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Tutto Ciò Che Devi Sapere Su 7 Orologi Complicati

Dal calendario alla ripetizione minuti passando per il cronografo e il tourbillon ecco quello che devi conoscere sulle principali complicazioni orologiere

di Massimo Scalese 6 MIN LETTURA

 

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di Massimo Scalese 6 MIN LETTURA

 

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orologi complicati

Dopo aver letto il titolo ti sarai subito chiesto: ma se oltre a sentire quel tic tac non so nulla di come funziona un orologio meccanico come faccio a comprendere com’è fatto un orologio complicato? Saperlo anche a grandi linee ti farà fare un salto orologiero quantico.

Poi possiamo tutti rimanere con i nostri solotempo a tre lancette con al massimo il datario, ma sapere cos’è riuscito a fare l’uomo con un orologio meccanico in 600 anni di: tentativi all’inizio sempre andati a buca, notti insonni e idee che sfidano la fisica, ti aiuterà a capire meglio perché l’orologio meccanico, che oggi in effetti è uno strumento anacronistico, non è ancora stato messo da parte e, brutta notizia per i suoi detrattori che è oltre mezzo secolo che ci provano, questo non accadrà mai.

Quando l’orologio meccanico fu inventato aveva una sola lancetta, quella delle ore. Piano piano imparando a destreggiarsi tra ingranaggi, leve e camme gli orologiai riuscirono a far compiere a quegli – per molti di noi incomprensibili grovigli di elementi – calcoli assurdamente complicati e incredibilmente precisi.

Calendario

Vacheron Constantin Traditionnelle Cronografo Calendario Perpetuo

Scandire un giorno dopo l’altro su una ruota da 31 denti, il datario, fu una gran bella invenzione e molto comoda, ma quasi ogni fine mese la data deve essere regolata manualmente. Così ancora oggi funziona il datario in un orologio. Di seguito arrivarono segnatempo con calendari capaci di ricordarsi la lunghezza di 11 mesi su 12.

Ma dopo un po’ questo agli orologiai non bastava più. Volevano che gli orologi fossero capaci di seguire la regola del computo Gregoriano, quella dell’attuale calendario in uso dal 4 ottobre 1582. Una sfida da incubo che però alla fine trovò anche lei una soluzione meccanica. Si chiamano calendari perpetui e per conteggiare l’esatta lunghezza di tutti i mesi, febbraio incluso e all’interno del ciclo bisestile che dura quattro anni, possiedono una memoria meccanica di 1.461 giorni. Ora prova a dire che sono superati.

Approfondisci il calendario completo

Approfondisci il calendario perpetuo

GMT

orologio GMT Rolex GMT-Master

Ora che abbiamo appena affrontato una tra le complicazioni più nobili e sofisticate del panorama orologiero, torniamo a rilassarci pensando agli orologi GMT. É l’acronimo di Greenwich Mean Time – Tempo Medio di Greenwich, la città londinese attraversata dal meridiano zero.

Piuttosto semplice, un orologio GMT possiede solo una seconda lancetta delle ore sullo stesso quadrante dell’orologio ma che ruota una volta ogni 24 ore – o esattamente la metà della velocità dell’altra lancetta delle ore. La seconda lancetta delle ore punta a una seconda scala temporale a 24 passi invece che 12. Questa appare in due colori diversi di cui uno più chiaro che serve per capire se l’ora indicata ricade nel giorno (AM) o nella notte (PM). In pratica si può tenere d’occhio contemporaneamente sia l’ora di casa sia quella dove si è o si sta andando.

Approfondisci l’orologio GMT

Cronografo

Una complicazione tira l’altra e secolo dopo secolo l’orologio meccanico che agli inizi sapeva misurare solo le ore, aggiunge a queste i minuti e poi i secondi. Che cos’è il cronografo? Un orologio in grado di misurare singoli intervalli di tempo definiti da un inizio e una fine.

Solitamente la partenza e l’arresto viene azionata con un singolo pulsante, mentre il riallineamento della lancetta alla posizione di partenza a ore 12 è comandato con l’altro pulsante. Il movimento può essere stato progettato all’origine per contemplare da subito questa funzione o aver montato un apposito modulo aggiuntivo. Arrivarci non fu facile ed esistono vari tipi di cronografo più o meno complicati rispetto al modello base.

