270 anni di esperienza orologiera che convergono in un’unica, straordinaria creazione? La risposta arriva da Ginevra, dove Vacheron Constantin ha svelato La Quête du Temps Mécanique d’Art, un’opera che ridefinisce i confini tra orologeria, arte e la filosofia del tempo.
Mentre scrivo, sono circa le 14 passate di un lunedì pomeriggio autunnale, e non posso fare a meno di pensare a quanto sia appropriato parlare di questa creazione in questo momento, mentre la pioggia batte pigramente sui vetri degli abbaini della mansarda. Perché questo non è semplicemente un orologio: è una meditazione meccanica sul nostro eterno rapporto con il cosmo.
Vacheron Constantin La Quête du Temps: L’Orologio Astronomico con Automa Funzionale
Per comprendere pienamente la portata rivoluzionaria di quest’opera, è importante sapere che nessuno prima d’ora era riuscito a creare un automa che fosse anche una complicazione orologiera funzionante. Dagli antichi imperi cinese e persiano ai giorni nostri, gli automi sono sempre stati dispositivi decorativi aggiuntivi – giocattoli per soddisfare i capricci dei Re, per quanto Lo Scrivano di Jaquet Droz, se si pensa che fu costruito con la tecnologia che c’era all’Epoca dei Lumi, non si tocca. Tuttavia bisogna prendere atto che nel 2025 Vacheron Constantin ha cambiato le regole del gioco: il loro “Astronomo” non si limita a muoversi, ma indica effettivamente ore e minuti attraverso una coreografia di 144 gesti diversi. Guarda questo breve video.
L’orologio astronomico si sviluppa su tre livelli architettonici: la cupola celeste, l’orologio astronomico centrale e la base ottagonale che ospita il sistema solare. Ogni sezione racconta una parte della storia del tempo umano, dalla contemplazione delle stelle alla misurazione precisa degli istanti che scandiscono le nostre giornate.
Il calibro 9270 rappresenta il cuore pulsante di questa creazione: 2.370 componenti che orchestrano 23 complicazioni orologiere, mentre altri 3.923 elementi danno vita all’automa. Sette anni di sviluppo hanno portato a 15 brevetti depositati, di cui sette dedicati alle innovazioni orologiere e otto ai sistemi dell’automa.
Come Funziona l’Automa Orologiaio: Innovazione e Tradizione nell’Alta Orologeria Svizzera
La vera magia risiede nel sistema di memoria meccanica che Vacheron Constantin ha sviluppato per trasferire le informazioni temporali dall’orologio all’automa. Questo ponte tecnologico permette al personaggio dorato di eseguire tre sequenze coreografiche distinte: la prima presenta il ciclo giorno-notte, la seconda guida l’osservatore attraverso la volta celeste, la terza indica l’ora precisa su scale sospese nella cupola di vetro.
Le melodie che accompagnano ogni performance sono state composte dal cantautore e compositore francese Woodkid e vengono eseguite da un sistema musicale meccanico integrato, formato da un metallofono e tubi wah-wah. Puoi attivare la sequenza su richiesta o programmarla fino a 24 ore prima: un dettaglio che trasforma ogni consultazione dell’ora in un evento teatrale.
La cupola di 40 cm di diametro ospita una rappresentazione della volta celeste dipinta a mano, che riproduce esattamente le costellazioni visibili da Ginevra il 17 settembre 1755, giorno della fondazione di Vacheron Constantin. Questa precisione astronomica è stata raggiunta grazie alla collaborazione con gli astronomi dell’Osservatorio di Ginevra.
L’Arte dei Métiers d’Art Applicata all’Astronomia Meccanica
Ogni superficie di questa creazione racconta una storia attraverso tecniche artigianali – come li chiamano le manifatture svizzere i Métiers d’Art – che affondano le radici nei secoli passati. L’incastonatura prevede 100 diamanti baguette (circa 11,6 carati) per incorniciare il tourbillon e l’indicazione delle 24 ore, mentre 122 diamanti brillanti sul corpo dell’automa rappresentano le stelle principali delle costellazioni.
La figura dell’Astronomo, alta 28 cm e placcata in oro giallo 18 carati, è stata modellata a mano in argilla prima di essere fusa in bronzo in otto sezioni articolate. Il corpo presenta incisioni taille douce che riflettono le costellazioni osservate dal personaggio, creando un dialogo poetico tra l’automa e l’universo circostante.
Il quadrante posteriore svela una carta celeste che ruota seguendo il tempo siderale (23 ore, 56 minuti e 4 secondi), mentre la base intarsiata in lapislazzuli d’epoca raffigura il sistema solare con cabochon di pietre dure: azzurrite per la Terra, diaspro rosso per Marte, agata crazy lace per Giove, ossidiana argentata per Mercurio.
