Il magazine online di Orologi di classe

Daniel Roth: Storia Di Un Genio – Prima Parte

Storia in quattro capitoli dell'orologiaio genio Daniel Roth. In questa prima parte approfondiremo le opere da egli create quando dopo essersi proposto ai fratelli Chaumet a partire dal 1975 ricoprì la carica di direttore artistico per il marchio Breguet.

di Denny Grigolo 7 MIN LETTURA

 

1

di Denny Grigolo 7 MIN LETTURA

 

1

Abraham-Louis Breguet
A.L. Breguet – The Art of Breguet – G. Daniels

Iniziare una storia non è mai semplice e spesso le prime frasi vengono riformulate fino a sfinimento finché non arriva l’intuizione perfetta. Ma questa non è una storia qualsiasi! Tutto viene precisamente collocato al proprio posto sin da subito, con certezza, come se il nome del più importante Orologiaio mai esistito fosse una sicurezza talmente consolidata da far scorrere parole ed emozioni senza alcun timore. Il nome? Abraham-Louis Breguet.

Non è infatti un caso che A.L. Breguet sia ancora ad oggi considerato il più grande Maestro mai esistito, ed è proprio dallo studio delle sue opere che grandi Orologiai hanno prodotto un patrimonio inscindibile con quest’arte.

In particolar modo un Orologiaio ha saputo esprimere ciò che nessun altro aveva mai osato prima: studio e tecnica uniti da un Idea precisa, ricreare in chiave moderna ciò che il passato in maniera sublime aveva già consegnato.
Il nome? Daniel Roth.

Daniel Roth
Daniel Roth – “Le Collezioni” – 1992

Indice

Inizi di carriera

Alcune persone nascono predestinate, come se l’avvenire le accogliesse aspettando che si compi ciò che è già stato scritto, un semplice cammino da percorrere perché in fondo, con certi doni ci si nasce.

Ed è proprio il caso di Daniel, un giovane nato e cresciuto nel laboratorio del nonno, già due generazioni alle spalle di mestiere ed un origine,Svizzera, molto importante da tramandare.

I semplici giocattoli non bastano, sono i segnatempo ad esser i veri protagonisti di un infanzia già indirizzata in quella immensa arte chiamata Orologeria.
Il primo grande traguardo è il diploma conseguito presso la scuola d’orologeria di Nizza, un pass che farà accedere l’appena diciottenne Daniel al vasto mondo a lancette.

Considerato da subito un enfant prodige dapprima inizia in piccoli atèlier, applicando rigoroso metodo e studio per accrescere la professione, successivamente una nota azienda intravede nitidamente il suo talento e lo trasferisce alla propria corte, sette anni al servizio di Audemars Piguet a Le Brassus (ricordati ancora ad oggi con gioia) daranno al giovane Maestro competenze importanti ed invidiabili.

Il talento è in piena esplosione e va di pari passo con la sua ambizione, tanto da proporsi ai fratelli Chaumet per la direzione tecnico-artistica dell’appena acquisita Breguet.

Direzione artistica in Breguet

Quando i fratelli Chaumet,notissimi gioiellieri francesi da diverse generazioni, acquistano il marchio Breguet non rimaneva che un dolce ricordo del glorioso passato, la produzione era oramai defunta se non per qualche serie di cronografi assegnati all’Aeronautica e Marina Francese.

Nel 1975, dopo aver ricevuto la candidatura da parte di Roth, Jacques e Pierre Chaumet decidono di affidargli il gravoso compito di riportare il nome del più grande Maestro Orologiaio agli antichi splendori.

Ed è così che Daniel si trasferisce a Le Sentier dove studierà a fondo e con ogni risorsa possibile le opere di A.L. Breguet per oltre un anno, durante il quale produrrà un calendario perpetuo da tasca marchiato Breguet di notevole fattura tanto da ricavarne un profitto importante per ripagare gli studi svolti.

Tutto procede come deve, l’incarico dato inizia a muovere i primi passi verso quello che sarà un trionfo sotto tutti i punti di vista.
L’idea è chiara in mente nel Maestro, la proprietà Chaumet avvalla ogni decisione ed inizia da subito la produzione prettamente di stampo classico.

Canoni di produzione

profilo cassa
carrure

La cassa a moneta diventa uno dei simboli che ancora oggi rende riconoscibile un segnatempo Breguet distante decine di metri. Le anse sono dritte, la lunetta sottile per permettere di esibire al meglio il quadrante, la carrure scanalata e la corona di carica con cabochon. I materiali sono nobili, platino oppure oro.

I quadranti sono spesso in argento massiccio oppure in oro bianco, caratterizzati dalla lavorazione a guillochè manuale con tornio rose, tecnica peraltro molto difficile,di fascino senza tempo e che può benissimo rappresentare un arte a sè.

lancette Breguet
lancette

All’interno dei quadranti si trovano le varie cornici in argento che delimitano ore, secondi e tutte le varie indicazioni in base alla referenza. Le sfere azzurrate alla fiamma sono un altro marchio di fabbrica, dette a pomme ma conosciute come lancette Breguet.

pantografo Breguet
pantografo

Sempre all’interno del quadrante trova posto la firma segreta, ideata dallo stesso A.L. Breguet nel 1795, realizzata tramite un pantografo per ovviare problematiche di contraffazione. Le meccaniche sono di pregio, infatti vengono utilizzati perlopiù movimenti Frederic Piguet e Lemania (da ricordare che Lemania collaborò strettamente con Roth per lo sviluppo di molti calibri, una collaborazione quasi esclusiva), rifiniti e personalizzati con molta cura e tradizione.

