Oggi Original Time ti racconterà una storia straordinaria che collega i laboratori di Glashütte, piccolo paese della Sassonia, alle distese ghiacciate del Polo Sud. Una storia che dimostra come la precisione dell’orologeria tedesca abbia reso anche possibili alcune delle più grandi imprese dell’umanità. Al centro di tutto questo c’è Julius Carl Friedrich Assmann, nato a Stettin il 2 ottobre 1827, un uomo che a soli 25 anni fondò un’azienda destinata a scrivere pagine memorabili nella storia dell’orologeria.
Quando pensi agli orologi che hanno fatto la storia, forse ti vengono in mente il tourbillon di Breguet o i cronografi lunari come lo Speedmaster. È però difficile trovare qualcuno che sappia che dietro la conquista del Polo Sud, uno degli ultimi grandi traguardi geografici dell’umanità, ci fossero i cronometri di precisione di un maestro orologiaio tedesco. Prima di partire per la sua storica spedizione, Roald Amundsen acquisì diversi orologi da osservazione Assmann, incluso uno realizzato dal giovane orologiaio di Glashütte Paul Löwe nel 1907/08.
Il Giovane Visionario di Stettin
Julius Assmann completò la sua formazione orologiera durante i tradizionali “anni di viaggio” che lo portarono prima a Berlino, probabilmente nell’atelier del famoso orologiaio di corte Christian Friedrich Tiede. Ma fu nel 1850 che la sua vita prese una svolta decisiva: chiamato da Ferdinand Lange arrivò a Glashütte, dove lavorò per due anni presso la A. Lange & Cie prima di compiere il grande passo.

Nel 1852, fondò a Glashütte la “Uhrenfabrik J. Assmann”. Aveva appena 25 anni, ma già una visione chiara: creare orologi da osservazione di precisione assoluta, ma ai tempi non poteva certo immaginare che quei suoi segnatempo sarebbero diventati presto strumenti fondamentali per l’esplorazione dei luoghi più remoti della Terra.
La qualità del suo lavoro fu riconosciuta quasi subito. Già nel 1854, alla “Esposizione dell’Industria e dell’Artigianato Tedesco” di Monaco, i suoi taschenuhren furono premiati con una medaglia per la loro eccellente qualità. Era l’inizio di una reputazione che avrebbe presto varcato i confini europei.
Il Sogno di Lange e la Rinascita di Glashütte
Per capire l’importanza di Assmann, devi conoscere il contesto in cui operava. Dopo il 1845, quando Ferdinand Adolph Lange iniziò a sviluppare il sistema manifatturiero di Glashütte, il focus si spostò sullo sviluppo di un calibro per muovere gli orologi da taschino, che raggiunse la sua forma definitiva tra il 1863 e il 1865. Ma Lange non era solo in questa impresa rivoluzionaria.

Per chi non ne conoscesse ancora le origini, Glashütte era un paesino sassone un tempo famoso per i giacimenti di argentite, ormai esauriti da decenni. Il governo di Dresda ordinò a Adolf Ferdinand Lange di trasformare quel luogo in un polo orologiero tedesco, ma Lange sapeva di non poter farcela da solo. Chiamò a collaborare i migliori artigiani dell’epoca: Julius Assmann, Adolf Schneider, Moritz Großmann, Ludwig Strasser e Gustav Rohde che insieme svilupparono le tecniche e gli strumenti necessari.
Era una squadra di visionari che condivideva un obiettivo comune: creare un’orologeria tedesca capace di competere con quella svizzera. E ci riuscirono, tanto che fino agli anni 1880, i loro orologi di alta qualità trovavano i mercati principali in Sud e Centro America, nelle colonie spagnole come Cuba e nelle colonie britanniche, inclusa l’India.

