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Intervista a Michel Parmigiani: creare e condividere orologi

Poco prima di Basilea 2009 Michel Parmigiani rilascia un'intervista in esclusiva facendo il punto sulla manifattura e l'imminente apertura degli Atelier.

di Massimo Scalese 6 MIN LETTURA

 

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“Impara l’Arte e non metterla da parte…” Immagino che un tempo fosse diverso intraprendere certi mestieri: non bisognava per prima cosa andare in banca, neanche a scuola. Ma quando nel tuo lavoro vi era un pizzico di tutto – da procurarsi gli utensili adatti a disegnare quello che il tuo ingegno ti sussurrava per realizzarlo infine con le tue mani – veniva da sè pensare solo a come insegnarlo agli altri.

Questa è più che la descrizione del mestiere del Mastro Orologiaio, la sua filosofia di vita.

Oggi se vuoi essere una manifattura di orologi le cose non stanno proprio così. E’ necessario salvaguardare il proprio know-how non solo pianificando le risorse produttive, ma investendo nella cultura in modo che possa far comprendere quello che questa arte ha da dire.

Michel Parmigiani ha percorso fin dagli inizi questa strada. Oggi Parmigiani Fleurier è strutturata come un vero e proprio Universo Orologiero. Tradotto in numeri sono 500 gli artigiani, impegnati in 50 diverse professionalità, 4 stabilimenti di produzione e le altrettante culture orologiere regionali che lavorano e modellano l’identità della manifattura:

  • Vaucher Manufacture Fleurier raggruppa al suo interno le attività di Ricerca e Sviluppo (lavorazione con macchine CNC di platine, ponti e di alcuni componenti orologieri );  di un importante laboratorio meccanico; di diversi laboratori orologieri di preassemblaggio, assemblaggio, incassatura e formazione ; di decorazione delle platine, dei ponti, ma anche l’anglage a mano di tutti i componenti; di galvanoplastica.
  • Bruno Affolter SA, a la Chaux-de-Fonds. Conosciuto per essere in grado di realizzare anche le casse più complesse, mediante elaborazione tridimensionale in CAD e lavorazione che utilizza macchine a comando digitale (CNC), Bruno Affolter SA unisce competenze artigianali acquisite da lungo tempo ai processi di produzione tecnologicamente più avanzati.
  • atokalpa è da tempo specializzata nella fabbricazione di ruotismi, producendo tutte le parti che costituiscono lo scappamento e l’organo di regolazione, vale a dire una ventina di elementi che compongono ruota di scappamento, ancora, disco, bilanciere e spiralepignoni e microingranaggi.
  • Elwin, con sede a Moutier, è entrata a far parte del polo orologiero della Fondation de Famille Sandoz dal gennaio 2001. È stata fondata dalla terza generazione di artigiani specializzati, sin dal 1912, nella tornitura orologiera, in particolare degli assi del bilanciere.

Ma ecco la novità che differenzia il marchio di Fleurier: il progetto ATELIER PARMIGIANI, definito un luogo di incontro.

Come un atelier di alta moda, l’ATELIER PARMIGIANI rappresenterà la quint’essenza del marchio nel cuore delle principali città del mondo. Dubai, Hong-Kong e Mosca saranno le prime grandi metropoli ad accogliere, a partire dal 2009, un ATELIER PARMIGIANI.

Tutti i visitatori, semplici curiosi o amanti dell’orologeria o clienti della Maison, saranno accolti da un orologiaio esperto in Alta Orologeria che sarà in grado di esplicare tutte le caratteristiche specifiche dei movimenti Parmigiani che svolgono con il proprio punto di vista, ogni complicazione conosciuta.

Tutte le collezioni del brand saranno esposte, al gran completo, per consentire agli appassionati, ma anche alla stampa, di accedere facilmente sia ai modelli più semplici che alle grandi complicazioni Parmigiani.

L”ATELIER PARMIGIANI è destinato ad essere prima di tutto vero centro di diffusione della maestria manifatturiera. Luogo di discussione e di comprensione del brand, avrà il compito di supportare la rete di distribuzione ufficiale del paese e fungerà da centro di assistenza tecnica autorizzato. Ogni particolare dell’arredamento, realizzato su misura da Parmigiani, sarà fedele allo spirito della Maison (vi assicuro che per quanto visto con i miei occhi… varrà la pena visitare un atelier solo per questo). Il banco da lavoro dell’orologiaio-consulente, posto al centro del locale, sarà il sigillo dell’atelier.

Bene, dopo le presentazioni passiamo al lato umano, che visti gli argomenti fin qui trattati, è per me fondamentale. Ecco l’intervista rilasciatami, in esclusiva dopo il SIHH 2009 e due giorni prima di Basilea, da Michel Parmigiani – Presidente & Mastro Orologiaio.

contaminuti – Sig. Parmigiani, la sua esperienza di orologiaio partì oltre trent’anni fa. Nel 1996 la Fondazione di Famiglia Sandoz entrò nella sua società rilevando la maggioranza del pacchetto azionario. E’ secondo lei un passo obbligatorio, quello di andare alla ricerca di maggiori risorse per fare l’alta orologeria oggi, oppure è sufficiente un target di nicchia come quello inseguito dagli orologiai indipendenti?

