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Intervista a Vasken Chokarian – IW – International Watch

Vasken Chokarian - intervistato da Denis Asche - ci parla dell'Alta Orologeria vista dal Medio Oriente uno dei mercati emergenti più importanti del mondo

di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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Ho deciso di tradurre per voi l’intervista fatta da Denis Asch – proprietario di l’Heure AscH – a Vasken Chokarian – editore in capo di IW International Watch per il Medio Oriente (una delle riviste di Alta Orologeria più autorevoli del mondo). Ringrazio con l’occasione Anaïs Georges Du Clos – DC-Agencies di Ginevra – che mi ha inviato il testo originale in lingua inglese. Potrebbe esservi utile per “respirare” un po’ d’aria che gira oggi intorno ai nostri amati orologi e per conoscere qualche dettaglio di un mercato divenuto oggi molto importante.

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Denis Asch: Il Medio Oriente è ancora una delle aree per l’industria Svizzera orologiera più di interesse?

Vasken Chokarian: Il Medio Oriente sta trasformandosi da un “mercato da fatturato” ad un “mercato di appassionati competenti”, dove i consumatori sono più interessati a conoscere quello che vi è all’interno di un orologio piuttosto di quello che esso rappresenta con l’estetica. Arrivare ai vertici di alcuni tra i mercati più maturi rimane una grande sfida, ma i segnali dei passi avanti fatti ad oggi sono piuttosto positivi e penso che stiamo andando nella giusta direzione.

D.A.: Cosa ne pensi della recessione mondiale?

V.C.: Anche se non possiamo ignorare le ingenti perdite che hanno coinvolto anche il Medio Oriente, questa zona è stata relativamente intaccata rispetto ad altre. Da queste parti dicono: “dove c’è il petrolio c’è la vita“. Questo fa il Regno Saudita (KSA) e Abu Dhabi più forti di fronte alla recessione. Tuttavia sono impressionato dal grande spirito battagliero che la gente ha dimostrato qui. Dopo aver guardato in faccia la recessione, tutti hanno cercato di far leva sui punti forti dell’ambiente in cui vivevano e sono riusciti ad adattare a questa situazione la loro economia. Voglio menzionare anche Dubai che è sopravvissuta alla forte flessione che ha colpito il suo mercato immobiliare.

D.A.: Dubai è considerata una delle località-test del mercato del Medio Oriente. Confermi ciò? Perchè?

V.C.: Tutti ora conoscono Dubai e tutti lì vogliono fare parte dello show. Ma nonostante molti osservatori la considerino come un mercato maturo, penso che abbiano torto e che siamo solo all’inizio! Suggerisco di attendere fino al 2015 – 2020 per giudicare il reale impatto di Dubai sui mercati di quest’area. Di sicuro dobbiamo anche fare i conti con le nuove crescite di mercati come la KSA ed il Qatari.

D.A.: Il Libano sembra essere un buon trampolino per fare affari con il Medio Oriente. Audemars Piguet per esempio, ha aperto lì una filiale. Qual’è la tua opinione?

V.C.
: Essendo nato e vissuto a Beirut, sono orgoglioso di dire che per me non c’è nessun posto al mondo come il Libano. Il clima è perfetto e il paese ti offre tutto quello di cui hai bisogno nella vita per essere felice. In aggiunta a ciò, nell’ estate scorsa il paese ha segnato i miglior numeri mai raggiunti in termini di turismo e vendite al dettaglio, nonostante il periodo di recessione ed instabilità politica. I libanesi sono amichevoli, amano il lusso e guardano sempre al “top dei top” dei prodotti alla moda. Per tutte queste ragioni credo che i marchi di lusso debbano prestare maggior interesse verso il Libano.

D.A.: Non pensi che i centri commerciali siano un po’ impersonali?

V.C.: Non sono d’accordo con questa tua opinione perchè i centri commerciali nel Golfo sono così attraenti che ogni marchio “haute de gamme” vuole avere il suo negozio all’interno. Un altro punto è quello delle condizioni del clima: è difficile trovare consumatori “andare per vetrine” per strada quando si può girare nei centri commerciali di super-lusso alletati dall’aria condizionata.

D.A.: Con così tanti marchi e modelli, che cos’è che fa la differenza?

V.C.: Ci sono veramente pochi posti al mondo come il Golfo. Le vetrine degli orologi e dei gioielli sono così splendide, specialmente a Dubai, che ciò rende veramente difficile scegliere un “best-seller”. Solo i marchi che rimarranno vicini ai loro consumatori, mantenendo vivi i loro budget di marketing e comunicazione, rimarranno in pole-position…

D.A.: Concludendo, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

V.C.: Sto lavorando su una sorta di Davos World Economic Forum dedicato all’industria degli orologi. Penso che l’attuale crisi abbia evidenziato alcune deficienze strutturali di cui è venuto il tempo di parlare e correggiere.

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Nonostante Vasken Chokarian appartenga ad un mondo che sembra così lontano dal nostro, punzecchiato a dovere da Asch, egli dimostra di avere una limpida e profonda conoscenza del mercato di consumo degli orologi, specialmente quelli appartenenti alla categoria di lusso.

Se l’Alta Orologeria continuerà a mietere traguardi commerciali di successo, come sta dimostrando nei mercati emergenti, potrà proseguire ancora più vittoriosa la sua espansione culturale globale.

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