talmente costosa da rendere poco sostenibile riproporre successivamente il PanoRetroGraph nella stessa forma.
Non sempre le idee migliori sono anche le più convenienti da produrre.
Approfondimento: Glashütte Original PanoRetroGraph
Senator Cosmopolite: non mostra semplicemente un secondo fuso
Con il Senator Cosmopolite l’approccio cambia, ma la filosofia resta simile.
Un normale GMT ti permette di seguire un secondo fuso orario. Un world timer cerca invece di rappresentare contemporaneamente buona parte del mondo.
Glashütte Original ha affrontato il problema da un’altra direzione: costruire un orologio da viaggio capace di gestire davvero le stranezze con cui sono organizzati i fusi orari terrestri.
Il Cosmopolite gestisce 35 fusi (precedentemente erano 37, ma dopo la sua uscita 2 sono stati amministrativamente cancellati, perciò rimossi anche dal calibro), compresi quelli sfalsati di mezz’ora e persino di tre quarti d’ora rispetto al GMT.
Le destinazioni vengono rappresentate attraverso codici aeroportuali IATA colorati in funzione dello scarto rispetto a Greenwich. Ma la parte più interessante arriva dopo: il calibro 89-02 tiene conto anche della distinzione tra ora legale e ora solare della destinazione.
Complessivamente il sistema contempla 93 differenti indicazioni.
È questo che secondo me rende interessante il Cosmopolite. Non cerca semplicemente di mettere più città possibile su un quadrante: prova a tradurre meccanicamente il modo reale in cui funziona il tempo civile nel mondo.
E questo è molto più complicato di quanto sembri.
Approfondimento: Glashütte Original Senator Cosmopolite
Senator Chronometer Tourbillon Premiere: mettere l’ora esatta a un tourbillon
Il tourbillon nasce per uno scopo completamente diverso, ma oggi è soprattutto una delle dimostrazioni più spettacolari di alta orologeria.
Glashütte Original ha pensato di aggiungergli qualcosa di molto meno appariscente e, proprio per questo, particolarmente intelligente: la possibilità di regolare l’orologio con estrema precisione.
Nel Senator Chronometer Tourbillon Premiere, quando estrai la corona, una frizione verticale arresta contemporaneamente il bilanciere e la gabbia del tourbillon. Quest’ultima viene quindi portata in maniera controllata fino alla posizione di zero secondi.
Ma il calibro 58-06 non si ferma qui.
Durante la regolazione, la ruota dei minuti compie 60 piccoli scatti nel corso di una rotazione completa, consentendo alla lancetta di posizionarsi esattamente sull’indice del minuto desiderato.
Quando richiudi la corona, l’orologio può quindi ripartire da zero secondi e dall’inizio esatto del minuto.
Sembra una sottigliezza, e in parte lo è. Ma è proprio qui che emerge il carattere di Glashütte Original: prendere una complicazione nata oltre due secoli fa e domandarsi non soltanto come renderla più spettacolare, ma come renderla più pratica.
A completare il quadro c’è la certificazione cronometro dell’Ufficio Pesi e Misure della Turingia, con prove condotte per 15 giorni, in cinque posizioni e a tre temperature differenti. Nota: È l’unico tourbillon Made in Germany con certificato di cronometro, tra l’altro assai più pignolo del COSC, in quanto sono alcuni test sono identici alle norme ISO 3159 e COSC. Tuttavia la tedesca DIN 8319 è più rigorosa per due ragioni: gli orologi devono avere la funzione di stop dei secondi e devono essere testati a movimento incassato.
Approfondimento: Glashütte Original Senator Chronometer Tourbillon Premiere
PanoMaticCounter XL: il movimento automatico che decide come caricarsi
Nel 2010 gli smartwatch erano ancora agli inizi, ma l’idea di un oggetto al polso capace di adattare il proprio comportamento a chi lo indossa cominciava già a entrare nell’immaginario tecnologico.
Glashütte Original rispose a modo suo: senza elettronica.
Il PanoMaticCounter XL monta il calibro 96-01, un movimento automatico nel quale la modalità di carica può cambiare in funzione dell’attività di chi porta l’orologio. Il sistema utilizza speciali ingranaggi a gradini e può lavorare sia in maniera unidirezionale sia bidirezionale.
In parole semplici, se ti muovi molto il rotore dispone già di energia in abbondanza e il movimento può affidarsi alla carica unidirezionale. Se invece trascorri molto tempo seduto e i movimenti del polso diventano scarsi, entra in gioco quella bidirezionale: il rotore può così sfruttare entrambe le direzioni di rotazione per recuperare energia più facilmente.
Non c’è naturalmente un processore che osserva le tue abitudini. È la meccanica stessa a reagire alle condizioni nelle quali si trova.
Ed è proprio questo a rendere il concetto affascinante: un movimento automatico che non adotta una sola strategia di carica, ma cambia comportamento in funzione delle necessità.
Il PanoMaticCounter XL aggiunge poi un’altra funzione decisamente insolita. Sul quadrante compare un contatore meccanico indipendente da 00 a 99, comandato da tre pulsanti: uno aumenta il numero, uno lo diminuisce e il terzo lo riporta a zero. Puoi utilizzarlo per contare giri di pista, punti, persone oppure qualsiasi evento ripetitivo.
Ma, per quanto curioso, secondo me è quasi un comprimario.
La vera idea forte rimane nascosta nel movimento.
Il PanoMaticCounter XL è ormai fuori produzione, ma questa particolare filosofia di carica automatica intelligente non è scomparsa con lui. La ritrovi ancora nei calibri della Serie 100 di Glashütte Original, nei quali il sistema può passare automaticamente dalla carica bidirezionale a quella unidirezionale quando il movimento raggiunge la piena carica, riducendo così l’usura dei due bariletti.