FP 71
FP 71

Nascono così capolavori di assoluto pregio, sia tecnico che stilistico e ad oggi è grazie a questa sapiente formula che ogni appassionato e non, riconosce la Maison Breguet come prima depositaria di un arte antica, con stilemi di classicità e raffinatezza unici nel panorama orologiero.

Referenze 3130 e 3330

Le idee e l’esecuzione più significative di Daniel Roth sono interpretate perfettamente dalle ref. 3130 e 3330. Entrambe hanno in comune l’ispirazione dai modelli originali da tasca, il primo è il tasca n.5 ed il secondo è il tasca n.4579, chiamato informalmente dagli appassionati ‘cinesino’.

Al primo sguardo si nota tutta l’abilità del Maestro nel riproporre fedelmente i due segnatempo. Proporzioni pressochè perfette e guillochè con le medesime tramature. Per i meno navigati sembrerà cosa facile, ma qui stiamo parlando di Breguet, e trasportare un tasca ad un orologio da polso interpretando al meglio il da farsi è abilità di pochi, per non dire nessuno. Daniel Roth ha eseguito il tutto con grande rispetto e maestria consacrando queste due referenze come punti cardine della rinascita.

Breguet 3130
Breguet 3130
Breguet 3330
3330

Referenze 3237 e 3050

E se le due referenze riprese fedelmente dai modelli originali da tasca sono tra le più rappresentative, è altresì doveroso citare il cronografo con ref. 3237 ed il calendario perpetuo ref.3050.

Breguet 3237 mix

Entrambi i segnatempo sono accomunati dalle caratteristiche scritte poc’anzi.
La ref. 3237 è considerata ancora ad oggi una delle più raffinate tra i segnatempo con la complicazione del cronografo. Il movimento (Lemania 2320) a carica manuale è un cronografo integrato con lo smistamento della cronografia tramite ruota a colonne, le rifiniture sono ottimamente curate senza risparmio. E se dal fondello aperto si può ammirare uno dei movimenti più belli nella categoria, girando l’orologio ci si trova davanti ad un quadrante splendidamente disegnato, dove anche qui le finiture del caso non sono a risparmio bensì curate in ogni piccolo dettaglio. Guillochè manuale,cornici, godronature e sfere azzurrate sono gli attori principali in un insieme assolutamente discreto ed equilibrato.

La ref. 3050 è un calendario perpetuo di stampo classico, considerato tra i migliori in termini di pregio e consultabilità mai prodotti tra gli orologi da polso. Mosso da una base tempo raffinata (Frederic Piguet 71), trova nel lato quadrante un armonia simmetrica eccezionale. Seppur superfluo sottolinearlo, anche questa referenza mantiene elevati standard qualitativi di lavorazioni e finiture.

Breguet 3050
3050

Tourbillon

tourbillon
Tourbillon

Le referenze poco sopra citate sono tutt’oggi tra le più apprezzate ed ambite dai collezionisti ed appassionati, ma una referenza in particolare è visceralmente intrecciata alla carriera del Maestro, è la ref.3350, ossia il tourbillon da polso.

Breguet tourbillon 3350
3350 collage

Si vocifera che nella metà degli anni 80 non vi fossero più di 500 esemplari di tourbillon
sparsi nel mondo, all’epoca pochi si cimentavano con questa ‘complicazione’. Diverrà così uno dei massimi esperti in materia, proponendo quel che poi sarà un suo tratto distintivo.
La ref.3350 è un assoluto capolavoro di tecnica e lavorazioni raffinate.
La cassa è a moneta, 36mm in materiale nobile (oro giallo,oro bianco oppure platino).

Il quadrante è in oro bianco massiccio, lavorato a guillochè e contornato da una sottile godronatura, la cornice delle ore-minuti è in argento con effetto satinato, i numeri sono romani, ed è posta la firma segreta. Spostandoci più in basso arriviamo dritti al punto, un tourbillon ad un minuto splendidamente rifinito con 3 sfere dei secondi solidali ad esso, ognuna indica 20 secondi nella scala che si interseca con la fascia ore-minuti.

tourbillon Breguet 3350
3350

Le lancette ovviamente sono di tipo Breguet, azzurrate alla fiamma così come le 3 lancette dei secondi e le viti a vista.
Per concludere, a contornare il tourbillon ad ore sei è presente un dècoupe finemente inciso a bulino,anch’esso in materiale nobile.
tourbillon 3350
Passando al ‘lato b’ troviamo in bella mostra una platina unica in materiale nobile interamente decorata sempre con la tecnica d’incisione a bulino grazie al fondello a pressione aperto.

Il movimento è ovviamente a carica manuale di derivazione Lemania.
tourbillon Breguet 3350 calibro
Ancora oggi, il tourbillon affascina gran parte degli appassionati, sarà perché proprio A.L. Breguet in persona lo inventò (più per necessità che per vanto) nel 1801 o perché la rotazione della gabbia tende ad ipnotizzare, ma sta di fatto che il nome Daniel Roth è assolutamente intrecciato a questa ‘complicazione’ che di fatto lo colloca nell’olimpo dei più grandi Orologiai mai esistiti.

Era il 1975 quando l’avventura in Breguet iniziò con grandi aspettative, ampiamente ripagate in 14 anni di direzione tecnico-artistica. I fratelli Chaumet, a seguito di uno scandalo bancario, dichiararono fallimento e la Maison Breguet passa dunque nelle mani del gruppo Investcorp.

Il 1988 è l’anno d’addio, un momento sicuramente significativo sia emozionalmente che storicamente per entrambe le parti. Una nuova avventura aspetta il Maestro nella Vallèè de Joux, dove tutto solo insedierà la sua nuova attività targata a suo nome: Daniel Roth.

A breve la seconda parte.

 

Articoli correlati

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest