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Intervista a Vincent Calabrese sulla Forza Costante e il Tourbillon

Durante la mia visita a Baselworld 2013 - fuori programma - una lunga intervista con uno dei due fondatori AHCI Vincent Calabrese.

di Massimo Scalese 6 MIN LETTURA

 

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di Massimo Scalese 6 MIN LETTURA

 

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Completamente fuori programma! Quest’anno prima di partire per Baselworld 2013 non ho avuto neanche il tempo di leggere chi avrebbe esposto le sue opere allo stand AHCI e tanto meno nel pomeriggio di Mercoledì 1 maggio – data da tempo fissata nella mia agenda per visitare l’accademia degli orologiai indipendenti più celebri del mondo – avrei immaginato (o sperato) di poter fare un’ Intervista a Vincent Calabrese: Forza Costante e Tourbillon.

Prologo all’intervista a Vincent Calabrese

Insieme a Svend Andersen che conosco dal 2010, quest’anno a Baselworld c’era anche l’altro fondatore AHCI, quel Vincent Calabrese italiano di nascita che i Malati di polso irriducibili conosono bene sia per le sue opere sia attraverso quelle dei marchi per cui ha prestato e presta tuttora la sua consulenza. Autodidatta, paziente e umile nonostante il suo invidiabile bagaglio culturale – è fuor di dubbio e in assoluto la maggiore autorità in attività a proposito del Carrousel, spettacolare meccanismo regolatore nato come alternativa al tourbillon.

Un ringraziamento va a Marc Jenny che dopo aver autografato su mia richiesta la mia copia di The Hands of Time (ndr il libro del 25° anniversario AHCI), mi ha detto sorridendo: “…oggi c’è anche Vincent Calabrese, ora te lo presento così magari puoi chiedergli di autografare anche la sua pagina”.

Detto, fatto. Risultato? Abbiamo trascorso un’ora e mezza a parlare di mille argomenti: dell’Italia, di quanto egli sia (nostalgicamente) legato alla sua terra (ndr. Napoli), del fatto che – come egli stesso ha tenuto a sottolineare – nonostante si sia stabilito in Svizzera dal 1961 abbia ancora il passaporto italiano e sia sempre stata una sua ferma volontà volerlo mantenere.

Argomenti dell’intervista: Forza Costante e il Tourbillon

Non avevo nulla di pronto ma desideravo non farmi sfuggire l’occasione di conoscere il suo punto di vista su alcune questioni tecniche (per me) di primaria importanza e di attualità come la forza costante e sul tourbillon, quest’ultimo da lui più volte implementato nei suoi orologi come quello che aveva per l’occasione al polso. Ecco com’è andata.

contaminuti | Che cos’è e che ruolo ha oggi in orologeria la “forza costante”?

Vincent Calabrese | Per un movimento meccanico di orologeria la forza costante è una necessità! L’irregolarità della forza motore del bariletto, l’inefficacia della trasmissione dell’energia attraverso gli ingranaggi che conosciamo non permette allo scappamento di ricevere sempre la stessa alimentazione quindi, ponendo una forza costante molto vicina allo scappamento, se possibile sulla ruota ad ancora, o al massimo sulla ruota dei secondi, si può drasticamente eliminare l’influenza negativa causata dalla variazione di energia. Tutto sta nell’esaminare il rimedio utilizzato per fornirla e la sua esecuzione.

C’è “forza costante e forza costante”. La sua bontà dipende dal consumo che necessita – perchè malgrado tutto essa stessa è una fonte aggiuntiva di domanda di consumo – e può anch’essa a sua volta creare dei difetti. Infine la forza costante “non regola tutto” perchè bisogna sempre fare i conti con lo scappamento e – fino ad ora – non abbiamo ancora inventato “lo scappamento perfetto”.

A Baselworld 2013 ho visto due o tre sistemi a forza costante, ma non mi pronuncio perchè non ho avuto l’occasione di esaminarli in profondità né tantomeno di testarli personalmente.

cm | Può la forza costante ridurre il fenomeno della diversità delle ampiezze dell’impulso?

VC | E’ il suo compito principale. Comunque essa serve semplicemente a far si che lo scappamento riceva energia sempre uniforme durante tutto lo svolgersi della carica di un orologio.

cm | Che scappamento ci vuole dopo una forza costante?

VC | Non importa quale… Il punto è che lo scappamento perfetto non esiste ancora; non voglio andare più in profondità semplicemente perchè sono Secoli che esistono molti falsi miti in orologeria sull’inerzia del bilanciere.. Come direbbe Bartali: “E’ tutto da rifare!”.

cm | Spesso sino ad oggi i marchi di Alta Orologeria hanno dichiarato che un tourbillon per funzionare al meglio necessita o comunque si distingue se possiede un sistema a forza costante, cosa ne pensa?

VC | E’ un argomento di marketing al 100%. Non c’è alcun meccanismo che può migliorare i limiti di un tourbillon, come non vi è alcun dispositivo che possa renderlo ancor più bello di quello che è (pausa con grande sorriso…) a parte il carrousel!

cm | Mi parli del tourbillon.

VC | Tourbillon e Carrousel (articolo NON approfondito sul carrousel) Sono due complicazioni destinate al sedicente compensamento della forza di gravità. Con il tourbillon Breguet ha riportato di aver implementato migliorie su tutti i fronti mentre invece è l’esatto contrario perchè un orologiaio ci metterà dieci volte meno a costruire un orologio con scappamento fisso di quanto necessita invece un tourbillon, inoltre il compensamento della forza gravitazionale da parte del tourbillon non è sempre efficacie.

