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La Gran Data: una Signora complicazione

Apparentemente scontata la Gran Data può nascondere un meccanismo molto sofisticato. Articolo che spiega in profondità questa fine complicazione.

di Michele Tonon 5 MIN LETTURA

 

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di Michele Tonon 5 MIN LETTURA

 

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Che cosa vi piace di più di una Gran Data? Il fatto stesso che sia grande? In questo caso potrei dirvi che vi accontentate di poco! Ma non per la complicazione in sé, bensì per il vostro punto di vista. Certo sembra essere la caratteristica fondamentale (l’esser grande) e colpisce l’attenzione principalmente per questo, ma non è tutto qui, o almeno non per tutte le Gran Data…

es. Chopard con Gran Data su due dischi complanari

Un normale datario (NON la Gran Data) in genere è quasi costantemente presente negli orologi e credo di non sbagliare nel dire che si tratta della complicazione più comune, tanto da non essere più concepita da noi come tale vista l’assoluta normalità della sua presenza. In realtà è stata una delle prime complicazioni a comparire in orologeria e proprio per la sua ormai costante presenza è un po’ sottovalutata e certamente non ci sorprende più molto al contrario delle altre varie complicazioni.
Mi sento di dire pero’ che questa complicazione ritrova vigore ed attira maggiormente la nostra attenzione quando scorgiamo su un quadrante la Gran Data. Dicevo prima che questa tipologia colpisce proprio per il suo grande contatore che si impone sul quadrante svolgendo, se vogliamo, una funzione da “prima donna”.. Ma per qualcuno che se ne intende di meccanica può essere ben più di una questione stilistica appagante… Può essere considerata un’illusione.
Vi spiego cosa intendo ma partiamo dall’ABC di questa complicazione ove saprete quasi tutti che il più semplice dei datari (NON la Gran Data) è applicato su un disco che ruotando fa apparire la cifra equivalente al giorno corrente. Le cifre devono essere 31 e sono tante ma su un disco unico ci sono sempre state in modo relativamente semplice e con una grandezza sufficiente alla lettura, poi nelle situazioni che lo richiedono vengono valorizzate da una lente ingranditrice. Se invece vogliamo una Gran Data lo spazio a disposizione comincia ad essere insufficiente ( il disco unico sarebbe enorme, più dell’orologio stesso) bisogna quindi dividere la data su due dischi, uno per i decimali e l’altro per le unita’. Un normale datario ha il vantaggio di poter essere posizionato molto vicino al bordo cassa mentre la gran data, proprio per il doppio disco, ha questo limite ed è più semplice posizionarla sotto le ore 12 o sopra le ore 6 dove entrambi i dischi trovano più spazio.
Ma c’è chi si è spinto oltre, un esempio è la gran data del Reverso di Jaeger LeCoultre, l’avrete visto moltissime volte anche solo nelle vetrine ma avete mai pensato e immaginato come due dischi possano coesistere proprio lì.. su quell’angolo così vicino alla carrure (o bordo cassa)?? E’ tutta un’illusione….O per lo meno viene illusa la logica!

Reverso Jaeger-LeCoultre

Ecco perché prima ho accennato a questo concetto: Illusione perché chiunque sia rimasto fedele alla concezione del disco unico o alla posizione più centrale del doppio disco si chiederebbe come sia possibile collocare una Gran Data così esterna ed incuriosisce ancor di più la sua vicinanza all’angolo della cassa. Come dice la parola stessa, l’illusione è legata ad un preconcetto e alla nostra incapacità di comprenderne il “trucco”. In modo forse troppo ironico possiamo dire che una Gran Data come questa è magia….?!

Nei dischi complanari (ovvero posti sullo stesso piano) si può notare la leggera fessura provocata dagli stessi fra le due cifre, essendo questa una fessura curva risulta difficile inserire un montante nel mezzo per coprirla, questo risulterebbe troppo grosso e poco armonioso. C’è invece chi adotta la tecnica dei dischi NON complanari dove, durante la rotazione possono sovrapporsi ed è grazie a questa sovrapposizione che si raggiunge la possibilità di avvicinarsi sempre più alla carrure, in questo caso per illudere la vista alla differenza di profondità dei due dischi si mette una doppia finestrella come nel caso del Reverso (con il montante in mezzo).

meccanica del Reverso Jaeger-LeCoultre

Altri tipi di illusionismo?

