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Denis Asch parla con Paola Puja editrice di Orologi – Le Misure del Tempo

Paola Puja editrice di Orologi - Le Misure del Tempo, scambia con Denis Asch opinioni su vari argomenti dal mondo degli orologi da polso

di Massimo Scalese 4 MIN LETTURA

 

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Il prezioso contatto tra Denis Asch e blog-orologi.com continua con un’importante esclusiva: il proprietario del negozio l’Heure Asch, che interpreta la sua professione mantenendo ben vivi i contatti con il mondo orologiero internazionale, si è confrontato questa volta con una delle voci più autorevoli di casa nostra, Paola Puja editrice della rivista Orologi – Le Misure del Tempo.

Più che un intervista è stato uno scambio di idee da due professionisti che operano nello stesso campo, ma da posizioni molto diverse: il risultato ci aiuta capire meglio il momento che i nostri amati orologi stanno vivendo. Ecco che cosa si sono detti:

I MARCHI

Paola Puja: “Osservando i marchi trattati nel tuo negozio, sembra che tu non sia interessato da quelli più “grandi”. E’ un segno di coraggio?

Denis Asch: “Alcuni pensano che lo sia. La verità è che preferisco relazionarmi con marchi piccoli, indipendenti e di nicchia piuttosto che con quelli che non hanno nulla più nulla da dimostrare. Non penso che quest’ultimi abbiano bisogno del mio apporto.”

D.A.: La moda e il design sono molto importanti e ben sviluppate in Italia. Perchè nel vostro paese non vi sono designers di orologi famosi?

P.P.: Secondo il mio punto di vista ci sono almeno due importanti motivi: Il primo è che in Italia i marchi non sono tanti – quelli importanti intendo – secondo, siamo probabilmente più bravi a disegnare vestiti, borse, scarpe, automobili e, per ultimi ma non per questo meno importanti, gioielli.

GLI OROLOGI

D.A.: Qual’ è la tua opinione a riguardo della moda degli orologi di grandi dimensioni?

P.P.: Anche se io non sono più una giovane signora, li adoro.

D.A.: Quale orologio hai al polso in questo momento?

P.P.: Beh, sto indossando un orologio che è assolutamente “out” dalla moda delle grandi dimensioni: un Rolex Ovetto della prima metà del Secolo scorso. Ha circa la mia età!”

IL MERCATO ITALIANO

D.A.: Ho sentito molte volte, da quando mi interesso di orologi, che il mercato italiano è spesso utilizzato come test: un orologio che ha successo nel vostro paese lo otterrà anche nel resto del mondo. E’ ancora vero ciò?

P.P.: La situazione è molto cambiata nell’ultimo decennio: paesi come la Russia, Giappone, Cina e Dubai sono diventati mercati importanti e le case hanno incominciato a creare orologi allineati ai loro gusti e alle loro culture che sono lontani da quelli europei. Ma questi mercati sono da considerarsi maturi ora e, a causa della recessione che talvolta è più forte in alcuni di questi luoghi che nelle altre parti del mondo, in un futuro prossimo la “Vecchia Europa” e anche l’Italia hanno molte chances di ritornare nelle prime posizioni.

D.A.: Parlami dell’odierna situazione economica in Italia. Ho sentito che nel vostro paese vi sono circa 25.000 dettaglianti, che cosa sta accadendo?

P.P.: Sfortunatamente non ho dati recenti, ma so che i dettaglianti operano divisi in alcune principali categorie di commercio: fascia alta, media, media-bassa e bassa secondo i marchi che trattano. E posso dirti che molti di loro, tra quelli che non appartengono alla parte alta del mercato, hanno chiuso in ribasso.

D.A.: Certo, lo stesso è accaduto in Svizzera.

P.P.: Ma devi considerare che il giro d’affari dell’industria orologiera ha segnato una crescita del 180% negli ultimi dieci anni. Non ci si può sempre aspettare una crescita del 10%, 12% o del 18% su base annua: l’andamento attuale è abbastanza normale dopo i periodi positivi trascorsi.

D.A.: Hai ragione e i numeri non sempre tengono conto delle vendite interne rispetto quelle esterne: alcuni rivenditori stanno soffrendo molto più dei marchi.

FIERE ED EVENTI

P.P.: Che cosa pensi del S.I.H.H. e di Baselworld, le più importanti mostre di orologi del mondo?

D.A.: Mi piace molto visitare il S.I.H.H e Baselworld, non mancherei mai uno di questi appuntamenti. Suggerirei meno confusione a Baselworld e un giorno dedicato ai clienti finali al S.I.H.H. Voglio dire, qualcosa che sta nel mezzo sarebbe davvero perfetto. Mi spiego meglio: da una parte i miei clienti sono dispiaciuti di non poter visitare il S.I.H.H, dall’altra penso che i negozianti ed i giornalisti non riescano a stare concentrati negli affollati giorni di Baselworld, anche se comprendo l’importanza di mettere gli orologi più vicini alla gente.

P.P.: Qual’è la tua opinione a riguardo del Grand Prix d’Horlogerie de Genève?

D.A.: Partecipo sempre alla cerimonia della premiazione e spesso anche alla cena di Gala con i marchi con cui lavoro. E’ una buona occasione per incontrare partners, concorrenti, amici e giornalisti. Inoltre penso che l’industria orologiera abbia del fascino nel suo DNA e questo tipo di eventi va diretto alla fantasia della gente.

P.P.: Scusami Denis, ma non sono d’accordo con te. Secondo la mia opinione la gente non ha bisogno di mostre ed eventi, ha solo bisogno di orologi. Penso che i loro contenuti tecnici ed estetici sono i loro migliori testimonials.

D.A.: Sono d’accordo con te Paola. Ecco perchè ho offerto un Vulcain Cricket Revolution all’ultima edizione del Grand Prix d’Horlogerie de Genève. Penso che questa Maìson e la sua collezione siano tra i migliori ambasciatori dell’industria orologiera Svizzera.

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Davvero interessate quello che ho potuto apprendere da chi gli orologi li conosce bene come Paola Puja e Denis Asch. Il 2010 sta per arrivare e, come abbiamo letto, tutte le ruote sono più “oliate” che mai!

contaminuti

 

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