Per prima cosa se lo mettiamo in piano non serve a nulla percè è una condizione in cui non esiste forza gravitazionale, se lo mettiamo su un orologio da polso non ha alcuna utilità aggiuntiva in quanto mutando di continuo la sua posizione neanche questo meccanismo riesce a compensare tutti gli errori che ne vengono fuori.

cm | Ma se mettiamo il tourbillon in orologio da tasca riposto in un taschino in cui (teoricamente) mantiene sempre una posizione verticale?

VC | Si, vero ma lui (Breguet) ha dimenticato un altra cosa, in quella situazione la forza costante avrebbe potuto risolvere le diverse situazioni in cui la molla viene a trovarsi quando è carica o scarica, e in questo caso il tourbillon potrebbe bilanciare un eventuale difetto di equilibrio del bilanciere.

Se questo eventuale difetto del bilanciere è stato però corretto perfettamente dall’orologiaio non c’è più bisogno di tourbillon perchè la forza gravitazionale non avrà più alcuna influenza negativa sulla posizione del bilanciere. Entreremmo però nel problema del cambiamento dell’influenza dell’ampiezza sul comportamento del bilanciere, perchè < 180° avremo una reazione e > 180° se ne riscontrerà un’altra.

cm | I movimenti regolati da multi-tourbillon o da tourbillon inclinati presentano qualche miglioria rispetto a quelli singoli?

VC | Se lei prende una slitta tirata da più cani o una carrozza da più cavalli andrà molto più veloce, ma avrà una maggiore difficoltà a controllare tutti i cani e tutti i cavalli… Con più tourbillon avrà semplicemente la difficoltà di controllare più di questi meccanismi, ma l’orologio non funzionerà meglio.

cm | Quando indossato un orologio automatico per il fatto che mantiene da solo la sua carica, potrebbe marciare più costantemente di uno a carica manuale?

VC | Per tutto quanto abbiamo detto sinora le variazioni di forza non sono per natura mai costanti. A questo punto o bisognerebbe tornare al vecchio sistema della croce di Malta, meccanismo di 6 o 5 denti situato tra l’albero del barile e il barile, che blocca un periodo di svolgimento della molla – adoperando semplicemente il periodo utile (centrale) – oppure bisognerebbe ricorrere a una fusée (trasmissione a catena) che mi sembra oggi un po’ inusitata, ma che sarebbe comunque una soluzione valida, un sistema fusèe–fusèe cioè che deve essere adattata esattamente alla molla; in pratica se lei cambia la molla la fusèe non è più valida e oggi è una strada difficile da attuare.

Altrimenti possiamo utilizzare l’altro sistema di compensazione: una camma che frena lo svolgimento del barile in modo da attenuare le differenze, ma qui siamo in ambito di palliativi. Piuttosto, è meglio ricorrere alla forza costante per risalire più lontano possibile verso lo scappamento.

Malgrado tutto ciò se abbiamo un orologio automatico possiamo pensare che l’energia sia più costante perchè l’energia rimane in un intervallo più limitato. Potremmo dire che un orologio automatico, adattato come forza costante – nel senso che avrebbe la durata di qualche ora – sarebbe interessante perchè anche se in quel periodo di tempo il portatore fa enormi sforzi l’automatico si bloccherebbe mentre appena la molla diventa debole si ricaricaricherebbe e ragioneremmo di nuovo in una situazione di “forza costante”.

Conclusioni

Di solito – e anche questa volta non sarà un eccezione – non intervengo mai, neppure alla fine, su un’intervista. E’ solo per ricordare che al momento Vincent Calabrese si sta occupando di sviluppare le pendole sculture del tempo del suo amico ottantatreenne Jean Kazès, oramai ritiratosi dall’attività, proprio perchè desidera che la sua arte non vada persa..

Comunque senza neanche darmi il tempo di chiederglielo ha concluso dicendo: “..Poi mi dedicherò di nuovo alla costruzione di orologi da polso”.

Da uno dei fondatori dell’Académie Horlogère des Créateurs Indépendants per ora è tutto.

contaminuti

 

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Commenti

  1. Al di là del fatto che aver potuto parlare e intervistare mr. Calabrese mi crea della sana invidia, mi complimento per l’articolo e la tematica che trovo assolutamente interessante. Il problema della costanza nel dare la forza di marcia e, a questo punto, l’apparente scarsa efficacia drl tourbillon (complicazione che io adoro comunque) sono centrali per chi ama l ‘ orologeria come arte e tecnica. Se posso esprimere un parere, trovo molto affascinante la trasmissione a catena che ultimamente di osserva. Grazie mille contaminuti.

  2. Grazie a te Marco! Mentre il Signor Calabrese illustrava ciascuno dei meccanismi e dei sistemi che sono argomento di questa intervista, oltre a farlo con estrema perizia e semplicità, non mancava di sottolineare ad ogni passo e negli stessi particolari il grande rispetto che nutre per i suoi illustri colleghi. Se ci aspettiamo che un orologio meccanico sia in generale (magari con le tecnologie aggiunte di oggi) un esempio di precisione assoluta è perchè non siamo stati in grado di capirne ancora la sua essenza..

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