Michel Parmigiani – Il percorso per diventare un marchio è totalmente diverso da quello per diventare artigiano. Un marchio, per esistere, deve disporre di un numero di pezzi tale da garantirne la visibilità a livello mondiale. E’ per raggiungere questo obiettivo che, negli anni a venire, desideriamo incrementare la nostra produzione annua dagli attuali 5’000 a 10’000. E’ il quantitativo necessario per essere conosciuti e riconosciuti.

Il contributo finanziario della Fondazione di Famiglia Sandoz è indispensabile per permettere lo sviluppo della manufattura e del marchio. L’apporto più importante che deriva dalla presenza di questo azionario maggioritario è senz’altro l’autonomia di cui sono dotati la nostra manufattura ed il nostro marchio. Produciamo tutti i nostri componenti strategici (spirale, scappamento, bilanciere) e realizziamo prodotti che rispondono alle nostre aspettative ed i nostri criteri di qualità.

cm – Nel 2007 in una mia visita casuale a Fleurier mi resi conto che la parola “indipendente” era oramai sedimentata da tempo nella produzione Parmigiani. Nei vostri progetti c’è il potenziamento della Vaucher che è il motore centrale della vostra produzione. Tante sono le aziende da voi acquisite, ognuna con un’esperienza anche centenaria. Pensa che il passo successivo sarà quello di dover raggruppare queste risorse in un’unica sede come già fece Patek Philippe e più recentemente Franck Muller, o ciò non rientra nei vostri piani?

M.P. – Abbiamo effettivamente un progetto di raggruppamento in corso che concerne la Vaucher Manufacture Fleurier (VMF) la cui produzione ed amministrazione sono attualmente distribuite su tre siti in Fleurier. E’ stato acquisito, sempre a Fleurier, un terreno sul quale sono in fase di costruzione gli spazi che permetteranno di ospitare tutte le attività di VMF sotto un unico tetto.

Escludo a priori la possibilità di raggruppare tutta la manufattura in quanto l’impatto negativo sarebbe troppo grande. Da una parte priveremmo regioni discoste come il Giura di un importante datore di lavoro. Dall’altra, poichè non tutti i collaboratori vorrano o potranno trasferirsi, amputeremmo la nostra manufattura di competenze chiave.

Tra i valori alla base della nostra filosofia aziendale troviamo anche l’impegno affiché lo sviluppo delle nostre attività possa sempre farsi nel rispetto della realtà sociale.

cm – L’ATELIER PARMIGIANI nella definizione da voi rilasciata è un luogo dove viene diffusa la cultura orologiera non necessariamente ai soli che compreranno un orologio Parmigiani. Lei crede che questo basti anche come scelta commerciale, oppure pensa che il suo messaggio potrà in seguito arrivare, grazie all’investimento parallelo su prodotti mediatici virtuali come documentari, animazioni e contenuti sul web, agli appassionati che non possono visitare le vostre boutiques?

M.P. – Tramite il nostro sito parmigiani.ch offriamo una finestra interessante, accessibile a tutti. Con il progetto Atelier Parmigiani privilegiamo in effetti i clienti o gli appassionati del marchio che ci renderanno visita di persona. L’Atelier Parmigiani vuol essere un punto di incontro tra il nostro cliente e l’orologiaio. I frequentatori di questo spazio riceveranno spiegazioni da un esperto tecnico, e non da una figura commerciale, in modo da poter soddisfare i grandi appassionati – che si fanno sempre più numerosi.

L’Atelier Parmigiani è un progetto in cui crediamo molto e speriamo verrà confermato dalle prime esperienze…

cm – Il suo stile penso possa essere definito decisamente classico: molti non la vedono più proprio così e non reinterpretano solo le complicazioni in chiave moderna, ma le accompagnano anche con materiali innovativi o mai usati prima per realizzare un orologio. Lei anni fa ha realizzato su questa linea di pensiero il Bugatti. Rimarrà un episodio unico?

M.P. – No, non credo. Al contrario. La nostra famiglia Bugatti sarà arricchita da nuovi modelli, attualmente in fase di sviluppo, che spero interpelleranno gli appassionati.
 Secondo me è importante che una collezione, classica o sport-chic ce sia, sia dotata anche di modelli aticipi in modo da poter rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti. La collezione Parmigiani risponde senz’altro a questo criterio: la nostra gamma di prodotti propone infatti una varietà straordinaria.

cm – Pensa chei i giovani di oggi, con la crescita che c’è stata negli ultimi anni di corsi e scuole specializzate, abbiano più possibilità di una volta di intraprendere il suo mestiere?

M.P. – Questo è senz’altro valido per la Svizzera, poichè le strutture formative sono state potenziate nell’arco degli scorsi anni.
 Durante la crisi dell’industria orologera degli anni ’70 si era pensato a sopprimere determinati percorsi formativi. Per fortuna i politici di allora hanno avuto una visione a lungo termine, bocciando questa proposta ed impedendo che la trasmissione da generazione a generazione delle conoscenze del mestiere si interrompesse, con conseguenze gravi per la professione. 
La mia esperienza personale può forse ispirare i più giovani: è nel mezzo della crisi degli anni ’70 che ho intrapreso la professione di mastro orologiaio, mettendomi in proprio. Una decisione contro corrente che in molti mi hanno sconsigliato di prendere. Penso che guardando al futuro con una nota di saggezza, e guardando oltre l’orizzonte, nuove leve possano trovare la motivazione per formarsi in un bellissimo mestiere che sposa tradizione e tecnologia.

Michel Parmigiani – Fleurier, 24 Marzo 2009.

contaminuti

 

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