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Baselword The End! Note e Riflessioni sul Salone di Basilea 2018

Baselworld 2018, il salone mondiale del gioiello e dell’orologio di Basilea, che come sappiamo ha visto al via meno della metà degli espositori del 2017, si è conclusa ieri. Bilanci e considerazioni su come si è svolta la manifestazione.

di Massimo Scalese 3 MIN LETTURA

 

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Baselworld 2018
Baselworld 2018 – © Orologi di Classe

Baselworld 2018, l’edizione successiva al centenario del salone mondiale del gioiello e dell’orologio di Basilea, che come sappiamo ha visto al via meno della metà degli espositori del 2017, si è conclusa ieri.

Interi padiglioni e piani chiusi, ma i comunicati stampa ufficiali sottolineano nel titoletto un incremento dei visitatori di +8% nei primi due giorni, spiegando poi meglio nel testo che si è trattato di “visitatori appartenenti al settore”.

Dal mio canto posso garantire che quest’anno hanno partecipato al salone di Basilea forse più del doppio dei giornalisti o appartenenti ai digital media: trovare un angolino nell’area stampa per collegare un notebook e scrivere un articolo è stato sempre assai difficile.

I colossi come Swatch Group, LVMH, Rolex non hanno battuto ciglio: presenti tutti i brand con i loro mega-stand così come i singoli marchi top come Breitling, Chopard, Corum, Patek Philippe, Seiko e altri.

E allora com’è andata Baselword 2018?

È andata secondo i piani che l’orologeria ha negli ultimi tempi aggiustato e mitigato e cui nuove tendenze ho già trattato in un articolo: si sono visti tanti segnatempo di lusso in acciaio, tante edizioni limitate.

È sempre importante sottolineare che non si può mai dire: “il marchio X ha presentato 2 nuove linee e un nuovo Calibro mentre quello Y solo nuove versioni tutt’al più cambiando qualche quadrante” se entrambi non appartengono alla stessa altezza di gamma. Gli investimenti necessari per creare una nuova linea che dovrà produrre 10.000 e più pezzi sono enormemente più grandi di chi annuncia una Grand Complication da tre pezzi e che magari non consegnerà neppure nell’anno.

Sicuramente molto ridimensionato il fenomeno Smartwatch, o meglio, iWatch di Apple che le ha suonate di santa ragione a tutti, orologi tradizionali compresi, ha spento o limato di molto le aspirazioni di coloro che provenendo dall’orologeria volevano prendersi una fetta di mercato nei “device direttamente connessi”. Di contro ha favorito il nascere di sotto-nicchie di mercato come gli ibridi proposti da TAG Heuer e Frederique Constant. Da verificare come saranno percepiti dal consumatore.

Baselworld 2018 ha riflesso la situazione economica mondiale a prescindere dai beni voluttuari che propone. La forbice della ricchezza si è allargata e gli orologi l’hanno seguita.

Le fasce appena sopra il basso di gamma soffrono di più, ma si sono ingegnate a proporre dei segnatempo più accattivanti, mentre il lusso, soprattutto quello con un buon rapporto qualità/prezzo – e gli oggetti di status – vanno bene e continueranno così: ovviamente anche loro dovranno rivedere almeno le proiezioni di crescita fatte negli scorsi anni.

Concludendo con l’orologeria indipendente e artigianale, cui qui a Orologi di Classe scriviamo molto, chi lavorando come un pazzo giorno e notte si è presentato a Baselworld 2018 con una nuova opera, ha chiuso il salone con un numero di ordini che gli consentirà di andare avanti.

Ma Baselworld è nonostante tutto sempre una piazza molto importante. Chi ha scelto nel 2018 di essere si presente a Basilea ma fuori dagli spazi della Messe avrà senz’altro risparmiato, ma le entrate saranno state altrettanto soddisfacenti? Lo stesso vale per chi ha deciso di saltare del tutto l’appuntamento.

Siamo solo a aprile e i conti come sempre si fanno a fine anno.

Tutto quanto riguarda Baselworld potrai trovarlo qui.

 

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