Bene… C’è chi è riuscito a dare l’illusione di aver inserito un disco unico a Gran Data proprio facendo scomparire la doppia finestrella e facendo scomparire anche la fessura tipica del doppio disco, è stato Daniel Roth.

Daniel Roth Athys III – collezione privata @Ciaca (Orologi & Passioni)

Nella realtà, in questa sua idea, non c’è un disco unico e non ci sono neppure due dischi complanari.
Vi svelo il “trucco”: Si tratta di due dischi non complanari bensì sovrapposti di cui uno in vetro, è più semplice da vedere che spiegare.

meccanica Girard-Perregaux (disco su vetro a sinistra)

Lo stesso concetto di usare il vetro viene applicato anche da Girard-Perregaux eppure questa stupenda illusione del disco unico su Gran Data, a parer mio, è ancor più intrigante in modelli come quelli realizzati da H. Moser & Cie e anche in alcuni moduli ETA, proprio per l’accentuata vicinanza al bordo cassa (mentre nel modello di Daniel Roth la data è posizionata ampiamente sotto le ore 12).
Il “trucco”?: Due dischi perfettamente sovrapposti, stesso diametro e stesso centro, il primo va da 1 a 15, in più c’è una casella vuota dove appare il secondo disco ad un piano inferiore che va da 16 a 31, un rompicapo assolutamente ingegnoso, una di quelle soluzioni che non si riesce a venire a capo finché non si vede cosa c’è sotto il quadrante.

meccanica Moser & Cie.

Quando vediamo una Gran Data è giusto valutarne la tecnica costruttiva e la meccanica sviluppata. Spesso la scegliamo solo perché ci piace la sua prestanza ma molti di noi la scelgono in base ad aspetti più tecnici come la preferenza dei dischi complanari o ancor di più per la bellezza dello scatto rapido, questo è giusto, uno scatto istantaneo ha una difficoltà tecnica maggiore e questo lo rende affascinante quanto appagante alla vista, ma vi invito a soffermarvi anche sul fascino di una Gran Data decentrata molto vicina al bordo cassa o a quelle finezze tecniche che spesso passano inosservate ai meno attenti e che invece illudono l’appassionato più curioso.
Oggi abbiamo fatto solo un piccolo passo analizzando alcune Gran Data per comprendere il concetto di illusione che in orologeria può sembrare azzardato ma che in realtà è sempre esistito, non solo nella complicazione della data; Infatti nella più vasta interpretazione dell’illusione si sono dedicati grandi orologiai, mi vengono in mente alcuni orologi di Vincent Calabrese fino ad arrivare a modelli appena presentati a Basilea 2012 come l’ X-trem-1 di Christophe Claret.
Avremo comunque modo di riprendere questo concetto in termini più ampi.
Spesso ci stupiamo di fronte ai pluricomplicati provando invidia magari perché non ce li possiamo permettere ma ci dimentichiamo che anche le complicazioni più comuni in realtà sono delle gran belle “sciccherie”!
Spero come sempre di avervi offerto un punto di vista insolito in orologeria ma senza pretese… insomma, non è da tutti i giorni associare l’orologeria all’illusionismo!!!

 

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Commenti

  1. Articolo molto interessante! Bellissimo il Moser & Cie.
    Concordo pienamente anche con la sua “info autore”.

    Non esiste un blog dove si possa discutere tra piccoli collezionisti e appasionati?
    Grazie.

