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Riparliamone: Glashütte Original PanoReserve, un classico intramontabile

Un altro sguardo al Glashütte Original PanoReserve un orologio 100% Made In Sachsen-Anhalt, dove tutto ruota intorno la tradizione sassone.

di Massimo Scalese 5 MIN LETTURA

 

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Ci sono orologi cui fai fatica a scrivere una recensione; a volte dopo aver elencato le caratteristiche ti rimane ben poco da dire. Ce ne sono invece altri cui potresti dedicare un intero e-book tanti sono i mondi che toccano. Se un segnatempo mostra di avere pure una grande anima ci vuole almeno un altro articolo. Classico, storico, distinto, icona animata della vecchia orologeria di fede sassone, il Glashütte Original PanoReserve andrebbe tenuto a mente quando considerando di comprare il primo orologio importante ci si accorge di essere più attratti dalle passioni che dagli status.

Glashütte Original PanoReserve

Glashütte Original PanoReserve – avanti con la tradizione

Lui è quanto oggi nella collezione Pano di Glashütte Original ci sia di più vicino ai genuini segnatempo da tasca che venivano alla luce nel polo orologiero di Glashütte. Quelli che a partire da 180 anni fa e che anche dopo la Grande Guerra continuavano a preoccupare gli svizzeri e le loro esportazioni. A quei tempi per gli elvetici reggere il paragone con un prodotto realizzato in Sassonia, che un giorno si decise di tentare di proteggerlo con il marchio “Original”per contrastare le diverse copie che erano state immesse sul mercato, era un grosso problema.

Glashütte Original PanoReserve

Mi riferisco in particolare alle produzioni di Julius Assmann valente orologiaio che dopo aver terminato il suo primo apprendistato a Berlino, approdò nella cittadina di Glashütte su invito di Ferdinand Adolph Lange. Nel 1845 Il fondatore di A. Lange & Söhne era stato incaricato dal governo di Dresda di organizzare un polo orologiero in quel piccolo borgo ai piedi dei monti dove prima si estraeva l’argentite.

Museo Orologio Tedesco Glashütte
Orologio da tasca Julius Assmann

E come vuole la tradizione la magnifica platina del Calibro 65-01 che anima questo Pano è proprio come era una volta in argentone, altrimenti chiamato alpacca, una lega metallica costituita da rame (60%), zinco (20%) e nichel (20%) con bassissimo contenuto di ferro e di piombo.

Glashütte Original PanoReserve

Ruotando la cassa da 40 mm di diametro, che può essere in acciaio inox o oro rosso, si apre davanti a te un panorama mozzafiato: la struttura chiusa a ¾ secondo la visione orologiera sassone che, se da una parte non lascia spazio a aperti e deliziosi ponti come invece offre la visione della scuola elvetica, dall’altra lasciando fuori appena un 25% questa scelta dona al movimento una vita pressoché eterna.

Questo è solo l’inizio del puro DNA del PanoReserve. Platina decorata a nastro di Glashütte, apparente simile alle côtes de Genève, ma diversa (leggi qui il perché). I castoni, che sono i bicchierini che fissano i rubini sulla platina, in oro fissati da viti azzurrate.

Glashütte Original PanoReserve

Particolari che non tutti riescono a avvertire come importanti in un segnatempo, ma che sono alcuni degli accorgimenti che più differenziano un “bell’orologio” da un opera che tramanda cultura nata secoli fa comodamente allacciabile al polso.

Sobrio davanti esibizionista dietro

Il Glashütte Original PanoReserve è un segnatempo a carica manuale con indicazione dell’ora decentrata tipicamente sassone, funzione di visualizzazione della riserva di carica e Grande Data.

Glashütte Original PanoReserve

Le funzioni offerte sono neanche troppo basiche, ma chi compra un classico come questo – pur conoscendone i dettagli a menadito (in caso contrario leggi l’articolo approfondito), è alla fine affascinato in particolare da tre punti: carica manuale, meccanismo di regolazione del bilanciere e finiture.

Nonostante alla mia domanda di qualche anno fa la manifattura non abbia avuto problemi a dire che il Glashütte Original più venduto in Italia sia si un Pano ma non questo, la carica del suo movimento è il primo elemento che dimostra la stretta appartenenza del Glashütte Original PanoReserve con il passato.

Glashütte Original PanoReserve

Non solo platina a ¾
Osservando il movimento dal fondello in zaffiro trasparente quel “quarto” volutamente scoperto, cui zona è affidata la regolazione del tempo, basta a farti girare la testa. Da parte a parte è attraversato da un ponte filigranato a mano che sopraeleva la regolazione del bilanciere.

Glashütte Original PanoReserve

In se la regolazione a collo di cigno è un tratto somatico che anch’esso identifica la scuola sassone, ma nella versione doppia è una prerogativa unica ideata e messa a punto nel 2002 da Glashütte Original.

Nata proprio sul PanoReserve essa è costituita da due anelli in acciaio temperato cui forma è molto simile al collo dell’elegante uccello. Fatto altrettanto unico è che entrambi sono montati sulla cock del bilanciere.

Come funziona il doppio collo di cigno

Ciascun collo di cigno è indipendente dall’altro; essi servono sia a regolare la frequenza del Calibro 65 sia a centrare la molla di oscillazione.