I Cronometri che Conquistarono il Polo Sud
Il 14 dicembre 1911 accadde qualcosa di straordinario nelle distese ghiacciate dell’Antartide. Roald Amundsen e il suo team raggiunsero il Polo Sud, 35 giorni prima della spedizione guidata da Scott. Ma quello che forse non sai è che questa vittoria fu possibile anche grazie ai cronometri di Julius Assmann.
Una volta che Amundsen e il suo team partirono dal loro campo base a Framheim nella Baia delle Balene, il tempo scandito dai suoi orologi da osservazione divenne l’unico standard: un orologio era impostato sul tempo di casa e assumeva la funzione del cronometro marino di una nave; un secondo orologio era impostato sul tempo locale.
La genialità del sistema era nella precisione matematica: la misurazione della differenza tra i due tempi veniva utilizzata per calcolare, usando la trigonometria sferica, la posizione del team durante il viaggio verso il Polo Sud; venivano utilizzati anche una bussola e un sestante.
Senza questi orologi da osservazione, Amundsen non avrebbe mai potuto raggiungere la sua destinazione, tanto meno rivendicare la vittoria per la Norvegia. Oggi, il Fram Museum di Oslo espone, insieme a molti altri manufatti che documentano lo storico viaggio, uno degli orologi da osservazione di Amundsen di Glashütte, completo della scritta “J. Assmann – Glashütte” sul quadrante.
L’Eredità Moderna: I Tourbillon Volanti
La storia di Julius Assmann non si ferma al 1886, anno della sua morte. Nel 1995, solo un anno dopo che Heinz Pfeifer prese il controllo dell’azienda, e ben cinque prima che fosse acquistata da Swatch Group, nacque il primo Julius Assmann di Glashütte Original: un calendario perpetuo tourbillon volante che poteva essere indossato sia come orologio da polso che da tasca.
Due anni dopo, nel 1997, fu presentato l’Assmann 2, il primo orologio GO con un quadrante sottilissimo in porcellana di Meissen dipinta a mano. E infine, nel 2003, arrivò l’Assmann 3, un tourbillon volante scheletrato e completamente inciso.
Ma il tributo più emozionante arrivò nel 2011, per il centenario della conquista del Polo Sud. Il Senator Observer 1911 Julius Assmann, limitato a soli 25 pezzi con cassa in oro bianco, rendeva omaggio allo spirito pionieristico di due uomini straordinari: Julius Assmann e Roald Amundsen. Sul fondello in cristallo di zaffiro sono incise le date dell’arrivo di Amundsen al Polo Sud e del suo anniversario centenario: 14 dic. 1911 – 14 dic. 2011, insieme al nome Julius Assmann – Glashütte i/SA e “Tribute to R. Amundsen”.
180 Anni di Eccellenza Condivisa
Quest’anno l’orologeria di Glashütte festeggia i suoi 180 anni, e riflettendo su questa straordinaria storia capisci una verità fondamentale: gli orologi da osservazione continuarono ad essere prodotti a Glashütte fino al 1971, testimonianza della continua produzione di segnatempo di alta qualità anche durante i periodi più difficili sotto la morsa del regime. In realtà quella che oggi si chiama Glashütte Original, a parte una sosta durante la Seconda Guerra dove tutte le fabbriche di orologi furono convertite all’industria bellica, non ha mai smesso di operare.
Ma soprattutto comprendi che senza la collaborazione tra questi pionieri, il compito affidato a Adolf Ferdinand Lange non si sarebbe mai realizzato. Quel piccolo paese sassone, che aveva visto esaurirsi i suoi giacimenti di argentite, trovò nella “misurazione del tempo” una ricchezza ancora più preziosa. E Julius Assmann, con la sua passione per la precisione e l’innovazione, fu uno degli artefici principali di questo miracolo che continua ancora oggi nella manifattura di Glashütte Original.
E tu lo sapevi? Prima di leggere questo articolo, conoscevi che la storica scoperta del Polo Sud fu tracciata con precisione grazie ai cronometri di Julius Assmann? E sapevi che questo maestro orologiaio ebbe un ruolo così cruciale nelle fondamenta dell’orologeria tedesca?
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