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Lo Storico A. Lange Söhne Tourbillon Centenario

Il Tourbillon A. Lange Söhne da tasca del 1900 torna al Museo di Bautzen

di Massimo Scalese 3 MIN LETTURA

 

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A. Lange & Söhne Tourbillon Centenario

Il Tourbillon Centenario, uno dei più famosi orologi da tasca di A. Lange & Söhne fa ritorno al suo luogo di origine, il Museo di Bautzen, dopo essere andato perduto a seguito della confusione generata dalla Seconda Guerra Mondiale.

Dotato di un’elaborata savonette in oro, decorata con un disegno smaltato raffigurante la Dea Minerva, fa parte dei pochi tourbillon realizzati dalla manifattura di Glashütte prima della Seconda Guerra.

Questo orologio, riportante il numero 41000, è stato presentato per la prima volta da Emil Lange in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, ed è passato alla storia con il nome di “Tourbillon Centenario“.

Nel 1892, la manifattura sassone iniziò con la produzione dei tourbillon. Da quella data sino al 1925 realizò solo dodici tourbillon. Nel mentre, nel 1920, l’allora direttore della Scuola di Orologeria nella cittadina di Glashütte Alfred Helwig, inventò il tourbillon volante.

La Presentazione a Parigi

Nel 1900, l’orologio da tasca n. 41000 fu inizialmente consegnato al gioielliere di corte sassone Paul Thimig a Dresda, che lo vendette per 1.500 marchi d’oro al tipografo di Bautzen, Otto Weigang. L’uomo d’affari possedeva una collezione di importanti orologi da tasca e intratteneva rapporti commerciali con il marchio della famiglia Lange.

All’epoca, la sua “Chromolithographische Kunstanstalt“ stampava materiale pubblicitario di qualità elevata per molte manifatture sassoni. Prima della consegna dell’orologio, Emil Lange, che dal 1887 era l’unico proprietario dell’azienda nella seconda generazione, aveva portato l’orologio a Parigi come pezzo da esposizione, dove era stato nominato membro della giuria dell’Esposizione Universale del 1900.

Il Tourbillon Centenario

Presumibilmente Emil Lange aveva fatto decorare l’orologio in modo sfarzoso per la grande esposizione.

La cassa in oro placcata in platino è decorata con elaborate incisioni in stile neorinascimentale. La miniatura in smalto policromo sul fronte mostra una rappresentazione allegorica della Dea romana della saggezza Minerva accanto a un globo.

Nella mano sinistra, la patrona dei commercianti, degli artigiani e degli artisti, tiene un ramo d’ulivo come simbolo di pace e nella destra una corona d’alloro come simbolo di vittoria, rappresentando così la fede nella vittoria della pace attraverso il progresso economico e scientifico. Lo sfondo si riferisce all’occasione per cui questo orologio è stato creato.

Sempre sullo sfondo si può scorgere il “Quai des Nations”, attualmente il Quai d’Orsay, allestito per l’esposizione universale.

Essendo Emil Lange stesso un membro della giuria, gli fu concesso di mostrare l’orologio solo al di fuori del concorso, dove gli esperti lo accolsero con un grande successo. In riconoscimento del suo lavoro di giurato e di questo eccezionale risultato orologiero, fu poi nominato Cavaliere della Legione d’Onore francese nel 1902.

Una Storia Movimentata

Dopo la morte di Otto Weigang nel 1914, il Tourbillon centenario, insieme ad altri orologi da tasca e opere d’arte della sua vasta collezione, passò di proprietà al Museo di Bautzen. Nel 1945, durante i disordini del dopoguerra, il prezioso segnatempo scomparve da un deposito esterno dove erano state trasferite parti delle collezioni per proteggerle dai bombardamenti.

L’incisione di un sole che sorge sul mare rappresenta l’alba di una nuova era, il XX secolo, all’epoca atteso con grande speranza.

A. Lange & Söhne Tourbillon Centenario 1900

In seguito se ne sono perse le tracce fino a quando non fu ripresentato per la prima volta nel 1976 in occasione della speciale mostra di orologi da tasca Lange organizzata da Martin Huber a Monaco.

Da allora, l’orologio da tasca n. 41000 è stato messo all’asta diverse volte, tuttavia non è stato presentato all’ultima vendita all’incanto di Sotheby’s a Londra nella primavera del 2019. La città di Bautzen contattò la casa d’aste e decise di riacquistare l’orologio in considerazione del suo alto significato storico.

Un capolavoro che sottolinea la bellezza, ancora oggi speciale, dell’orologeria sassone.

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