Quello destro viene utilizzato per aggiustare il meccanismo regolatore allungando o accorciando la molla libera della spirale per conseguentemente regolare in avanti o indietro la frequenza del movimento.

doppio collo di cigno
Esploso doppio collo di cigno © Glashütte Original

Il sinistro serve per spingere il pitone, azione che permette di regolare la parte finale della molla per raggiungere un perfetto isocronismo.

In un Calibro Glashütte Original munito di questo meccanismo, la parte preliminare della regolazione viene effettuata con l’unica vite posta sulla scanalatura, dopodiché per i micro-aggiustamenti si agisce proprio sulle minuscole viti che regolano i colli di cigno.

Seguendo un rituale adottato da coloro (pochi) che in orologeria meccanica costruiscono tutto in-house, ossia una vera manifattura, è sempre un solo orologiaio a mettere mano sull’intero sistema di regolazione in modo che sia sempre “una sola mano” a iniziare e terminare l’intero processo.

Glashütte Original PanoReserve

La gioia di possedere un Glashütte Original PanoReserve sta come in tutti i pezzi di Alta Orologeria nell’osservare i dettagli. Sempre rimanendo in zona doppio bilanciere lo sguardo rischia di perdersi in tutti gli intagli filigranati del ponte riempiti in oro 18k.

E il lungo anglage che chiude la fine della platina a ¾ dal lato bilanciere vogliamo tralasciarlo?

Versioni

Con gli anni e come capita spesso in orologeria il PanoReserve è migliorato. Nel 2012 è stata abbandonata la vecchia cassa con forma conica che molti non hanno gradito ma che in fondo era solo un altro tratto duro tipicamente tedesco, per me molto originale.

L’ultimo design è però tutt’altra cosa: esso ha permesso di montare una lunetta molto più sottile ampliando il quadrante e aumentando ancora la somiglianza con i suoi avi da taschino.

Glashütte Original PanoReserve

Per la versione in acciaio i quadranti possono essere nel tradizionalissimo colore argentèe, rutenio, o in una tonalità di blu cangiante che a me piace moltissimo. Le versioni in oro rosso montano quadranti grigio opalino o neri.

I prezzi partono da 9.700 Euro.

Tutte le versioni con caratteristiche si trovano sul sito www.glashuette-original.com

 

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Commenti

  1. Che dire oltre alla magnifica descrizione del caro amico Massimo? Come sempre esaustivo, come sempre tecnicamente preciso,come sempre riesce a trasmettere ciò che in orologeria è un fondamento cioè la PASSIONE. Questo Pano è assolutamente desiderabile ed è mooooolto appetibile come prezzo. Io,che andrei direttamente verso Lange, farei un bel pensiero su Glashutte.

  2. Capisco la ricerca della raffinatezza. Però gli orologi meccanici di alto livello sopravvivono, ormai, solo grazie al fatto che c’è gente con tanti soldi da spendere. Come si sa, sono distanti anni luce dalla precisione di quelli al quarzo. Quindi che senso ha ancora la loro esistenza?

  3. Domenico se paragoniamo un orologio meccanico con uno al quarzo e guardiamo solo la precisione, come darti torto? O proseguendo come darlo a chi dice: “io l’orologio (quarzo compreso) non lo compro perché è inutile, l’ora la leggo sullo smartphone”. Tutti ragionamenti che hanno almeno un senso, come lo ha – come hai scritto tu – “la ricerca della raffinatezza”. Si perché a prescindere che costi 300 o 300.000 euro è una sfida difficilissima mettere insieme un centinaio di incomprensibili pezzettini, leve, e molle che muovendosi in modo coordinato quando restituiscono l’ora sbagliano 3 o 4 secondi ogni 86.400 che ne ha un giorno intero. Gli orologi meccanici non sopravvivono, oramai, solo grazie al fatto che c’è gente con tanti soldi da spendere come hai detto tu ma vivono, e vivranno per l’eternità perché sono un pezzo importante di cultura e di arte. Naturalmente ciascuno è sempre libero di dar peso a ciò che vuole. Ma in un orologio meccanico il senso c’è, altroché se c’è. Grazie per il commento.

  4. Caro Massimo, è il tuo punto di vista. Lo rispetto, ma non lo condivido. A mio avviso, un orologio serve a darci l’ora più esatta possibile. Il resto (la ricerca, ecc.) è solo uno spreco di risorse per far “contenta” gente ricca.
    Senza polemica, sia chiaro. Ammiro chi, come te, nutre una passione molto forte e certamente duratura. Cordiali saluti.

    1. Ma ci mancherebbe: va benissimo che ciascuno abbia la sua di opinione; anzi io spingo sempre perché ciò avvenga il più possibile. Concludo anch’io aggiungendo qualcosa. A me invece non disturba affatto se l’orologio meccanico che ho al polso, ben manutenuto – anche perché se sei un vero appassionato un oggetto lo curi, perda qualche secondo al giorno rispetto all’addirittura ± 1 secondo l’anno di scarto dell’ultimo movimento creato da Citizen il più preciso al mondo. Non mi disturba esattamente come qualsiasi oggetto funzionale e non che, se pur superato, mi fornisce tutta la precisione di cui ho bisogno insieme a un’opera d’arte, un pezzo di cultura. Un saluto Domenico e ringraziandoti per lo scambio di idee che ne è saltato fuori.

  5. Dimenticavo: Massimo, ho scritto “gli orologi meccanici DI ALTO LIVELLO sopravvivono, ormai, solo grazie al fatto che c’è gente con tanti soldi da spendere”.
    Non mi riferivo a quelli commerciali. Grazie della tua risposta. Ancora saluti.

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