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A. Lange & Söhne Il Lange 1: la perfezione sfiorata

Si dice che la perfezione sia esclusività divina, detto questo, volevo esporre il mio umile parere riguardo ad uno degli orologi da polso più straordinari

di Robert Daolio 2 MIN LETTURA

 

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Si dice che la perfezione sia esclusività divina, detto questo, volevo esporre il mio umile parere riguardo ad uno degli orologi da polso più straordinari che vi siano in circolazione: il Lange 1 di A. Lange e Söhne. Ciò che maggiormente colpisce ad una prima occhiata è sicuramente la perfetta armonia degli elementi che compongono il quadrante, benché, a differenza della grande maggioranza degli orologi, siano completamente asimmetrici e decentrati quasi a formare una meravigliosa e ordinata casualità.

Questo la dice lunga sulle incredibili capacità di questi maestri orologiai che riescono nella non facile missione di creare un oggetto di assoluta complessità meccanica, da un geniale sogno di design.

Nella versione presa ad esempio si può vedere il quadrante in argento massiccio, indici a losanga e numeri romani applicati in oro rosa, stesso materiale per le lancette ed il bordo della ormai famosa finestrella del ‘grande datario‘: un altro accostamento centrato in pieno tenendo conto anche delle dimensioni generose (38,5 mm di diametro e 10 di spessore).

La referenza 101.021 che vedete nella foto ha un’anima di metallo intricato che porta il nome di ‘calibro L 901.0‘ con manciate di rubini (alcuni dei quali fissati in castoni d’oro), ponti decorati a mano ed un insieme di ruote, molle, viti ed altri misteriosi ingranaggi che sembrano gettati lì a caso ma che in realtà interagiscono perfettamente in armonia per potervi dire che il tempo impiegato a guardare un sogno non è mai tempo sprecato: che sia un quadro, uno scorcio di mare, una donna o un Lange 1.

Dopo circa un secolo e mezzo, la A. Lange & Söhne continua a meravigliare e ad imporsi come punto di riferimento nel mondo dell’Alta Orologeria grazie a tecnica ed eleganza che spingono molti (me compreso) a sognare di averlo al polso.

robert

 

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