Il Futuro dell’Alta Orologeria Racchiuso nel Presente
Quest’opera monumentale ha ispirato anche un orologio da polso: il Métiers d’Art Tribute to The Quest of Time, limitato a 20 esemplari. Questo segnatempo a doppia faccia presenta il nuovo calibro di manifattura 3670 con quattro brevetti e include complicazioni astronomiche, doppia indicazione retrograda e rappresentazione delle costellazioni in tempo reale.
La luna retrograda tridimensionale merita un approfondimento: costruita su due livelli con meccanismo e bariletto propri nascosti all’interno della sfera cava, garantisce una precisione di 110 anni senza correzioni.
Conclusione: Quando l’Eternità Incontra l’Artigianato
Per i marchi dell’Alta Orologeria con una storia secolare, gli anniversari rappresentano momenti di riflessione e creazione. Vacheron Constantin, pur non essendo il nome più antico del settore, vanta 270 anni di attività ininterrotta: un record di continuità che pochi possono eguagliare.
Nominare La Quête du Temps Mécanique d’Art un orologio commemorativo è una bestemmia: è una riflessione filosofica sul rapporto dell’umanità con il tempo e l’universo. Come le grandi cattedrali gotiche che richiedevano generazioni di mastri costruttori, quest’opera è destinata a ispirare orologiai e appassionati per i secoli a venire.
Dal 17 settembre al 12 novembre 2025, se capiterai in quei di Parigi potrai ammirare questo capolavoro al Museo del Louvre nell’esposizione “Mécaniques d’Art”, accanto a opere storiche che testimoniano la passione millenaria dell’uomo per i meccanismi complessi e la misurazione del tempo.
Ora come sempre passo la parola a te. Hai mai pensato che l’antica Alta Orologeria, oggi, rimanga una delle poche arti capaci di incantare mantenendo un filo continuo con il passato? Lascia un commento con le tue riflessioni su questa straordinaria fusione tra tradizione e innovazione.








Commenti
Buongiorno Massimo
Ho letto tutto il tuo articolo assaporando ogni singola parola come un bambino che mangia una caramella e gusta fino all’ultimo pezzettino.
Cosa dire? Vacheron io la reputo la Maison assoluta dell’orologeria mondiale.
Solo il riuscire a tramandarla e tenerla viva dal 1755, creando forse le complicazioni meccaniche più incredibili mai fatte dall’uomo, bè è un’opera d’arte.
Ricorderanno tutti penso le varie creazioni fatte da Les Cabinotiers, autentiche opere d’arte.
Mi riallaccio ad alcune tue frasi dell’articolo… “Perché questo non è semplicemente un orologio: è una meditazione meccanica sul nostro eterno rapporto con il cosmo” … un automa cosi lascia senza parole.
“2.370 componenti che orchestrano 23 complicazioni orologiere, mentre altri 3.923 elementi danno vita all’automa” e “non posso fare a meno di pensare a quanto sia appropriato parlare di questa creazione in questo momento, mentre la pioggia batte pigramente sui vetri degli abbaini della mansarda”…Massimo… non sai cosa darei per poter entrare un’ora soltanto in quei sottotetti di Ginevra, dove questi maghi lavorano, per assaporare quell’atmosfera magica…
“riproduce esattamente le costellazioni visibili da Ginevra il 17 settembre 1755, giorno della fondazione di Vacheron Constantin” ma solo l’idea di fare una cosa del genere…. ma chi sono??
E poi… non dimentichiamo “un orologio da polso: il Métiers d’Art Tribute to The Quest of Time” è proprio “la Ricerca del Tempo” e rappresentandola così hanno creato una vera pazzia.
Grazie
Questa si che è passione! Ma con te – visto che oramai con tutti i commenti che fai da anni ti conosco bene – non avevo dubbi Lorenzo, grazie, e fa bene leggerli! E penso che tutti coloro, al di là di come l’ho scritto, che abbiano letto o stiano leggendo questo articolo, anche se non commentano abbiano provato le stesse tue emozioni! N.B. Dove scrivo, per quanto non “nobile” come quelli dove questi artigiani operavano nel XVIII secolo, è anch’esso un sottotetto o mansarda, quindi non mi sono preso alcuna licenza letterale.. E ieri in primo pomeriggio pioveva davvero! 😂 Evviva l’arte dell’orologeria!
Non ho parole.
Comprendo! Grazie per il commento…