Approfondisci il cronografo

Fasi Lunari

fasi lunari Blancpain

Un tempo i ritmi quotidiani erano immensamente più blandi rispetto a oggi. Un orologio con fasi lunari non solo è capace di leggere le fasi lunari a beneficio di tracciare i tempi di semina e di raccolto che nel passato erano fondamentali, ma con i suoi ingranaggi che muovono un disco su cui appare il volto della Luna che interpreta i punti chiave del mese sinodico, è la complicazione che più semplicemente ci ricorda che stiamo tutti girando nello spazio.

Per molto tempo per calcolarle gli orologiai utilizzavano una ruota da 59 denti. Scattando di un dente al giorno le fasi lunari erano sufficientemente sincronizzate con il periodo completo della lunazione che dura 29,53 giorni. Però questo calcolo presenta un errore di +44 minuti a lunazione e di +8,81 ore all’anno, troppe per chi della misurazione meccanica del tempo ne fa un’arte. Così negli ultimi anni al posto di una ruota viene utilizzato un treno di ingranaggi che riesce a ricamare, in qualche raro caso forse al secondo, il tempo di una lunazione. Quello messo a punto dall’orologiaio indipendente Andreas Strehler, che è il sistema più prestante, è stato capace di ridurre l’errore a un giorno ogni 2.060.757 anni. Non male per un mucchietto di molle e ruote dentate.

Approfondisci le fasi lunari

Tourbillon

Thomas Prescher Triple-Axis Tourbillon

Confermando l’Illuminismo il periodo della storia in cui l’uomo fece di tutto per sentirsi, e far percepire di essere al centro dell’universo, è proprio in quel momento o immediatamente dopo che l’orologeria meccanica diede il meglio di se. E in particolare con un meccanismo chiamato tourbillon, inventato dal geniale Abraham-Louis Breguet e brevettato il 26 giugno 1801, altrimenti identificato il 7 Messidoro dell’anno IX, dato che in quel periodo in Francia vigeva ancora il calendario repubblicano.

Per minimizzare le irregolarità di marcia di un orologio allora da tasca, Breguet inventò una gabbia girevole al cui interno posizionò bilanciere, spirale e ruota di scappamento. Nel suo funzionamento classico questa complicazione compie un intero giro di 360° in un minuto correggendo alcuni degli eventuali errori creati dalle posture e dalla conseguente influenza negativa della gravità terrestre. Oggi più di una Maison orologiera costruisce orologi con anche fino a quattro tourbillon nello stesso movimento. E’ una complicazione che dovrebbe esere apprezzata più che altro per l’aspetto visivo, e lo è soprattutto nella variante volante inventata nel 1920 da Alfred Helwig docente alla Scuola di Orologeria di Glashütte.

Approfondisci il tourbillon

Ore Del Mondo

Glashütte Original Senator Cosmopolite Midnight Blue

Nata dalla geniale mente di Louis Cottier, l’orologiaio svizzero si tenne per se finché i brevetti glielo permisero l’invenzione dell’orologio in grado di leggere istantaneamente l’ora di 24 diversi fusi orari, e ai marchi ne vendeva solo l’utilizzo. Meccanicamente semplice, un disco rotabile riportava il nome di tante località del mondo quanti sono i fusi orari cui orario differisce di sessanta minuti. Oggi nelle interpretazioni di alcuni grandi marchi è diventata un’indicazione molto più complicata.

Gli orologi ore del mondo di ultima generazione come quelli di Vacheron Constantin, pioniera di questa funzione, sono in gradi di marcare l’ora di 37 località, comprese quelle che differiscono di 30 e 45 minuti. Nel 2015 Glashütte Original l’ha eguagliata e in più ha aggiunto la variazione automatica dell’orario anche in base all’ora legale di ciascun fuso, che com’è noto non inizia mai nello stesso istante in tutto il pianeta. Tutto manco a ricordarlo sempre e rigorosamente solo grazie a un movimento meccanico.

Approfondisci le ore del mondo

Ripetizione Minuti

Patek Philippe ripetizione minuti

Chiudiamo questo bignamino dell’Alta Orologeria meccanica con una delle complicazioni top. Se un orologio grazie al tourbillon danza, con la ripetizione minuti “canta” melodicamente il tempo. Che cos’è un ripetizione minuti? Un segnatempo con una complicazione meccanica che azionata da un pulsante (solitamente a slitta) emette suoni per segnare ore, quarti d’ora e minuti.