Tra questi c’è il calibro 100-14, che equipaggia il Senator Observer: un esempio concreto di come questa soluzione tecnica continui ancora oggi a far parte del patrimonio meccanico della manifattura.
Approfondimento: Glashütte Original PanoMaticCounter XL
Senator Diary: un appuntamento memorizzato dalla meccanica
Se dovessi scegliere l’esempio che rappresenta meglio tutto quello di cui stiamo parlando, probabilmente sceglierei il Senator Diary.
Perché una sveglia meccanica non è una novità.
Il Senator Diary, però, non ti permette semplicemente di impostare un’ora alla quale far suonare l’orologio. Ti consente di programmare una data e un orario fino a 30 giorni in anticipo.
Quando arriva quel momento, l’orologio ti avvisa acusticamente.
Al momento della sua presentazione era un primato assoluto per un orologio meccanico.
Il solo modulo dedicato alla funzione agenda comprende 340 componenti e gestisce automaticamente anche il passaggio da un mese al successivo, senza costringerti a riprogrammare l’appuntamento.
È difficile trovare un esempio migliore di ciò che intendo quando parlo della personalità tecnica di Glashütte Original.
Perché qui la complicazione non nasce per mostrare più informazioni astronomiche, cronometrare qualcosa con maggiore precisione o battere un record.
Nasce per ricordarti qualcosa.
Esattamente ciò che oggi chiediamo a uno smartphone.
Approfondimento: Glashütte Original Senator Diary
L’originalità come firma di Glashütte Original
Cinque orologi così diversi raccontano in realtà la stessa storia.
Il PanoRetroGraph usa la meccanica per dirti quando un tempo è scaduto. Il Senator Cosmopolite cerca di interpretare le irregolarità dei fusi orari del mondo reale. Il Senator Chronometer Tourbillon Premiere permette di regolare con precisione quasi maniacale una delle complicazioni più prestigiose dell’orologeria. Il PanoMaticCounter XL arriva addirittura a modificare il comportamento della propria carica automatica. Il Senator Diary conserva un appuntamento futuro e ti avvisa quando arriva.
Nessuna di queste funzioni è indispensabile.
Ma se ragionassimo soltanto in termini di necessità, l’intera orologeria meccanica avrebbe smesso di avere senso da parecchio tempo.
È invece proprio questa libertà a renderla interessante.
E secondo me Glashütte Original possiede una caratteristica che non sempre viene sottolineata abbastanza: non si limita a chiedersi fino a dove possa essere complicato un movimento, ma che cosa di nuovo gli si possa chiedere di fare.
È una differenza sottile.
Un calendario può diventare più completo. Un cronografo più sofisticato. Un tourbillon più spettacolare. Ma qui, più volte, il punto di partenza sembra essere stato un altro: individuare una funzione e poi domandarsi se fosse possibile affidarla interamente alla meccanica.
Non significa che Glashütte Original sia l’unica manifattura a innovare, né che queste cinque soluzioni la mettano davanti a Patek Philippe, Audemars Piguet, Vacheron Constantin o qualsiasi altro grande nome.
Non è questo il punto.
Il suo 10 e lode, tornando alla pagella con cui abbiamo iniziato, io lo metterei proprio qui: nell’originalità con cui ha saputo immaginare nuovi compiti per la meccanica.
Un cronografo che ti avvisa quando il tempo è finito. Un movimento automatico che cambia il proprio modo di caricarsi. Un orologio che si ricorda un appuntamento al posto tuo.
Sono idee che, una volta viste funzionare, sembrano quasi ovvie.
E spesso le idee davvero originali hanno proprio questa caratteristica.
Quale di questi cinque Glashütte Original ti sembra rappresentare meglio la personalità della manifattura?





Commenti
Buongiorno Massimo
Ci hai deliziato, ancora una volta, delle creazioni di Glashütte Original.
La meccanica allo stato puro.
Difficile rispondere alla tua domanda su quale di questi cinque Glashütte Original sembra rappresentare meglio la personalità della manifattura…
Ogni modello ha una sua caratteristica particolare e una sua innovazione meccanica pazzesca.
Dal PanoRetroGraph con il suo conto alla rovescia e suoneria, al Senator Cosmopolite che tiene conto anche della distinzione tra ora legale e ora solare della destinazione, cosa che se non erro, non viene fatta da nessuna altra maison.
Dal Senator Chronometer Tourbillon Premiere che con la rimessa a zero permette di regolare l’orologio con estrema precisione ed in più la danza del tourbillon… pura magia per gli occhi, al PanoMaticCounter XL con il doppio sistema di ricarica in base al suo utilizzo.
Poi… il Senator Diary. Ecco, qua rispondo alla tua domanda: secondo me è proprio questo modello che rappresenta meglio la personalità della manifattuara. Qua non ti consente solo di impostare un’ora alla quale far suonare l’orologio (che sembra quasi una banalità, anche se nella micromeccanica nulla è banale), ma ti consente di programmare una data e un orario fino a 30 giorni in anticipo. Questo è qualcosa che per me è pazzesco. Una meraviglia meccanica.
Grazie
Grazie Lorenzo! Ci hai beccato! Quello che hai scelto, il Diary, è uno dei Glashütte Original più meccanicamente “Original”. Con lui anni fa, è proprio nell’ostinazione di creare uno svegliarino meccanico che gestisse automaticamente anche il passaggio da un mese al successivo, senza costringerti a riprogrammare l’appuntamento, che la manifattura ribadì, e con i fatti, che spesso si è messa in testa di far fare alla meccanica dei suoi orologi, non meglio, ma semplicemnte dove nessuno aveva mai fatto prima. Ecco, questo è uno degli aspetti centrali della personalità unica del brand.