  2. Bell’articolo! Ma Lange & Sohne non meritano menzione? Penso che il Datograph in particolare sia uno degli orologi piú eleganti dotati di Gran Data

    1. Duccio, la Gran data di A. Lange & Sohne merita senza ombra di dubbio un posto nell’olimpo e ti diro’ di più… lo merita anche la Gran Data complanare di Glashutte Original e tutta la tradizione sassone che ci ha sempre abbituati alla loro raffinata interpretazione! In questo articolo volevo semplicemente mettere in luce alcuni aspetti curiosi di questa complicazione che spesso passano inosservati e ho scelto tre esempi differenti fra loro. Andrebbero citati numerosi altri esempi ma sono contento che questo vi abbia stimolati e la tua domanda l’ho apprezzata perchè spero mi abbia dato modo di spiegarvi il mio intento. Il fatto che tu abbia citato la tradizione Glashutte I/SA fa capire quanto tu sia un appassionato attento alle finezze… grazie

  3. Grazie mille Stefano per i complimenti all’articolo e per condividere la mia riflessione che ho voluto mettere in “info Autore”.
    Mi fa piacere che tu abbia trovato tutto interessante.
    Per quello che mi chiedi (un blog su cui scambiare l’interesse per l’orologeria) ti dico che se hai bisogno di informazioni o curiosità su questo fantastico “mondo” noi di Orologi di Classe siamo sempre disponibili ma considerando che questo è uno spazio dedicato all’articolo sulla Gran data è mia premura risponderti in privato, ti consigliero’ qualche forum e quant’altro…
    Orologi di Classe è un Blog.

  4. Sono daccordo con Stefano, articolo bello e molto interessante. Bravissimo Michele, come sempre.

  5. Ciao, complimenti per l’approfondimento davvero coinvolgente e molto dettagliato. Per la Grande Data credo tu abbia praticamente tutte le interpretazioni.
    H. Moser & Cie per quanto sia una maison di Schaffhausen (Svizzera) è la soluzione per la Grande Data 2più vicina” a quella di scuola sassone (in effetti anche IWC costruita anche le lì è anche lei parzialmente influenzata) con l’adozione dei cerchi concentrici.
    Aggiungo solo che manifatture come Glashutte Original e A. Lange Sohne adottano cerchi concentrici molto piccoli, perfettamente allineati (senza bisogno della finestrella). La Grande Data del Senator ha anche lo scatto istantaneo, che consente di veder aggiornata la data entro i entro dieci secondi successivi alla mezzanotte.

    1. Grazie per essere intervenuto Roberto e per aver apportato un maggiore approfondimento all’articolo con notizie interessanti e competenti. Se il mio intento era quello di attirare l’attenzione su questa complicazione mi ritrovate positivamente colpito… vedo che anche voi siete affascinati da questa “signora” complicazione!

  6. Ottimo articolo ricco di curiosità, quella del reverso non mi ero mai nemmeno posto il problema di come fosse realizzata vista la posizione, scoprirlo nella sua semplice e “illusoria” ingegnosità è stato divertentissimo! :-p
    A dimostrazione di come, molto spesso, dietro la semplificazione ci sia più ingegno che non dietro la “complicazione”, ovvero di come a problemi “complicati” si possa spesso dare soluzioni ingegnosamente semplici 🙂

  7. @Ciaca. Posso dire di aver scelto il Reverso proprio per far vedere come in un modello conosciutissimo e che vediamo moltissime volte ci possano essere ancora ottimi spunti e curiosita’ da scoprire.
    Poi, Ciaca hai detto una cosa molto importante sulla semplificazione della meccanica riportando l’esempio del reverso ma la stessa cosa possiamo dire per esempio della Gran data Daniel Roth nella quale la “formula magica” è stata la trasparenza, più semplice di così?!?!?

  8. Articolo come sempre molto interessante.
    Poiche’ molti ritengono Lange abbia “inventato” la grasn data non guasterebbe un exursus storico per questa bella complicazione.
    erm.

    1. Grazie erm, mi fa piacere percepire il vostro interesse sulla Gran data e questo è un ottimo incipit per continuare ed approfondire, anche storicamente, l’argomento..

  9. I costruttori di orologi dovrebbero capire che mettere una piccola data non serve [quasi] a niente. La data deve essere leggibile allo sguardo come per l’ora.
    Non parliamone poi delle persone adulte e anziane che non ci vedono bene. Proprio quelle che possono permettersi di comprare orologi di un certo prestigio.
    La data deve essere ben visibile immediatamente. Gran Data deve significare una data abbastanza grande da essere immediatamente visibile. In effetti un po’ più grande delle gran date in commercio.
    Può passare questo messaggio?

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