Nata si dice addirittura verso la fine del ‘600 tornava utile quando prima dell’arrivo dell’elettricità nelle case i lumi a olio e petrolio di notte venivano spenti, e sino all’alba era praticamente impossibile conoscere l’ora. Il bello dell’orologio a ripetizione minuti è che suona si il tempo ma solitamente solo su richiesta. Oggi anche questi magici meccanismi si sono affinati: grazie a degli accorgimenti i complicati treni di ingranaggi, leve e camme non emettono più rumori fastidiosi; il suono è così cristallino, e alcuni intonano la cosiddetta Grande Sonnerie che altro non è se non la stessa melodia dei rintocchi di ore, quarti, e minuti del famoso campanile Big Ben.

Approfondisci la ripetizione minuti

Conclusioni

Ecco spiegato in linguaggio semplice e comprensibile alcune tra le più diffuse e fini complicazioni meccaniche.

Non esistono limiti all’ingegno profuso per realizzare un orologio complicato e c’è chi come Ludwig Oechslin, professore di matematica, archeologo, ex curatore del Museo di La Chaux-de-Fonds, colui che tra il 1978 e il 1982 restaurò l’Orologio Farnese nello Stato Vaticano, nonché la mente orologiera dietro il marchio di orologi Ochs und Junior, è capace di costruire un calendario annuale con soli tre elementi.

Qual è la tua complicazione orologiera preferita?

Dillo in un commento.

 

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Commenti

  1. Come al solito bellissimo contenuto, comprensibile, con la possibilità di approfondire se uno lo desidera.. Nel panorama dei blogger di orologi italiani hai sempre fatto la differenza Massimo! Molto bello l’inciso sul calendario perpetuo e sui multitourbilon, sembra di leggere delle favole… Hai qualcosa sull’equazione del tempo? È magia la capacità che un orologio meccanico ha di misurare il tempo solare.

  2. Complimenti per la semplicità nel spiegare gli argomenti, anche a una persona come me da pochissimo interessato al mondo degli orologi e quindi ingnorante su tutto grazie per darmi la possibilità di imparare.cordiali SALUTI Mauro

    1. Grazie a te Mauro! Guarda che nessuno è mai nato imparato, soprattutto in orologeria.. Sono sicuro che articolo dopo articolo diventerai tu stesso un grande esperto! Alla prossima.

  3. Articolo come sempre impeccabile.
    La complicazione che più preferisco? le fasi lunari.
    Hanno qualcosa di magico (anche se sembra una complicazione meno “tecnologica” rispetto a calendario perpetuo o tourbillon).

    1. Grazie Lorenz! I complimenti anche da un appassionato estremo fanno sempre molto piacere! 😉 Beh al di là dei tecnicismi di Strehler, che sono davvero insuperabili, come scrivevo le fasi lunari sono la complicazione che meglio “ci ricorda che stiamo tutti girando nello spazio.” E non è poco 😉

    1. Grazie per la domanda Piero! Forse volevi dire “l’indicatore di riserva di carica” perché la riserva di carica è semplicemente l’autonomia che ogni movimento meccanico possiede da quando è stato completamente caricato. Ti spiego in breve come funziona. Di base un indicatore di riserva di carica misura la tensione della molla di carica e segna l’autonomia rimasta. Normalmente viene piazzato un treno di ingranaggi collegato al bariletto. Man mano che la molla contenuta nel bariletto si svolge il treno si muove e la lancetta ad esso collegato segna l’autonomia rimasta che può essere indicata in ore o giorni. L’indicatore di riserva di carica ha più che altro senso in un movimento meccanico manuale e ancor più se la sua autonomia è superiore alle 35-48 ore standard, questo per sapere quando caricarlo prima che si fermi. Tuttavia è consigliato caricare un orologio manualmente prima che sia prossimo alla scarica in quanto è noto che la parte finale delle molla restituisce energia meno uniforme, offrendo perciò meno precisione di marcia. L’indicatore di riserva di carica può naturalmente essere montato anche su un movimento automatico, ma qui per la natura stessa della ricarica – sempre attiva con un minimo di attività – ha meno senso.

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